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Anteprime: Lui è tornato

di Lucia Pugliese

Pubblicato il

Lui è tornato: Recensione e Trailer

di David Wnendt, con Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst, Franziska Wulf.

Lui è tornato: Recensione

 

Adolf Hitler (Oliver Masucci)fa un improvviso”salto nel tempo” e si risveglia a Berlino nell’estate del 2014,  disorientato e confuso dalla nuova società tedesca. Scambiato dai più per un’imitazione del Führer, viene reclutato da un’emittente televisiva per partecipare un programma comico: poco avezzo alla tecnologia, ma pur sempre ottimo comunicatore, Hitler coglie l’occasione per riproporre le sue idee..

Locandina di Lui è tornato Prima di approdare al cinema, Lui è tornato è stato un caso letterario: un bestseller da oltre due milioni di copie, tradotto in 40 paesi, ad opera dello scrittore tedesco Timur Wermes. Il punto di partenza del libro è un What if  tra il grottesco e l’inquietante: cosa accadrebbe se, per uno scherzo del destino, Hitler si risvegliasse ai giorni nostri?

La trasposizione cinematografica, curata da David Wnendt, riprende la premessa di Wermes, ma accanto alla trama romanzesca affianca improvvisazioni à la Borat, in cui Hitler /Masucci interagisce con ignari passanti. E siccome l’interpretazione di Masucci è stata eccellente, ci sarebbe da aspettarsi che la maggior parte delle persone sia scappata a gambe levate o abbia in qualche misura protestato. Ma non è andata così, anzi: in Lui è tornato realtà e finzione si confondono in maniera inquietante. Perché mai un gruppo di italiani dovrebbe voler fare un selfie con Hitler davanti alla porta di Brandeburgo? Perché mai qualcuno dovrebbe salutare con entusiasmo un uomo che vaga per la città vestito da dittatore sanguinario, da uomo macchiatosi di genocidio?

Eppure questi sono episodi accaduti davvero durante le riprese e che ritroviamo nella pellicola mescolati alle scene di fiction. E allora, perché stupirsi se i tedeschi “fittizi” non si rendono conto da subito di avere davanti il vero Hitler? La risposta, peraltro, viene dal film stesso: Wnendt suggerisce che nella moderna società dell’informazione ci crediamo al sicuro dagli orrori del passato ma siamo in realtà affetti da una cecità intellettuale non dissimile da quella dei nostri nonni e bisnonni. E abbiamo meno scuse, perché dovremmo ricordare la lezione della storia: non sfugge al passato chi dimentica il passato.  Ma come possiamo avere memoria, travolti come siamo dal flusso dei contenuti? La misura dei nostri valori sembra stare nell’indignazione per la morte di un cagnolino e nella facilità con cui dimentichiamo tutto il giorno dopo.

Beninteso, il film di Wnendt non è L’Onda: tra una (“tedeschissima”) gag e l’altra, con uno stile a metà tra il documentario e la serie tv teutoniche,  Lui è tornato riesce a far sorridere di una materia cupa e complessa. Non manca nemmeno la citazione di una famosa clip di youtube che a sua volta è un doppiaggio-parodia de La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler.

La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler Gif - Recensione in Anteprima: Lui è tornato

Tuttavia farsi ingannare è impossibile: il film accompagna lo spettatore mano nella mano come un bambino in un viaggio grottesco nell’assurdità della normalità. E come nel più classico dei romanzi di formazione e nelle pagine più cupe della nostra storia, la presa di coscienza arriva per davvero solo alla fine, quando è impossibile non vedere il mostro per quello che è davvero. Ma cos’è rimasto da fare per evitare il disastro?

Da vedere.

PS: Lui è tornato sarà in sala in Italia il 26 – 27 -28 Aprile 2016 (ed è disponibile su Netflix, per chi ce l’ha).

 

 

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