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Aspettando gli Oscar: La La Land vincerà?

di Andrea Vittorio

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La La Land. Un film di Damien Chazelle con Emma Stone e Ryan Gosling.

Banner Orizzontale del film La La Land

 

L’ultima opera di Damien Chapelle, La La Land, ha ricevuto 16 nomination all’Oscar, al pari di film come “Titanic” e “Eva contro Eva”. Il film ha già incassato ben 7 Golden Globe a gennaio 2017 e tra poco meno di due settimane si potrà sapere se e quanti Oscar vincerà.

Il giovane regista americano, autore di pellicole già premiate, tra cui, su tutte, spicca “Whiplash” del 2015, con “ La La Land ” realizza un’opera dal taglio raffinato, omaggiando e ripercorrendo in maniera più o meno diretta, l’intera tradizione dei “musical” made in USA.

La trama, in realtà, è molto semplice.

Emma stone in una scena di la la landMia (interpretata dalla deliziosa Emma Stone), giovane ragazza che sogna di diventare attrice, incontra fortuitamente Sebastian (Ryan Gosling), un giovane pianista jazz che suona in tanti bar e band per sbarcare il lunario. Entrambi cominciano a condividere reciprocamente le proprie passioni, con la speranza di diventare famosi insieme. Il loro rapporto presto si trasforma in amore, ma per assecondare i loro sogni, saranno chiamati a difficili scelte che rischieranno di mettere in difficoltà il loro amore.

Così descritta, la trama potrebbe apparire molto lineare, e in effetti lo è, ma l’intera narrazione è comunque ben scandita e dinamica: Chazelle riesce ad usare la cinepresa come un sipario e “taglia” letteralmente le scene, ritmando il film in maniera piuttosto gradevole, soprattutto nella prima parte del film.

Questo metodo gli permette di inserire, nel contesto della storia, una lunga serie di riferimenti ai più grandi musical della tradizione di Hollywood e di Broadway: già la primissima scena iniziale è un chiaro riferimento a “Saranno famosi”, poi si susseguono, variamente, riferimenti a Grease, West Side Story, Shall We Dance (del 1937), Moulin Rouge, Un americano a Parigi, Les demoiselles di Rochefort, Les Parapluies de Cherbourg, Boogie Nights, Le ballon rouge e, infine, Singin in the rain.

ryan goslin in una scena di la la landGli attori, Emma Stone e Ryan Gosling, interpretano molto bene le situazioni che il regista affida loro, garantendo sia a livello canoro, sia a livello recitativo due prestazioni di altissimo livello, con una leggera, personalissima preferenza per il bel Ryan (vederlo passare da film indipendenti a balletti è decisamente da Oscar).

Tuttavia, nonostante il prodotto sia di buona qualità e fattura (soprattutto per merito degli attori), in La La Land ci sono molte cose che non consentono di catalogarlo, sic et simpliciter, come capolavoro o così “strabiliante” da meritarsi ben 14 nomination. Ciò che non convince è la storia in sé: al netto del finale e nonostante una prima parte del film piuttosto dinamica e avvincente, che riesce ad intrigare anche uno spettatore non appassionato di musical, nella seconda parte il film diventa ripetitivo, superfluo e, a tratti, perfino irritante nel volere a tutti i costi inserire scene “oniriche” o fantastiche, che non apportano alcun contributo alla vicenda dei protagonisti.

In altre parole, ciò che annoia della seconda parte di “ La La Land ” sono alcune, ridondanti scene di ballo e canto, che appesantiscono la narrazione e si traducono in una sterile esaltazione del passato hollywodiano, ammiccando sì all’Academy, ma meno al pubblico in sala.

Con ciò, La La Land non è certamente un film da stroncare, ma assegnargli ben 14 nomination sembra essere davvero un’esagerazione, perlomeno per i gusti europei: l’Academy, verosimilmente, ha intenzione di premiare un film che autoesalta il proprio passato e che, peraltro, sembra proprio ispirarsi a film italiani come “La leggenda del pianista sull’oceano” (relativamente all’appassionante discorso recitato da Ryan Gosling a difesa del jazz) e “La Grande Bellezza” (soprattutto per gli scorci e le immagini panoramiche e oniriche, buttate un po’ a caso, che nulla aggiungono alla trama). E’ vero anche che “ La La Land ” non ha molti rivali, dato che tra “Arrival”, “La battaglia di Hacksaw Ridge” e “Moonlight” non si potrebbe veramente scegliere il film in grado di soffiargli l’ambita statuetta dorata.

Al 26 febbraio l’ardua sentenza…

 

CIO’ CHE CI E’ PIACIUTO IN LA LA LAND

  • Emma Stone è bravissima: è a suo agio con ballo e canto; arricchisce, con la propria espressività facciale, ogni momento della sua recitazione; meriterebbe Oscar, ma con rivali del calibro di Meryl Streep (Florence) e di Natalie Portman (Jackie), potrebbe non essere la favorita.
  • Ryan Gosling: è credibile come pianista e ballerino, leggermente meno come cantante, ma indubbiamente interpreta il personaggio di Sebastian in maniera eccellente. Non si potrebbe pensare ad altro attore al suo posto: solo Casey Affleck e soprattutto Andrew Garfield (fidanzato di Emma Stone, ndr) possono impensierire la sua rincorsa all’Oscar.
  • Musiche: sono passati quattro giorni e ancora canticchio “City of Stars”, “Someone in the Crowd” o il tema struggente suonato al pianoforte per (quasi) tutto il film. Ergo, la colonna sonora sostiene, accompagna ed esalta al punto giusto l’interpretazione degli attori.

CIO’ CHE NON CI E’ PIACIUTO

  • Trama: parte bene, ma poi si “incarta” per arrivare ad una conclusione quasi “imbarazzante” visto l’inizio idilliaco. La gestione tecnica della cinepresa è ottima, ma le scene alla “Sliding doors” sembra proprio fuori contesto.
  • La scena d’apertura del film: comincia con l’“Ouverture 1812” di Cajkowskij per pochissimi secondi, poi rovinata da un balletto così improvviso ed inaspettato da risultare “scioccante” per quasi tutti gli spettatori in sala (perlomeno quelli non abituati al genere).

Ryan Goslin e Emma Stone in una scena dLa La Land

Vi lasciamo con un video di che mostra tutti i richiami classici di La la Land.

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