La regina delle piante natalizie – Storia della stella di Natale


Il Natale è ormai alla porte: i panettoni affollano gli scaffali dei supermercati, le luci sfavillanti si affacciano dalle finestre e i postini cominciano a raccogliere le letterine per Babbo Natale. Ma c’è anche altro segnale che sancisce l’inizio di questa magica festa: il ritorno delle piante natalizie.

Tra le piante natalizie la stella di Natale è la più famosa

Ad oggi si contano più di 100 cultivar di stelle di Natale, dal bianco al rosso intenso (Credits: jaka jos, Pixabay)

Tra tutte le piante natalizie ce n’è una in particolare che è capace di catturare l’attenzione di tutti. Come una vera diva di Hollywood, brilla di luce propria; non c’è altra pianta capace di conquistare il red carpet delle feste come lei. Stiamo parlando naturalmente della stella di Natale.

Non importa di che colore abbia deciso di vestirsi quest’anno: bianca, rossa, rosa o striata, basta la sua presenza per rendere natalizio qualsiasi ambiante.

Ma se credete che il successo le sia caduto dal cielo solo grazie al suo aspetto vi sbagliate di grosso. Come per tutte le più grandi star destinate a entrare nella storia, anche la scalata al successo della stella di Natale non è stata affatto facile, e comincia da molto lontano.

Stella di Natale – La più bella tra le piante natalizie

Originaria delle montagne dell’America latina, come tutte le grandi dive si è data un nome d’arte, ma all’anagrafe la stella di Natale è registrata come Euphorbia pulcherrima – che tradotto significa “la più bella tra le Euphorbie”.

Niente in questa pianta è come sembra, a cominciare dal famoso fiore che l’ha resa tanto famosa. Il vero fiore della stella di Natale infatti si chiama ciazio ed è di colore giallo. Esattamente: il fiore della stella di Natale è quella cosuccia gialla che nessuno nota mai. E proprio perché nessuno lo nota mai, la stella di Natale ha dovuto adottare uno stratagemma vincente: circondare il piccolo ciazio con delle brattee colorate.

Si tratta di foglie specializzate che, quando il fiore della pianta giunge a maturazione, si colorano di rosso affinché tutti gli insetti impollinatori della zona ne siano attratti.

La stella di Natale selvatica è molto alta e poco rammificata

La stella di Natale selvatica difficilmente sarebbe diventata la regina delle piante natalizie (Credits: stux, Piaxabay)

Secondo segreto: in natura la stella di Natale non è molto bella. Negli altipiani della sua terra di origine è facile imbattersi in arbusti di Euphorbia alti tra i due e i quattro metri, con lunghissimi fusti che si scagliano verso il cielo. Ogni fusto è sormontato da un gruppetto esiguo di fiori, circondati da spelacchiate brattee.

Sicuramente si tratta di un arbusto colorato e decorativo, ma non ha nulla a che vedere con la stella di Natale che tutti noi conosciamo: piccola, compatta, con fusti corti, ognuno dei quali è sormontato da coloratissime e folte brattee.

Insomma, la cugina latino-americana è una pianta spilungona ben lontana da essere la regina delle piante natalizie. Il segreto di bellezza della pianta di Natale? Non indovinerete mai.

Un aiuto microscopico

I fitoplasmi sono dei fitopatogeni un po’ particolari. Si tratta di organismi simili a dei batteri ma privi di una parete cellulare, che colonizzano i vasi floematici delle piante, i quali trasportano lo zucchero prodotto dalla fotosintesi dalle foglie a tutto il resto della pianta. Questi organismi sono trasmessi di pianta in pianta da insetti specifici, che si nutrono proprio della linfa che scorre nel floema. Una volta giunti nella loro nuova casa, i fitoplasmi cominciano a moltiplicarsi e a colonizzare il vaso floematico, ed è molto difficile che la loro presenza passi inosservata.

