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E se Harry Potter avesse scelto Serpeverde? – Parte I

di Elisa Tomasi

Pubblicato il

E se Harry Potter alla fine avesse scelto Serpeverde? E se il Cappello Parlante avesse sbagliato tutto? E se quella prima serata a Hogwarts di diciannove anni fa Harry fosse dovuto entrare nella casa del Barone Sanguinario?

Come ben sappiamo il maghetto più famoso del pianeta ha scelto Grifondoro.

Mentre era lì seduto davanti a tutta la scuola, la vista oscurata dal Cappello Parlante infilzato in testa fino all’altezza delle sue labbra, Harry ha pregato di non essere messo in Serpeverde. La sua è stata una scelta, una decisione presa sul momento, dettata dagli avvenimenti accadutigli sia sull’Espresso per Hogwarts che a Diagon Alley.

Harry ha calibrato quella scelta in base ad alcune specifiche, ricevute in corso d’opera: l’essere informato da Hagrid della sua magia, l’aver visitato con lui alcuni luoghi simbolo della società non babbana londinese quali la Gringott e i negozietti di Diagon Alley, l’incontro-scontro con Draco Malfoy. E poi ovviamente l’aver conosciuto i Weasley al binario nove e tre quarti, l’aver condiviso lo scompartimento del treno inizialmente con Ron, in seguito raggiunti da Hermione e per ultimo Neville.

Quando il treno era giunto alla sua destinazione, la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, per Harry Potter Serpeverde era già divenuta una preoccupazione. Ecco dunque che quando il Cappello Parlante, indeciso, ha fatto operare a Harry una scelta, il maghetto ha optato per Grifondoro.

Ma se non fosse andata così? Cosa sarebbe dovuto accadere per cambiare quella scelta decisiva per il destino di Harry, del Trio e in ultima istanza delle sorti di tutto il mondo magico?

E se Harry Potter avesse scelto Serpeverde? La copertina del nostro articolo sull'universo alternativo di Discorsivo

Harry Potter Serpeverde? (Credits: Guzio; rielaborazione: Giorgia Bertino e Giorgia Serra)

Cosa fare in assenza di Giratempo disponibili e scelte che ti cambiano la vita

La saga di Harry Potter è la storia di un prescelto, di un bambino destinato a divenire “Colui che deve sopravvivere quel tanto che basta per avere uno scontro finale con la sua nemesi e con il suo sacrificio permettere ad altri di vivere”. È quasi una pura casualità che Harry riesca ad avere un epilogo felice alla fine della sua storia.

Il nucleo centrale della narrazione è quindi un percorso a tappe del processo di compimento del destino di Harry Potter.

In questa visione diviene di estrema rilevanza l’episodio del Cappello Parlante che lascia libertà di scelta sul come e il dove avverrà la propria crescita formativa. Un oggetto magico che dovrebbe designare in base all’indole (e quindi a qualcosa che dovrebbe essere innato) permette che sia la persona a scegliere se quel percorso indicato sia veramente quello giusto per se stessi. Si immette così nel processo di selezione l’elemento umano del libero arbitrio e del proprio raziocinio.

A tal riguardo nessuno mi potrà mai togliere dalla mente che, se per Harry Potter Serpeverde non era un’opzione, anche Hermione Granger ha avuto la sua bella discussione col Cappello sulle sue opzioni di finire in Corvonero. Ovviamente idea rigettata dalla bambina per via della sua cocciutaggine razionale, che le assicurava che togliersi dalla sua comfort zone e affrontare nuove sfide sarebbe stata la scelta più saggia.

Quindi ritornando alla scelta di Harry caduta su Grifondoro, se la storia non fosse andata così? Se il suo bagaglio di esperienze pregresse fino a qual momento nella sala delle feste di Hogwarts fosse stato un altro? E dunque la sua scelta differente perché condizionata da altri avvenimenti accadutigli?

Per riordinare gli elementi che hanno portato a quella decisione in modo che il risultato sia diverso, servirebbe una Giratempo, qualcosa che alteri il passato di Harry Potter. In assenza in un tale oggetto magico nel mondo babbano: non ci resta altro che la fanfiction!

“What if” – Se Harry Potter avesse scelto Serpeverde

Se non avete idea di cosa sia una fanfiction, probabilmente avete letto Cinquanta sfumature di grigio inconsapevoli di averne una proprio sotto il naso. Breve parentesi di successo di questo sottogenere letterario: l’opera di E.L. James è nata come una fanfiction Au (Universo alternativo) della saga di Twilight. Mr Grey e Anastasia sono in realtà Edward e Bella trasposti in un’altra ambientazione, successivamente maneggiati con un taglio editoriale che non permettesse di esporsi a possibili danni giudiziari.

Quindi per ritornare all’ipotesi di Harry che sceglie Serpeverde dovremmo scrivere una sorta di fanfiction “what if”, che altera alcuni elementi della trama principale al fine di creare una sorta di ucronia. Una narrazione speculativa che esplora una realtà parallela e leggermente diversa da quella dell’universo letterario d’origine. Un po’ come nelle due serie dedicate a Sherlock Holmes di recente memoria, insomma.

