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Black clover e Quartet knights – L’erede di Naruto… o forse no?

di Erika Biggio

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Copertina del primo numero di Black clover edito da Planet Manga (Credits: Panini Comics)

Oggi esce in Italia Black clover: quartet knights, il manga del gioco tratto dall’anime tratto dal manga di Black Clover, scitto da Yuki Tabata. Insieme al manga originale, è edito da Planet Manga. Sembra tutto molto complicato ma a dire il vero ormai questo è il processo standard per questo tipo di opere. Black clover è uno degli shonen manga ritenuti eredi di Naruto, insieme a opere dal grande successo come come My hero academia o lo stesso Boruto.

E, infatti, in Giappone sono tutte opere pubblicate da Weekly shonen jump. Per ora nel Belpaese questo manga non ha raggiunto il successo degli altri titoli che ho citato, probabilmente perchè l’anime non è ancora stato trasmesso da nessuna delle principali reti italiane. Il manga nel mondo ha però venduto più di dieci milioni di copie nei cinque anni dall’inizio della pubblicazione, diventando un tale successo da meritare un anime e un gioco per Ps4.

La magia dei Grimori

Black clover è ambientanto in un mondo dove la magia è ovunque, e ogni abitante è dotato di un’abilità magica. Ovviamente tutti tranne il protagonista. Asta è il classico personaggio principale adolescente che arriva ovunque solo grazie alla forza di volontà. Ad ogni aspirante cavaliere magico, una volta compiuti i quindici anni, viene assegnato un Grimorio: come nella migliore tradizione harrypotteriana, è il libro a scegliere il mago.

Trattandosi del Regno di Clover, sulla copertina dei Grimori è presente un trifoglio, a rappresentare le tre virtù fondamentali del regno: fede, speranza e amore. Solo ad alcuni casi particolari viene assegnato un Grimorio con in copertina una quadrifoglio, a rappresentare la fortuna. L’imperatore magico, il comandante di tutti i cavalieri magici, è dotato di tale libro. Per Asta la strada non sarà così semplice, perchè alla cerimonia nessun grimorio gli va incontro, mentre il suo migliore amico/rivale, Yuno, viene scelto da un Grimorio col quadrifoglio. Eppure, proprio grazie alla sua forza d’animo anche Asta verrà scelto da un libro.

Quello di Asta però non è un Grimorio normale bensì un black clover, un quadrifoglio nero, detto anche Grimorio della disperazione. Il quinto petalo rappresenta il demone, colui che darà ad Asta la possibilità di combattere contro la magia altrui. E così inizia la strada del nostro protagonista per diventare imperatore magico.

Copertina del primo numero di Black clover: quartet knights edito da Planet Manga (Credits: Panini Comics)

Black clover – Quartet knights

Può sembrare strano che, ad opera in corso, ne esca un’altra parallela. Lo spin-off è strutturato in modo da fare da prologo alle avventure dell’opera principale, approfondendo il rapporto di Asta coi compagni del Toro Nero, la sua squadra di cavalieri magici. Questo approccio regala così al lettore dettagli inediti sui suoi personaggi preferiti. Ovviamente non ci saranno grandi avanzamenti della trama principale. Se però siete fan del capitano Yami, vi assicuro che non vorrete perdervi questo manga, dato che la storia si incentra sul suo passato.

In generale Black clover è una lettura piacevole in entrambe le sue forme, anche se pesca un po’ troppo dai suoi illustri predecessori. Sappiamo già che gli shonen manga aderiscono a degli standard per quanto riguarda i personaggi. Il protagonista tende a essere infantile ma di grande forza d’animo e puro di cuore, il migliore amico/avversario è una statua di ghiaccio con un triste passato, la bella della situazione ritiene il protagonista un idiota etc etc etc. Per i lettori di lungo corso è un po’ come rimettere vestaglia e pantofole, tanto i personaggi assomigliano a qualcosa di già visto. I riferimenti a Naruto, One Piece, Fairy Tail e altri ancora sono evidenti, soprattutto nella struttura del racconto.  Ciò non toglie che si tratti di un buon manga, perfetto per gli amanti del genere fantasy.

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