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MotoGP – Dovi, Misano è tuo!

di Eugenio Petrillo

Pubblicato il

Si conclude il weekend della MotoGP del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini all’autodromo di Misano.
La kermesse adriatica ci ha regalato grandi soddisfazioni: al Marco Simoncelli Circuit gli appassionati delle due ruote hanno potuto godersi per ben tre volte l’inno di Mameli.
Infatti in tutte le classi hanno trionfato piloti italiani e lo hanno fatto al termine di gare corse in maniera magistrale, andando a rispolverare quel talento – misto alla follia – dei vecchi riders nostrani.
In Moto3 sale sul gradino più alto del podio il livornese Lorenzo Dalla Porta in sella alla sua Honda Leopard Racing, in Moto2 Francesco “Pecco” Bagnaia (Sky Racing Team – VR46) ed in MotoGP il ducatista Andrea Dovizioso.

Foto: TuttoMotoriWeb

Dalla Porta ha ottenuto il suo primo successo in carriera al termine di una gara veramente combattuta. La Moto3 ci regala sempre grandi emozioni e a Misano i tifosi, accorsi da tutt’Italia, non sono rimasti delusi. Il leader della classifica, il riminese Marco Bezzecchi, purtroppo ha visto concludersi la corsa a due giri dal termine cadendo alla curva 15.
Ne approfitta così Jorge Martin (secondo) che supera “Bez” nella classifica generale. Al momento dunque lo spagnolo precede il romagnolo di soli 8 punti, divario che nelle prossime gare potrebbe essere destinato a cambiare.
Il podio si completa con un grande Fabio Di Giannantonio al terzo posto.

Foto: TuttoMotoriWeb.com

Francesco Bagnaia invece completa il suo “hat trick” (pole più vittoria). Il nativo di Torino, ma trapiantato a pochi chilometri dal circuito di Misano per migliorarsi grazie alle attente istruzione dell’Academy di Valentino Rossi, ha lettaralmente dominato dal primo fino all’ultimo giro.
“Pecco” ha condotto la corsa sin dal semaforo staccando prima Mattia Pasini (quarto posto lottando con Mir) e poi prendendo il là sul temibile portoghese Miguel Oliveira.
Al terzo posto troviamo il tedesco Marcel Schrotter.
Bagnaia con questo risultato allunga nella classifica generale proprio su Oliveira: a sette gran premi dal termine tra il pilota Sky e quello KTM ci sono 8 punti di distacco.
La nota stonata della gara di Moto2 è stata la vicenda Fenati-Manzi. Il pilota ascolano dopo una accesa bagarre con il romagnolo ha ben pensato, in corsa in un rettilineo, di staccare la mano dal proprio manubrio per andare a tirare il freno del rivale. Morale della “favola”: bandiera nera per Romano Fenati e squalifica punitiva di due gare. Il suo team però, il Marinelli Snipers Team, ha deciso di rescindere immediatamente il contratto lasciando a spasso il proprio pilota.
Per Stefano Manzi invece la punizione si limiterà alla retrocessione di sei posizioni in griglia di partenza nella prossima gara, quella ad Aragon.

Foto: Motosprint

Ed eccoci alla classe regina, la MotoGP. Andrea Dovizioso – partendo dal quarto posto in griglia – ha portato la sua Desmo Ducati sul gradino più alto del podio dominando i 27 giri di Misano.
Il forlivese prima si è “sbarazzato” di Jack Miller e poi del compagno di squadra Jorge Lorenzo. “Dovi” ha poi preso il largo sugli avversari disegnando traiettorie fantastiche in sella alla sua amata “Ducatona”. Come ha poi ribadito il numero 4 a fine gara, a Misano ieri era “in trance con la sua moto”.
Poteva essere una doppietta per la casa motociclistica di Borgo Panigale, ma Lorenzo – tentato dal riprendere Dovizioso – a due giri dalla conclusione è scivolato alla curva della Quercia permettendo così a Marc Marquez di chiudere la corsa al secondo posto. Sul gradino più basso del podio c’è un più che positivo Cal Crutchlow con la sua LCR Honda Castol del team di Lucio Cecchinello.
La Ducati davanti ai tifosi italiani quest’anno ha ottenuto due grandi risultati: oltre a quest’ultimo di Misano, al Mugello era riuscita addirittura a fare doppietta.
Vanno molto male le Yamaha. In particolare è grande la delusione di Valentino Rossi che davanti alla consueta marea gialla di Misano ottiene solamente un settimo posto in una gara in cui non ha effettuato nemmeno un sorpasso. In Yamaha qualcosa deve cambiare il prima possibile altrimenti Honda e Ducati saranno destinate a creare un duopolio all’interno della MotoGP.

 

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