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Ducktales (2017) – Lezioni di reboot

di Marco Frongia

Pubblicato il

Ducktales: Woo-oo!
di Dana Terrace e John Aoshima, con le voci di David Tennant, Tony Anselmo, Beck Bennett, Danny Pudi, Ben Schwartz, Bobby Moynihan

Reboot, sempre reboot, fortissimamente reboot. Ne abbiamo già parlato, com’era inevitabile: è un po’ la parola chiave per capire le strategie di cinema e tv degli ultimi anni. E dei prossimi. Non a caso, i rifacimenti di celebri opere sono già tantissimi: tanto per citarne qualcuno, abbiamo visto Robocop, It, ben tre diversi Spider-Man nell’arco di quindici anni, il giudice Dredd, i Fantastici Quattro e si parla persino di un possibile rifacimento di Matrix.

Ok, probabilmente quest’ultimo non è vero. Ma ci avete creduto per un momento. Per questo, qualche tempo fa ci siamo persino divertiti a immaginare altri improbabili reboot o a tirare un sospiro di sollievo elencando sette film (per ora) fuori dalle grinfie di autori senza idee per nuovi soggetti. La carenza di fantasia sembra essere un malanno difficile da curare per gli sceneggiatori, sempre pronti a tirare fuori qualche marchio famoso da aggiornare alla seconda decade del 2000. Spesso, con risultati pietosi.

Così, quando venne annunciato il reboot di una delle serie più amate della nostra giovinezza, la mitica Ducktales, l’entusiasmo è stato subito frenato dall’apprensione: e se anche la Disney riuscisse a rovinare tutto?

Ducktales era un ottimo prodotto, basato a grandi linee sulle migliori storie del cartoonist statunitense Carl Barks e incentrato sulla creazione più celebre del fumettista dell’Oregon: Paperon De Paperoni, il papero più ricco del mondo. Ogni episodio raccontava le avventure del fantastiliardario e dei suoi pronipoti Qui, Quo e Qua, a caccia di tesori in giro per il mondo o semplicemente alle prese con le conseguenze di qualche assurda invenzione del geniale e distratto Archimede Pitagorico.

Paperon de Paperoni ammira uno dei cimeli del proprio passato

A trent’anni di distanza dalla prima puntata, la Disney ci ripropone lo stesso canovaccio, aggiornandolo con un nuovo design dei personaggi e dando più spazio a Paperino, all’epoca tenuto ai margini fin dal primo episodio perché non rubasse la scena al ricco zio e ai nipotini.

Il risultato? Spettacolare. Chiunque abbia in mente di proporre il reboot di una qualunque cosa dovrebbe trarre esempio dal lavoro degli showrunner Matt Youngberg e Francisco Angones. Ducktales: Woo-oo!, doppio episodio della prima stagione, andato in onda negli Stati Uniti il 12 agosto scorso, è un prodotto riuscitissimo.

 Si respira lo stesso spirito della serie del 1987, eppure è tutto molto diverso: in primis il ritmo, la musica e l’azione, ma anche il carattere dei personaggi è stato sapientemente rinfrescato. Paperone, che era un duro già nella serie originale, qui vede sottolineate ancora di più le proprie straordinarie doti fisiche e intellettive. È esattamente l’archetipo del self made man dipinto nelle storie di Barks e (soprattutto) nella premiatissima “biografia a fumetti” realizzata da Don Rosa quasi vent’anni fa, ovvero la Saga di Paperon De Paperoni. Un personaggio ancora più carismatico di quanto abbiamo visto nella serie originale, anche grazie alla voce di David Tennant, Decimo Dottore nella serie Doctor Who e primo vero scozzese a dare la voce al vecchio papero di Glasgow.

Questo restyling, naturalmente, non poteva non riguardare anche i nipotini. Qui, Quo e Qua smettono di essere tre paperottoli perfettamente intercambiabili e per la prima volta sono del tutto distinti, sia dal punto di visivo che caratteriale.