La maggior parte delle volte causano il nanismo delle pianta infetta, altre possono causare danni ingenti a intere coltivazioni, come nel caso della flavescenza dorata della vite – ve ne parlerò molto presto, promesso! Alcune volte, invece, possono far la felicità di vivaisti e consumatori, come nel caso della stella di Natale.

Nella stella di Natale, infatti, i fitoplasmi causano quello che i ricercatori chiamano free-branching. Si tratta della ramificazione del fusto che si verifica già a livello del terreno, mantenendo la pianta di dimensioni ridotte. In altre parole, il sintomo di una malattia è stato selezionato da coltivatori e vivaisti ed è il segreto del suo elegante portamento.

Un gran bel colpo di fortuna dunque, che ha permesso alla stella di Natale di conquistare il cuore di molti. Ma per il successo internazionale non basta solo un nuovo look, occorre anche un bel colpo di fortuna; quello che ha reso la stella di Natale una star mondiale inizia nel lontano 1825.

La stella di Natale conquista l’America

Joel Roberts Poinsett è entrato nella storia per essere stato il primo ambasciatore degli Stati Uniti in Messico. Durante il suo soggiorno nelle terre messicane, quest’uomo rimase così affascinato dalla bellezza dell’Euphorbia pulcherrima che, quando tornò negli Stati Uniti nel 1825, portò con sé un esemplare.

L’arbusto messicano crebbe benissimo nel suo giardino e si diffuse in fretta nelle calde terre degli stati più meridionali degli Stati Uniti. Ancora oggi, il 12 dicembre negli Stati Uniti si festeggia il Poinsettia Day, giorno della morte di Poinsett. Durante questa giornata gli americani sono soliti scambiarsi una stella di Natale, che viene chiamata anche poinsettia proprio in onore al suo più grande ammiratore. La scalata verso il successo comincia finalmente a dare i suoi frutti, ma manca ancora un tassello fondamentale.

Le stelle di Natale, ed è subito festa

Solo alla metà del XX secolo la stella di Natale fu lanciata nel mercato delle piante natalizie (Credits: Canva)

Durante il XX secolo l’agricoltore Paul Ecke, affascinato dai cespugli di poinsettia che crescevano spontanei nei pressi di una azienda agricola in California, decise di cimentarsi nella sua coltivazione e di vendere il magico fiore durante il periodo natalizio. Cominciò quindi a vedere rami recisi di poinsettia, ai quali dette il nome commerciale di stella di Natale.

Il mercato floristico delle piante natalizie

Ad oggi esistono all’incirca 100 cultivar di Euphorbia pulcherrima, brevettate e coltivate. Nel 2015, in America, sono state messe in commercio circa 30 milioni di piante di poinsettia, per un valore commerciale di circa 140 milioni di dollari. E in Italia?

Il mercato floristico delle piante natalizie (che comprende non solo stelle di Natale, ma anche abeti, agrifoglio, vischio, pungitopo, e quant’altro) muove milioni di euro ogni anno anche nel Belpaese.

Ad esempio, in Versilia – regione toscana che comprende la provincia di Lucca – vengono prodotte ogni anno circa 4 milioni di stelle di Natale, destinate al mercato italiano ed europeo. Possono arrivare a fatturare anche fino a 15 milioni di euro.

Le stelle di Natale vengono coltivate in serre adatte

Esistono parecchie aziende agricole e vivaisti specializzati nella coltivazione e vendita di piante natalizie (Credits: ceskyfreund36, Pixabay)

Se credete che queste cifre guadagnate grazie alla bella Euphorbia sminuiscano la magia del Natale, permetteteci di segnalare una cosa. Durante questo periodo dell’anno molte associazioni no profit organizzano vendite di stelle di Natale; il ricavato è fondamentale per finanziare importati attività sociali, come ad esempio la ricerca di una cura contro il cancro.

Un altro merito della bellezza di poinsettia, che dalle calde terre messicane è riuscita a conquistare la fama internazionale; a nostro avviso, una splendida storia di Natale che meritava di essere raccontata.

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