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La poetica di Manuele Fior, cesenate cittadino del mondo

di Enrico Cantarelli

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disegno 1 def-kzvB--680x476@LaStampa.itNascere a Cesena e diventare famoso in tutto  mondo: il percorso artistico di Manuele Fior è fatto di viaggi e spostamenti. Laureatosi a Venezia in architettura, ha vissuto in Germania, Norvegia e ora risiede in pianta stabile a Parigi. Uno degli artisti più premiati ed eclettici degli ultimi anni ha trovato la sua poetica viaggiando ed esplorando l’Europa.

Manuele FiorI suoi ultimi lavori sono gioielli capaci emozionare , editi in Italia da Coconino. Cinquemila chilometri al secondo del 2010, vincitore dei premi Gran Guinigi a Lucca e Fauve d’Or ad Angoulême, è una storia di sentimenti, quelli di Piero, Lucia e Nicola, sempre divisi dal desiderio di fuggire e dalla voglia di ritornare alle proprie radici. La storia si dipana con vari salti temporali, le tavole ad acquerello sono capaci di commuovere, passione e melanconia si alternano alla perfezione.

Con L’intervista uscito nel 2013, Manuele Fior ha vinto il premio Micheluzzi al Napoli Comicon e si è confermato autore eclettico e sorprendente. Qui il fumettista utilizza la fantascienza per indagare una società italiana stanca e disillusa, spaccata in due generazioni che non si comprendono. Raniero è uno psicologo di mezz’età in crisi coniugale, Dora una sua giovane Manuele Fiorpaziente affetta da allucinazioni e, a quanto pare, in contatto telepatico con gli alieni. In un 2048 dove i valori della famiglia e della monogamia sono messi in discussione, si forma un legame intenso tra due personaggi così diversi.

Le Variazioni d’Orsaysalutato dalla critica come un capolavoro visivo e un sincero omaggio di Manuele Fior all’arte degli Impressionisti e di inizio ‘900, resta in bilico tra sogno e realtà. La narrazione salta temporalmente dalla Parigi di fine XIX secolo, con artisti come Degas, Cezanne, Ingres, ai giorni nostri, dentro al Museo d’Orsay, dove le opere di quei pittori rievocano la loro memoria.

A inizio 2016 esce I giorni della merla, una raccolta di 10 racconti brevi, a tratti telegrafici, che rispecchiano gli stati d’animo di Manuele Fior. Ambientati in epoca contemporanea, nella Prima Guerra Mondiale, nel futuro distopico de L’intervista, sono istantanee di precisi momenti salienti nella vita dei personaggi, specchi delle loro emozioni o anche semplici divertissement.

Alcuni elementi ricorrenti nei lavori citati contribuiscono a delineare una poetica capace di infondere nelle opere lo spirito dell’autore, regalandoci la partecipazione necessaria per apprezzare i suoi libri.

Manuele FiorLa poetica del viaggio e l’importanza dei luoghi deriva certamente dall’esperienza personale dell’autore. In Cinquemila chilometri al secondo lo spazio che divide i protagonisti è l’attore principale della storia: la distanza che nasce dagli spostamenti dei personaggi sembra però avvicinare piuttosto che dividere. Il viaggio ne L’intervista è invece quello che compiono gli alieni per giungere a noi, attraversando il vero e proprio spazio profondo per farci confrontare con la nostra coscienza.

Un viaggio nel tempo è invece quello che si verifica ne Le variazioni d’Orsay, con protagonista un luogo prima stazione simbolo del progresso di fine ‘800, poi museo all’avanguardia progettato da Gae Aulenti. Viaggi che sono presenti anche in alcune storie dell’ultimo libro: italiani all’estero persi in un mondo non familiare o turbati da crisi interiori, cartoline rese come diari e ricordi, viaggi di rifugiati in fuga da guerre recenti.

Si lega strettamente all’atto di viaggiare la poetica del ricordo, che àncora i personaggi indissolubilmente alle Manuele Fiorproprie radici. Inutile scappare per evitare di affrontare le difficoltà, i ricordi tornano a galla per presentare il conto, non importa quanto lontano si vada. Nel racconto Come stiamo de I giorni della merla, il ricordo dell’attentato di novembre scorso a Parigi attanaglia l’anima di Manuele Fior, protagonista di uno struggente monologo.

D’importanza fondamentale è anche la poetica del sogno, che spesso si muta in visione ad occhi aperti. In Cinquemila chilometri al secondo uno dei momenti più intensi della storia è costituito dalle tavole che raffigurano il sogno di Piero in Egitto, miscela di tristi memorie e soffocante erotismo.

Manuele FiorNe L’intervista e Le variazioni d’Orsay il sogno si trasforma in allucinazione, visione e fantasia, trasportando i personaggi in un’atmosfera indefinita in cui è arduo distinguere illusione e realtà.

Infine la poetica del cambiamento e della trasformazione è fulcro di ogni racconto di Manuele Fior. Il cambiamento sociale e generazionale è l’ossatura sulla quale si svolgono gli eventi de L’intervista, mentre in Cinquemila chilometri al secondo cambiano a fondo i protagonisti, passando dalla spensieratezza della gioventù alla pressante responsabilità della maturità, non senza la nostalgia del passato.

Ne Le variazioni d’Orsay si trasforma addirittura un luogo, si sgretolano i confini dei quadri per accogliere le fantasie della guardiana del museo, che naviga attraverso le opere. In ogni storia de I giorni della merla si riscontra un cambiamento, a volte sottinteso, come nella storia che da il titolo al libro, a volte improvviso, come in Gita di classe.

Se volete conoscere più da vicino la poetica di Manuele Fior e scoprire altri aspetti della sua narrazione, correte a leggervi questi lavori: non ve ne pentirete.

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