No, “Quack Pack” non è mai esistito

Ma la rielaborazione più evidente sono quelle di Bentina Beakley e di Gaia. La prima – che nell’originale era una governante un po’ svampita e cicciottella – qui è un energico donnone in puro stile Brienne di Tarth di Game of Thrones. Tuttavia, il suo personaggio ha pochissimo spazio in questi primi episodi. Dunque, giudizio rimandato a settembre, quando potremo valutarla meglio.

Discorso opposto per la nipotina della signora Beakley, che di minuti in scena ne ha in abbondanza. La ricorderete sicuramente: Gaia (Webby Vanderquack, in originale) nel cartoon del 1987 era una bambina delicata e un po’ piagnucolosa, ma in grado di rivelarsi utile nei momenti più inaspettati. Nella sua nuova incarnazione, Gaia è sicuramente il personaggio più interessante di tutta la serie. È un’aspirante avventuriera, con tutte le carte in regola per diventarlo: sveglia, coraggiosa e atletica, ha un’ammirazione quasi ossessiva per la famiglia De Paperoni. Un modo per fornirle una caratterizzazione ancora più profonda, ma soprattutto un valido stratagemma per permettere agli autori di infilare con eleganza qualche spiegone all’interno delle sue battute.

Qui, Quo, Qua e Gaia nella loro prima avventura

C’è sicuramente qualche difetto, ma per la maggior parte rientrano nel campo della soggettività. A qualcuno potrebbero non piacere i nuovi disegni, specialmente lo stile con cui vengono rappresentati Qui, Quo e Qua, oppure le voci troppo adulte dei tre nipotini. Forse il difetto principale (che però, come vedremo, non influisce sul giudizio complessivo) è lo stesso che ritroviamo nella prima puntata di Sherlock: l’avventura principale dell’episodio si risolve in maniera un po’ troppo affrettata, ed è probabilmente l’aspetto meno riuscito di tutto il prodotto. Questo doppio episodio è molto più orientato alla presentazione dei personaggi e dello spirito della serie che al racconto di una caccia al tesoro. La mossa, tuttavia, risulta comunque azzeccata.

Ducktales: Woo-oo! ci presenta quasi cinquanta minuti molto ben costruiti, fatti di ottime battute, un gran ritmo e qualche strizzata d’occhio ai fan Disney di lungo corso (vi dicono niente la lampada di Kali Baba e Armstrong il robot? E Spoonerville, Cape Suzette e Saint Canard?). Alla fine della puntata resta una grande voglia di averne ancora: i personaggi sono fantastici e soprattutto il rapporto tra Paperino e Paperone ha ancora tanto da svelare al pubblico. In più c’è una certa battuta di Quo sul finale: un vero cliffhanger, che alimenterà di molto le aspettative dei fan da qui al 23 settembre, giorno della messa in onda del prossimo episodio.

Da oltreoceano, intanto, continuano a fioccare rumor e annunci ufficiali. Tra questi, la presenza di Darkwing Duck e l’arrivo di Graham McTavish come guest star nel ruolo del padre di Paperone, Fergus. Per quanto riguarda il nostro Paese, invece, si sa ancora molto poco. Il debutto dovrebbe avvenire quasi in contemporanea con gli Stati Uniti, questo autunno. Per il resto, non è stato ancora annunciato neppure il cast dei doppiatori.

Tirando le somme, Ducktales prende quanto di buono c’era nel suo predecessore e lo rimodella per aggiornarlo al 2017, rendendo ancora più forte un aspetto già molto presente nella serie originale: quella che viene raccontata non è altro che la storia di una bella, avventurosa e insolita famiglia.

E forse sarà pur vero che, come ringhia Paperone, “La famiglia non porta altro che guai”.

Eppure, come ammetterà lui stesso, di questi guai si sentiva davvero la mancanza.

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