Rubriche

Discorsivo’s political calendar of 2017

di Maximilian Kriz

Pubblicato il

2016 was a turbulent year in all respects – socially, economically, politically. Against the backdrop of the post-truth era the British vote to leave the EU and the election of Donald Trump have even led some commentators to make the case for the end of liberal democracy.

Does the new year offer similarly powerful occasions for challenging the political order? Find below Discorsivo’s absolutely non-exhaustive list of political events and elections that will (not) shape 2017, from Rwanda to the USA.

Donald Trump: Becomes US President in January, pardons a turkey in November. (AP Photo/Chuck Burton)

January – It’s the month of the newcomers. The new Secretary General of the United Nations Antonio Gutérres enters office, as does US President-elect Donald Trump, whose cabinet has already caused considerable irritation in the public perception.

February – Liechtenstein and Ecuador get to vote a parliament, Turkmenistan and Ecuador elect the next president, and on top of both Ecuador also holds a referendum on tax havens.

March – A period of few scheduled elections or referenda, with only the Netherlands choosing new popular representatives for its Tweede Kamer.

April – This could well be a defining period for the European Union. The French electorate is asked to choose the next Président de la République, which might likely be the populist far-right Marine Le Pen. And two other countries elect their heads of state as well, East Timor and Serbia, although their wider repercussions should remain quite limited.

May – Two elections put the Middle East into the focus of political attention. While Iran elects a new president, Lebanon gets to vote on the next parliament.

June – The French are asked to cast their ballot again in 2017 and participate in the two rounds of the parliamentary elections, as is Albania for its respective House of Representatives.

July – Both Senegal and Gabon newly allocate the seats of their parliaments.

August – August promises to be a super-election month on the African continent: Angola and Kenya elect a new parliament and Rwanda chooses the next president.

September – 9/11 does not only mark the 16th anniversary of the New York terrorist attack. It is also the day when Norwegians get to elect a new parliament.

October – By now, the Czech Republic should have found a new popular assembly. October 2017 is also the deadline for the German parliamentary elections, where Angela Merkel has to defend her policy of welcoming refugees, “Wir schaffen das” (“We can make it”), in the face of a strengthened xenophobic AfD.

November – Chileans are asked to elect both the next president and parliament, while Slovenia gets to choose a head of state. Donald Trump pardons a turkey.

December – No scheduled elections or referenda, but the yearly Christmas messages are read by many newly elected presidents and heads of government.

Whether or not the politics of 2017 turns out to be as era-defining as 2016, we will keep you informed. Happy new year!


Versione italiana (traduzione Giulia Rupi)

Il calendario politico di Discorsivo del 2017 

Il 2016 è stato un anno turbolento sotto tutti i profili – sociale, economico, politico.  Sullo sfondo dell’era della post-verità, il voto inglese a favore dell’uscita dall’UE e l’elezione di Trump hanno portato alcuni commentatori ad affermare la fine della democrazia liberale. Ci offrirà anche l’anno nuovo delle occasioni ugualmente valide per mettere alla prova l’ordine politico? Qui sotto trovate l’elenco assolutamente non esaustivo di Discorsivo, di tutti gli avvenimenti politici e le elezioni che (non) determineranno il 2017, dal Ruanda agli Stati Uniti.

Gennaio – È il mese dei nuovi arrivati. Il nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres entra in carica, così come il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il cui esecutivo ha già provocato una irritazione considerabile nell’opinione pubblica.

Febbraio – Il Liechtenstein e l’Ecuador voteranno un parlamento, il Turkmenistan e l’Ecuador eleggono il nuovo presidente e, oltre a queste votazioni, l’Ecuador terrà anche un referendum sui paradisi fiscali.

Marzo – Un periodo di poche lezioni o referendum fissate, con solo i Paesi Bassi chiamati al voto per scegliere i nuovi rappresentanti popolari per il loro Tweede Kamer.

Aprile – Questo potrebbe essere un periodo determinante per l’Unione Europea. L’elettorato francese è chiamato a scegliere il prossimo Presidente della Repubblica, che con tutta probabilità potrebbe essere il candidato della destra populista Marine Le Pen. Anche altri due paesi eleggono i loro capi di stato, Timor Est e Serbia, sebbene le loro ampie ripercussioni dovrebbero rimanere abbastanza limitate.

Maggio – Due elezioni mettono il Medio Oriente al centro dell’attenzione del mondo politico. Mentre l’Iran elegge un nuovo presidente, il Libano potrà votare un nuovo parlamento.

Giugno – I francesi sono chiamati ad esprimere la loro preferenza quest’anno e partecipare nelle due votazioni delle elezioni parlamentari, così come l’Albania per la rispettiva Camera dei Deputati.

Luglio – Sia il Senegal che il Gabon nuovamente assegnano i seggi dei loro parlamenti.

Agosto – Agosto si prospetta un mese di super elezioni nel continente africano, dove l’Angola e il Kenya eleggono il nuovo parlamento e il Ruanda sceglie il nuovo presidente.

Settembre – L’11 settembre non solo segna il sedicesimo anniversario dell’attacco terroristico a New York, ma anche il giorno in cui in Norvegia verrà eletto un nuovo parlamento.

Ottobre – A questo punto, la Repubblica Ceca dovrebbe già aver trovato una nuova assemblea popolare. Ottobre è anche la scadenza per le elezioni parlamentari tedesche, dove Angela Merkel deve difendere la sua politica di accoglienza ai rifugiati, “Wir schaffen das” (“Ce la possiamo fare”), di fronte a una AfD (Alternativa per la Germania) xenofobica rafforzata.

Novembre – I cileni sono chiamati ad eleggere sia il nuovo presidente che il parlamento, mentre la Slovenia si troverò a scegliere un nuovo capo di stato. Donald Trump concede la grazia ad un tacchino.

Dicembre – Nessuna elezione o referendum programmati, ma verranno letti i consueti messaggi di Natale dai molti presidenti recentemente eletti e capi del governo.

 

Sia che la politica del 2017 risulti tanto determinante come quella del 2016, sia che no, noi vi terremo ben informati. Buon anno nuovo!

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: