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GRAN PREMIO D’ITALIA F1 2018: Harakiri Vettel, a Monza vince Hamilton

di Andrea Vittorio

Pubblicato il

Il gran premio d’Italia a Monza è stato avvincente: l’emozione di vedere la gara dal vivo, con il suono dei motori e del pubblico, ha sopperito al dispiacere della mancata vittoria della Ferrari.

Giá, perchè i pronostici della vigilia non sono stati rispettati: la doppietta era stata richiesta, ma i due ferraristi non sono riusciti a portare a casa la vittoria. Questo sia per l’errore madornale di Vettel sia per la bravura di Hamilton, capace di aggiudicarsi una vittoria in casa Ferrari e di affossare il morale dell’avversario.

Alla partenza, le due Ferrari scattano bene con Kimi che controlla Vettel ed Hamilton, ma alla variante della Roggia Hamilton riesce ad affiancare Vettel e lo “inganna” con un bel tentativo di sorpasso all’esterno; dall’esterno, uno spettatore potrebbe suggerire a Vettel di farlo sfilare e di salvaguardare l’auto, ma il tedesco della Ferrari decide di resistere. Esito? Ruotata innocua nella fiancata di Hamilton, proprio alettone rotto e testacoda. Al primo giro, ennesima gara rovinata (come a Le Castellet).

Hamilton sfrutta l’eccezionale abbrivio e riesce persino a scavalcare Raikkonen alla ripartenza della Safety Car (entrata per la rimozione della Toro Rosso di Hartley, ritiratasi per un contatto con Leclerc lungo il rettilineo di partenza al primo giro), con Vettel che comincia una disperata rimonta per recuperare all’errore del primo giro.

Raikkonen riesce a recuperare sull’inglese della Mercedes e con un controsorpasso, tutto cuore, nella stessa variante riesce a riprendersi la testa della corsa. La gara, poi, scorre su un binario giá visto, con una lunga serie di giri veloci tra Raikkonen ed Hamilton, almeno fino al primo pit stop. Raikkonen anticipa la fermata per evitare l’undercut di Hamilton, ma questo consente alla Mercedes di replicare alla strategia Ferrari. Hamilton resta fuori altri dieci giri (conservando le gomme Soft-gialle) e con l’aiuto di Bottas, ottimo gregario, riesce a risorpassare Raikkonen a dieci giri dalla fine, quando il finlandese della Ferrari aveva esaurito le gomme posteriori.

Se Vettel vince il mondiale, lo dovrà alla Ferrari. Errori che si ripetono (come i suoi), non sono da campione del mondo. Hamilton esce da Monza con il morale a mille, con una gara piuttosto “normale” per lui. La Ferrari, e Vettel, perde ancora terreno.

Pagelle gran premio di Italia F1 2018

HAMILTON: inutile negarlo: si vede che è un campione del mondo. Sulla pista di Monza è sempre andato fortissimo e la sua Mercedes lo aiuta. La sua manovra al primo giro è stata astuta e corretta, facendo cadere Vettel nel più classico dei tranelli. La sua condotta di gara è stata regolare, anche se tecnicamente il suo tentativo di rimanere fuori con le gomme, gli avrebbe fatto perdere la vittoria se non fosse stato per l’aiuto ricevuto da Bottas. VOTO 9: LE DUE EFFE: FORTUNA E FACCIA TOSTA

RAIKKONEN: dimostra di essere un vero ferrarista, anche se la chiusura su Vettel all’avvio, col senno di poi, poteva evitarla. La sua gara, solida e sostanziosa, dimostra tutta la bontà del progetto Ferrari e ciò aumenta il rammarico per quella che poteva essere una comoda doppietta. Dal canto suo, Raikkonen ha sempre spinto tantissimo, cercando di ottimizzare una gara partita malissimo; con quelle gomme è un miracolo che sia arrivato sul podio. VOTO 9: PROVA A RINNOVARE, KIMI