Se effettivamente vogliamo indagare questa leggera variazione alla trama di Harry Potter nel cambiare la sua scelta da Grifondoro a Serpeverde, innanzitutto, vanno messi i disclaimer (le clausole), come fanfiction-etichetta comanda: “dichiaro che i personaggi e le loro storie appartengono a J.K. Rowling e alla Bloomsbury, io li prendo in prestito solo per giocarci un po’ poi prometto che rimetto tutto a posto, cameretta, scaffale e quant’altro”.

Bene ora possiamo cominciare col gioco.

Harry Potter e l’infanzia ritrovata

Harry Potter Serpeverde

Per Harry Potter Serpeverde é sempre stata in agguato. Come questi calzini serpenti che si aggirano minacciosi al momento del libro in cui il Cappello Parlante assegna le case! (Credits: Elisa Tomasi)

Harry Potter non va a vivere con i Dursley, non passa i suoi primi dieci anni di vita nel ripostiglio sotto le scale e a fare praticamente l’elfo domestico dei suoi zii.

Harry cresce amato e anche un po’ viziato. D’altronde niente di più normale se sei il protetto di Sirius Black e il pupillo della sua dolce metà Remus Lupin.

In questa realtà Lupin sapeva che il custode segreto dell’incanto fidelius di Lily e James era Codaliscia e quando Sirius venne arrestato subito scovò il ratto e riabilitò il nome dell’amato.

Per i primi anni di vita di Harry, Sirius e Remus lo crescono assieme.

Purtroppo a lungo andare, la pressione e lo stress di dover proteggere il bambino sopravvissuto e nascondere la propria licantropia diventano insopportabili per Lupin, che decide di allontanarsi dalla neonata famiglia. Remus troverà nuovamente il coraggio di affrontare la sfida della vita familiare solamente più tardi con Tonks, dopo aver processato il lutto della morte di Sirius – sì, dispiace dirlo, ma anche in questa realtà Felpato muore ucciso da Bellatrix: purtroppo è un punto cardine dell’evoluzione del personaggio di Harry.

Dunque Harry cresce fin da subito all’interno della comunità magica, portando con sé il buon nome della sua famiglia biologica e di quella adottiva. Harry Potter in Black è un bambino che viene educato alla vita in alta società, è impossibile a tal riguardo tenere lontana dal pargoletto la zia Narcissa Black in Malfoy.

Nonostante i contrasti con il cugino Sirius, la signora Malfoy è ben decisa a mantenere i legami con il piccolo Potter e a navigare le sottigliezze formali al fine di ottenere dei vantaggi politici nel mondo post-prima caduta di Voldemort. I Malfoy sono sempre stati dei fini politici. Così Draco e Harry si frequentano ben prima di Hogwarts. Il loro rapporto conflittuale diviene con lo scorrere degli anni una frequentazione sempre più ambigua. La familiare figura di Draco diventa per Harry una sorta di enigma, non sapendo effettivamente da che parte stia.

Un’altra presenza costante nella vita di questo Harry pre-Hogwarts è la famiglia Weasley. Fortuna vuole che al funerale di Lily e James, Molly Weasley abbia approcciato un Sirius distrutto dal dolore, offrendogli aiuto e supporto.

Per Harry Potter Serpeverde è anche l’occasione per studiare il passato del suo nemico: Tom Riddle.

È così che il bambino con la cicatrice a saetta si è ritrovato a passare pomeriggi interi alla Tana in una marea di capelli rossi. Inizialmente restio a condividere i suoi giochi, Harry comprende ben presto che è più divertente se si gioca in tanti.

L’ingresso a Hogwarts si fa sempre più imminente ed è così che una sera Sirius si mette a sedere con Harry e hanno una seria discussione su quello che comporterà.

A Harry viene svelato che non è solamente un bambino famoso per essere l’unico sopravvissuto a un Avada Kedavra, ma che il suo ruolo sarà determinante per la definitiva sconfitta del Signore Oscuro, che la guerra è ancora in atto e che sarebbe bene intessere una folta schiera di alleati in vista della battaglia finale.

La guerra non si vince con le armi ma con le alleanze. È così che ai due viene in mente di applicare una delle strategie difensive più efficaci e lungimiranti mai applicate: “tenere il nemico più vicino dell’amico”. In definitiva per Harry Potter Serpeverde è una salvezza.

Harry è nel Salone delle Feste di Hogwarts ha il Cappello Parlante che gli oscura la vista e chiede di essere messo in Serpeverde. Paradossalmente poche sere prima al banchetto di addio a casa Malfoy, Draco gli ha regalato una versione pregiata di Storia di Hogwarts, Harry Potter è ben consapevole della scelta che sta facendo.

Il piccolo maghetto ha letto il libro tutto d’un fiato in vista delle decisioni che doveva prendere questa sera e sul treno è rimasto piacevolmente colpito da un’altra bambina che aveva ancora più nozioni di lui.

Hermione Granger sarà un’ottima alleata.

 

Ci fermiamo qui per dirvi che la seconda parte, come per magia, la trovate qui!

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