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La trilogia di Nolan e i fumetti: Batman Begins

di Luca Rasponi

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La saga è finita. Ma la leggenda è solo all’inizio. Con The Dark Knight Rises, Christopher Nolan ha concluso al meglio la sua trilogia cinematografica dedicata a Batman, lanciando un messaggio chiaro già dal titolo: il mito dell’Uomo Pipistrello continua, oltre il film e persino oltre Bruce Wayne.

Questo perché – come Nolan ha dimostrato di sapere molto bene – il Cavaliere Oscuro è un’icona dei tempi moderni, che al cinema vive alterne fortune ma che può contare da oltre sette decenni su fondamenta solidissime: le serie a fumetti a lui dedicate. Al di là delle sempre più numerose incarnazioni mediatiche e commerciali, infatti, Batman resta prima di tutto un eroe dei comics americani.

Dai fumetti partono la sua storia e il suo successo, e ai fumetti è giusto tornare per analizzare la spettacolare trilogia di Nolan. Non per una recensione del film recentemente uscito al cinema, ma per capire quali sono stati i riferimenti cui il regista di Inception si è ispirato per realizzare la sua versione dell’Uomo Pipistrello. Proviamo a farlo in tre puntate a cadenza mensile, ognuna dedicata ad un singolo film della trilogia.

Per la sceneggiatura delle tre pellicole, Christopher Nolan – insieme al fratello Jonathan e a David S. Goyer – si è ispirato per lo più al Batman post Crisis, ovvero alle storie successive alla parziale riscrittura del personaggio operata tra il 1985 e 1986 con la maxiserie Crisi sulle Terre Infinite. In particolare, tre opere degli anni Ottanta fanno da filo conduttore: Anno uno di Miller, Mazzucchelli e Lewis (1987), The killing joke di Moore e Bolland (1988) e Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller e Varley (1986).

Non mancano, in ogni caso, riferimenti a storie precedenti agli anni Ottanta: tutta la trilogia rieccheggia ad esempio il cupo e oscuro Batman delle origini. La frase che il Cavaliere Oscuro rivolge a Ra’s al Ghul alla conclusione del loro scontro in Batman Begins («Io non ti ucciderò. Ma non sono tenuto a salvarti») sembra uscita direttamente dall’epilogo del numero 29 di Detective Comics (luglio 1939), dove uno spietato Batman alle prime armi lasciava il Doctor Death ardere nell’incendio da lui stesso scatenato.

Le storie post Crisis restano comunque il principale riferimento di Nolan. Pare che l’ispirazione iniziale per Batman Begins sia arrivata dalla storia breve The man who falls, scritta dai giganti anni ’70 Dennis O’Neill e Dick Giordano per Secret Origins of the World’s Greatest Super-Heroes (1989). Oltre alla paura di Bruce per i pipistrelli dovuta alla sua caduta da bambino nel pozzo di Wayne Manor, da quelle pagine deriva una particolare attenzione per i viaggi di addestramento in giro per il mondo con cui il giovane protagonista si prepara a diventare Batman.

Tra i personaggi citati da O’Neill e Giordano c’è anche Henri Ducard: nel film il personaggio è un semplice alter ego di Ra’s al Ghul, mentre nel fumetto è uno spietato agente francese dell’Interpol che addestra Bruce nelle arti dell’investigazione e dello spionaggio. La modifica del ruolo di Ducard non è l’unica “licenza” che Nolan si è preso per esigenze di trama: al contrario, le differenze con il fumetto sono numerose, viste anche le molteplici fonti d’ispirazione. Tuttavia, regista e sceneggiatori sono riusciti a rendere le diversità secondarie, producendo una storia in cui sopra tutto risaltano i caratteri essenziali dei personaggi, ribaditi con forza nonostante le esigenze narrative del cinema.

Ra’s al Ghul, ad esempio, nel fumetto è letteralmente immortale: grazie a periodiche immersioni nei misteriosi Pozzi di Lazzaro, infatti, vive sulla Terra da oltre seicento anni, come narrato in La nascita del Demone di Dennis O’Neill e Norm Breyfogle (1992). Creato da O’Neill e Neil Adams sul numero 232 di Batman (giugno 1971), la Testa del Demone – questo il significato del suo nome – guida la Lega degli Assassini (che nella trilogia di Nolan si chiama Setta delle Ombre) alla “purificazione” del mondo per mezzo dell’omicidio di massa, unica salvezza per l’umanità ormai corrotta. Un esempio pratico di quest’idea è la saga fumettistica Contagio – anch’essa terreno d’ispirazione per Batman Begins – in cui Ra’s al Ghul prova a diffondere a Gotham un virus letale per sterminarne la popolazione.

Nella trilogia di Nolan, il personaggio interpretato da Liam Neeson non è immortale, ma crea un’aura di leggenda intorno a sé facendo credere di esserlo: con un sosia che muore al suo posto in Batman Begins e lasciando in eredità la Setta delle Ombre alla figlia Talia in The Dark Knight Rises. Questo è uno dei tanti stratagemmi con cui Nolan, pur distaccandosi dal fumetto, ne ha mantenuta inalterata l’essenza originaria calando i personaggi nel contesto realistico e strutturato dei suoi film.

