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The week in politics: Election fever across Europe

di Maximilian Kriz

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France’s new President picks his cabinet, Austria gets to elect a parliament sooner than expected, and Germany’s socialist candidate faces a tough fight for the post of Chancellor. An overview of this week’s political events in Europe, in alphabetical order.

The French National Assembly in Paris. (Picture: Assemblée Nationale)

Austria

These days, Austrian political parties do not attract attention for their policy proposals but for internal reshuffles that have turned national politics upside down.

The leader of the conservative ÖVP resigned to make way for the 30-year-old Sebastian Kurz as his successor, the ambitious and well-connected foreign minister who tops popularity polls across the country. His first deed: Calling an end to the fragile coalition between socialists and conservatives and gaining cross-party support for parliamentary elections in October, one year earlier than expected. A few days later, the leader of the Greens stepped down from her office as well. As it stands now, the outcome of the elections is entirely unpredictable. Commentators only agree that the participation of the right-wing Freedom Party FPÖ in the next government is more likely than ever.

 

France

After his outstanding victory against far-right Marine Le Pen and gaining two-thirds of votes, President de la République Emmanuel Macron’s next challenge followed immediately: giving his political movement La République En Marche some identity of liberal, left or right.

Surprisingly to many, his picks for Prime Minister and secretaries suggest he is not a man of either/or, assigning posts to politicians and professionals from all kinds of backgrounds. His attempt of appealing to a mass audience might seem cunning, but it remains to be seen if the French electorate is ready to support such post-partisan and highly diverse group in the upcoming legislative vote.

 

Germany

As we have reported earlier, the nomination of Martin Schulz brought German Social-Democrats high hopes for the parliamentary elections on September 24th.

However, two recent regional elections have disillusioned party and candidate alike: Instead of defending their majority in one Bundesland and challenging the Christian-Democrats in another, both states are now held by Angela Merkel’s party – a major defeat for Schulz, an aspiring Chancellor. But considering that it is still a long way to go until the federal elections in September, not all hope is lost for him just yet. It will be a busy summer for his campaign team.


Versione italiana (traduzione Giulia Rupi)

La settimana in politica: la febbre elettorale in Europa.

 

Il nuovo presidente francese sceglie il suo gabinetto, l’Austria riesce ad eleggere un parlamento prima di quanto sperato e il candidato socialista tedesco affronta una dura sfida per il posto di cancelliere. Una panoramica degli eventi politici della settimana in Europa, in ordine alfabetico.

Austria

In questi giorni i partiti politici austriaci non attirano molta attenzione per le loro proposte politiche, ma per la riorganizzazione interna che ha messo sotto sopra la politica internazionale.

Il leader del partito conservativo ÖVP si è dimesso per lasciare spazio al trentenne Sebastian Kurz come successore, il ministro degli esteri ambizioso e con le giuste conoscenze che è in testa ai sondaggi di popolarità in tutto il paese. La sua prima mossa: mettere fine alla fragile coalizione fra i socialisti ed i conservatori e conquistare l’appoggio trasversale dei partiti per le elezioni parlamentari di ottobre, un anno prima di quanto sperato. Alcuni giorni dopo, anche il leader dei Verdi ha lasciato il suo incarico. Ora come ora, il risultato delle elezioni è completamente imprevedibile. I commentatori sono d’accordo solo che la partecipazione del Partito della Libertà di destra FPÖ nel prossimo governo è più probabile che mai.

 

Francia

Dopo la sua eccezionale vittoria contro la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen e dopo la conquista di due terzi dei voti, si presenta subito una nuova sfida per il President de la République Emmanuel Macron: dare al suo movimento politico La République En Marche qualche tipo di identità liberale, di sinistra o destra.

A sorpresa per molti, le sue scelte per i posti di primo ministro e di segretari suggeriscono che non sia per le alternative, assegnando incarichi a politici o professionisti da tutti i tipi di background. I suoi tentativi di conquistare l’opinione pubblica sembrano astuti, ma rimane da vedere se l’elettorato francese è pronto ad appoggiare un gruppo post-partisan e così vario nell’imminente voto legislativo.

 

Germania

Come già trattato in un precedente articolo, la nomina di Martin Schulz ha dato al gruppo socialdemocratico tedesco grandi speranze per le elezioni parlamentari del 24 settembre.

Tuttavia, due elezioni regionali recenti hanno deluso sia il partito che il candidato: invece di difendere la loro maggioranza in un Bundesland e sfidare i cristiano-democratici nell’altro, entrambi gli stati sono guidati ora dal partito di Angela Merkel – una grande sconfitta per Schulz, aspirante cancelliere. Ma considerando che manca ancora tanta strada per le elezioni federali a settembre, non ancora tutta la speranza è persa per lui. Sarà un’estate molto piena per la sua squadra elettorale.

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