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Distopia: il fascino del futuro

di Chiara Tadini

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«Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato».
(George Orwell, 1984)

1984-Big-BrotherIl termine “distopia” fa riferimento a una realtà indesiderabile diversa da quella reale. Venne coniato da John Stuart Mill come opposto di “utopia” – termine col quale si intende una realtà ideale – per descrivere l’immaginario di un mondo negativo. Al contrario dell’utopia, la distopia prende in analisi società reali, estremizzandole in maniera apocalittica. Nonostante il termine sia stato creato come opposto di utopia, il rapporto tra le due parole è in realtà più complesso: alla base di entrambe, infatti, sta la denuncia di una società avvertita come oppressiva e autoritaria; una realtà alla quale sarebbe opportuno porre rimedio.

Le società distopiche sono oggetto di molti romanzi di narrativa, fumetti e film di successo. Il loro sviluppo può essere di due tipologie fondamentali: il primo racconta di società future in cui vige una forma di totalitarismo che controlla ogni aspetto della vita umana; il secondo tratta invece di una realtà post apocalittica in cui una catastrofe globale – sia essa naturale o causata dall’uomo – ha reso la vita molto difficile. v-per-vendetta-una-scena-del-film

La prima tipologia è caratterizzata dalla presenza di un regime autoritario che ha il pieno controllo su una società gerarchica rigidamente divisa in classi sociali, che fa un uso massiccio della propaganda come strumento politico per diffondere il conformismo e che non si fa scrupoli nella sorveglianza di ogni singolo cittadino, sfruttando metodi quali la tortura o impiegando forze segrete di polizia.

La seconda tipologia rappresenta invece uno scenario desolato: un pianeta devastato da una catastrofe abitato da pochi reduci regrediti a forme di società primitive. Gli animali sono perlopiù estinti e le risorse naturali ridotte ai minimi termini.

All animals are equalIl protagonista delle narrazioni distopiche è solitamente un personaggio che, a differenza di tutti gli altri attorno a lui, si rende conto di vivere in una società “sbagliata” e ha ancora la forza di immaginare una realtà alternativa, come succede ad esempio a Winston Smith in 1984 di George Orwell o a V nella graphic novel V per vendetta di Alan Moore. Il protagonista cerca di sfuggire alla realtà o addirittura di compiere una rivoluzione sociale, scontrandosi con il resto della comunità e rivelando così che la differenza tra utopia e distopia è sottile ed è determinata solo da una differenza di opinioni.

Esistono numerosi romanzi di genere distopico, come Animal Farm di George Orwell, La svastica sul sole di Philip K. Dick, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, Brave New World di Aldous Huxley o la più recente saga di successi Hunger Games di Suzanne Collins. Alcuni dei film che hanno avuto maggiore successo sono di genere distopico, come Metropolis di Fritz Lang, Arancia Meccanica di Stanley Kubrick, BWall-E-llade Runner di Ridley Scott e Matrix dei fratelli Wachowski, così come il lungometraggio d’animazione firmato Disney Pixar WALL•E.

Il fascino della distopia ha influenzato anche il mondo della musica. Uno dei gruppi più famosi della storia, i Pink Floyd, ha tratto ispirazione dalla distopia per la realizzazione di due dei suoi più famosi album, Animals – che prende in prestito alcune allegorie di Animal Farm – e The Wall.

Per maggiori spunti: narrativa distopica, filmografia distopica, fumettografia distopica.

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