Anche il rapporto tra i due nemici è simile a quello del fumetto: Ra’s – che nei comics non è affatto il maestro di Bruce – ha comunque una relazione quasi paterna con lui, conosce la sua identità segreta ma non ne approfitta mai per danneggiarlo, preferendo invece sfidarlo in una competizione serrata per il destino del pianeta. La stima di Ra’s – che considera Bruce l’unico uomo al mondo degno di essere suo avversario – non impedisce infatti ai due di essere in profondo disaccordo sulla via da seguire per la salvezza dell’umanità. Emblematica in questo senso la scena di Batman Begins in cui Bruce si rifuta di uccidere un uomo per porre fine al suo addestramento con la Setta delle Ombre.

Il tema delle origini, così approfondito in Batman Begins, è centrale anche nella fonte principale del film, il già citato Anno uno. Accanto alle caratteristiche universalmente note del personaggio (la morte dei genitori, i lunghi anni di addestramento fisico e mentale) sinteticamente narrate nel 1939 dal creatore Bob Kane, è dallo story arc targato Frank Miller – che ampliava quelle stesse origini – che arrivano numerosi spunti per il film di Nolan.

È comune a Year one l’atmosfera vagamente retro che pervade la Gotham City di Batman Begins – che pure è per gran parte delle riprese la realissima Chicago, non la meravigliosa scenografia gotica di Tim Burton – rafforzata da colori virati sul giallo che sembrano usciti dalle tavole di Mazzucchelli e Lewis. Il sergente James Gordon all’opera nel film è visibilmente ispirato a quello di Anno uno, come conferma la presenza del suo collega corrotto Flass.

A questa fonte d’ispirazione sono riconducibili anche lo scontro con la Swat concluso da Batman richiamando uno stormo di pipistrelli con gli ultrasuoni e la vita di strada di Selina Kyle in The Dark Knight Rises, oltre al finale di Batman Begins (con la carta da gioco, mostrata da Gordon al Cavaliere Oscuro, che preannuncia la comparsa del Joker).

Altri due personaggi di Batman Begins sono ispirati ai racconti a fumetti dedicati ai primi anni di attività dell’Uomo Pipistrello, e in particolare ad Anno due (di Mike W. Barr, Alan Davis e Todd McFarlane), che come suggerisce il titolo è il seguito dell’opera di Frank Miller. Rachel Dawes, amica d’infanzia di Bruce creata appositamente per lo schermo da Nolan, s’ispira proprio a questa fonte, e in particolare al personaggio di Rachel Caspian.

Le due donne presentano più differenze che affinità, ma è difficile non notare – al di là del nome identico – la comune purezza di spirito e convinzione nei propri ideali. Tratti caratteriali cui Bruce Wayne si dimostra molto sensibile, al punto che finisce per innamorarsi di entrambe le donne marcando una netta differenza rispetto a tutte le relazioni superficiali con l’altro sesso utilizzate per costruire la sua immagine da playboy, fondamentale per tenere nascosta la sua identità segreta.

In Anno Due anche Joe Chill gioca un ruolo da protagonista. L’assassino dei genitori di Bruce è qui caratterizzato più dettagliatamente che altrove, con particolari fisici e comportamentali che si ritrovano nel film. Anche se nella pellicola di Nolan il criminale recita una parte tutto sommato secondaria, è comune al fumetto la volontà di Bruce di provare a ucciderlo con una pistola per ottenere la sua vendetta: intenzione a cui Wayne rinuncia in entrambi i casi, compiendo un passo decisivo nel suo percorso di eroe.

Tra le fonti citate da Nolan e Goyer per la realizzazione di Batman Begins ci sono anche la pietra miliare The long Halloween e il seguito Dark victory, entrambi di Jeph Loeb e Tim Sale. Queste due miniserie – come vedremo – hanno avuto in realtà maggiori influenze sul secondo film della trilogia, Il Cavaliere Oscuro. Ma anche nel primo episodio non mancano le ispirazioni provenienti da questa fonte, a cominciare dall’atmosfera di crimine e follia che si respira in città grazie a personaggi come il boss mafioso Carmine Il Romano Falcone e il dottor Jonathan Crane/Spaventapasseri.

Tutti questi pezzi compongono un mosaico che è solo una parte dell’opera cinematografica di Christopher Nolan. Un ritratto di Batman essenziale e completo allo stesso tempo, in grado di mettere d’accordo grande pubblico e fan di lungo corso. Un viaggio per conoscere Bruce Wayne dai suoi inizi alla conclusione del suo percorso come Batman, passando per il punto più alto della sua carriera di eroe. Una vetta che proveremo a conoscere meglio con la prossima puntata della rubrica, dedicata a Il Cavaliere Oscuro. Appuntamento tra un mese quindi, sempre su queste pagine!

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3 commenti per “La trilogia di Nolan e i fumetti: Batman Begins

  • Arianna ha detto:

    Dopo essermi innamorata dei film di Nolan non vedo l’ora di leggere i prossimi episodi..visto che riguardo al fumetto ne so meno di zero 😉

    • Luca Rasponi ha detto:

      A mio parere la bravura di Nolan si è manifestata proprio nella capacità di catturare l’essenza del fumetto per moltissimi aspetti… quindi se ti sono piaciuti i film posso proporti qualche titolo. Chiaramente non tutti quelli citati, ma ci sono alcuni “classici” che meriterebbero l’onore di una lettura! 🙂

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