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The Lizzie Bennet Diaries: Orgoglio e Pregiudizio oggi

di Manuela Gualtieri

Pubblicato il

The Lizzie Bennet Diaries

«My name is Lizzie Bennet and this is my life».

Innovativa. Originale. Orgoglio e Pregiudizio nel 2012.

Partita da poche settimane ma già entrata nel vivo, The Lizzie Bennet Diaries è una serie comica prodotta per il web che trasporta il classico di Jane Austen in un mondo fatto di smartphones e social media.

Sfruttando le opportunità del web, la serie rielabora in chiave postmoderna i personaggi di Orgoglio e Pregiudizio e racconta le loro storie attraverso un network di diverse piattaforme. Youtube serve da home base, ma gli spettatori possono scegliere di seguire i personaggi e le loro vicende su Facebook, Tumblr e Twitter. Puntata dopo puntata, vengono introdotti anche Pinterest e Lookbook. Il pubblico è, così, incoraggiato a interagire con i protagonisti, perché li trova su diversi social network.

Fin dal suo lancio, il 9 aprile, The Lizzie Bennet Diaries ha attirato un pubblico appassionato e ha ottenuto un grande consenso per l’adattamento spiritoso e arguto.

Creato da Bernie Su e Hank Green, la serie mantiene un’alta qualità, nonostante il set minimalistico: in un video introduttivo, Green spiega che «voleva creare qualcosa che partisse da una grande storia e che questo “qualcosa” avrebbe dovuto basarsi essenzialmente su dialoghi e personaggi, così che bastasse una persona di fronte a una videocamera. Una fiction adattata a un video blog».

Le vicende ricalcano quelle del celebre romanzo, ma sono ambientate nel 2012: Lizzie è una studentessa senza soldi, che abita con i genitori e cerca di finire un master in Scienze della Comunicazione, semi-rassegnata a un futuro precario e angosciata dalla tipica madre in cerca di un genero possibilmente ricco e benestante.

Le novità: Lizzie non è solo la protagonista, ma si racconta in prima persona, grazie a un video blog che gestisce con l’amica Charlotte Lu e con gli occasionali interventi delle sorelle.
 Appunto, le sorelle: cinque figlie femmine sarebbero troppo per la famiglia media di giorni nostri. Così spariscono Mary e Kitty, mentre la brava e bella Jane diventa una riservata (ma elegantissima) merchandise coordinator che sfoga la creatività su Pinterest, e Lydia, molto calata nel personaggio della festaiola un po’ irresponsabile è nettamente troppo bianca per lo slang che usa.

Altra nota di merito: ogni episodio dura tre minuti al massimo e la brevità gioca a favore del racconto. Anche perché la professionalità di recitazione e montaggio è molto evidente.

Questa non è certo l’unica parodia del capolavoro della Austen o il primo riadattamento delle vicende di una ragazza single indipendente. Eppure, finchè questo significherà avere un po’ più di Mr. Darcy nelle nostre vite, dubitiamo che qualcuno se ne lamenterà.

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