BOTTAS: il finlandese della Mercedes si è calato appieno nel ruolo di gregario. Fa da tappo a Raikkonen così da consentire la rimonta di Hamilton. In Mercedes è chiaro chi sia il capitano e chi il gregario. C’è poco da fare: o la Ferrari copia il sistema (Barrichello – Schumacher) oppure i due Mercedes isoleranno Vettel. VOTO 6: SUGHERO FINLANDESE

VETTEL: coglie il quarto posto in virtù della penalità inflitta a Verstappen, ma la sua gara non può considerarsi sufficiente. Va bene che è vestito di rosso, ma ha fatto più regali lui che Babbo Natale: è già la quinta situazione (Francia, Germania, Azerbaijan, Austria e Ungheria e Cina per dirne alcune) dove, volente o nolente, non sfrutta le occasioni per recuperare punti. Da un campione come lui, errori così fanno male al morale ed instillano ancora più dubbi, soprattutto tra pilota e muretto box. VOTO 4: SPRECONE

VERSTAPPEN: sembrava l’ennesima gara tranquilla per l’olandese, poi decide di tornare ai bei tempi passati, quando andava a giocare all’autoscontro con gli amici. Incomprensibile la sua scelta di difendere la posizione su Bottas a suon di ruotate. Penalità di cinque secondi giusta. VOTO 5: FAST AND FURIOUS: SOLO BOTTAS ORIGINALI

OCON – PEREZ: il duo Force India veleggia a centro gruppo con una gara senza lode e senza infamia. VOTO 7: RICOMINCIAMO A FARE PUNTI

SAINZ: il pilota spagnolo ottimizza la posizione di partenza e giunge a punti su un circuito dove il motore Renault è in difficoltà. VOTO 7: CAPARBIO

STROLL – SIROTKIN: il duo “alcolico” riesce a restare in zona punti con entrambe le Williams Martini, dimostrazione che il motore Mercedes a Monza è garanzia di potenza in rettilineo. VOTO 6: MEGLIO CHE NIENTE

LECLERC: il monegasco non riesce ad andare a punti nella gara italiana, ma almeno non commette troppi errori (forse è sua la responsabilità per il ritiro di Hartley). Ad ogni modo, il ragazzo sta crescendo bene, in attesa degli sviluppi in Ferrari. VOTO 6: LA SAUBER NON AIUTAVA

VANDOORNE: ormai è certo il suo licenziamento in McLaren, si vedrà chi prenderà il suo posto. Per ora la McLaren è un team allo sbaraglio. VOTO 5: “MENO ULTIMO” DEL SOLITO

HULKENBERG: il tedesco ha dovuto rinunciare ad un buon risultato perché aveva così tante penalità in griglia che sarebbe partito direttamente dal parco che circonda l’autodromo di Monza. Curiosa la sua regressione nelle ultime due gare. VOTO 5: NON PUO’ FARE MIRACOLI

GASLY: gara onesta, ma a Monza il suo motore Honda non poteva dare molto di più. VOTO 5: FINCHE’ LA BARCA VA…

ERICSSON: il suo risultato, confrontato con quello del suo compagno di squadra, è impietoso. C’è, però, da considerare la penalità che doveva scontare in partenza a causa del tremendo incidente durante le prove libere. S.V.

MAGNUSSEN: il danese ha commesso un’ingenuità “alla Vettel”, resistendo all’attacco di Perez alla prima di Lesmo. Auto danneggiata, quindi ha disputato un intero gran premio con un giro di ritardo. VOTO 4: SALVAGUARDARE O RESISTERE? QUESTO E’ IL DILEMMA…

RICCIARDO: quando transitava, si sentiva un brutto rumore provenire dal suo motore, pertanto il ritiro non deve stupire. Peccato, perché sembra che gli rifilino materiale di seconda scelta. VOTO 5: PAPERINO

ALONSO: come per Ricciardo, anche lui aveva un brutto rumore al motore. Certo che, da Honda a Renault, la musica (in fumo) non è cambiata…Saluta Monza con un ritiro S.V. PECCATO

HARTLEY: incolpevole al via, si è trovato stretto in un panino. S.V.

GROSJEAN: il fondo della sua Haas è risultato irregolare su segnalazione della Renault. Risultato buttato al vento. S.V.

Fonte immagini: Repubblica.it (Reuters)

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