Chiara Tadini

Chiara Tadini

Aspirante giornalista

Chiara Tadini

Da piccola volevo fare la veterinaria. Poi la stilista. Poi il medico. Poi la cuoca. Poi la farmacista. Poi di nuovo la veterinaria. Credo di avere attraversato anche la fase principessa, ma quando ho scoperto che non avrei avuto un regno da governare ci ho rinunciato. Alla fine del liceo ero indecisa se intraprendere la carriera da psicologa o quella da giornalista. Durante l'estate, una sorta di indovino lesse il mio quadro astrale. Non ho mai creduto molto a queste cose, ma devo ammettere che speravo mi avrebbe aiutata nella scelta. Il suo responso? Sono una persona comprensiva e comunicativa. Un po' psicologa un po' giornalista insomma. Douch! Senza più maghi ai quali appellarmi, alla fine, e un po' per caso, vinse la strada del giornalismo. Ma soprattutto, vinse la strada per Bologna. Sono una provinciale innamorata della metropoli. Una donatrice di sangue dalla pressione bassa. Una suonatrice di ukulele senza un'isola hawaiana. Una viaggiatrice squattrinata. Una bohèmien nata nell'epoca sbagliata. Ma per tutti sono la Merry, soprannome che mi è costato non poche battute, soprattutto in un certo periodo dell'anno. Studio Giornalismo e d'estate mi invento sempre qualcosa per ripagarmi i viaggi intorno al mondo. Il mare è la mia casa, i libri e la musica i miei migliori compagni di viaggio. E credo veramente che le difficoltà nella vita ci rendano persone migliori. Per aspera ad astra.

Distopia: il fascino del futuro

Distopia: il fascino del futuro

di Chiara Tadini

«Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato». (George Orwell, 1984) Il termine “distopia” fa riferimento a una realtà indesiderabile diversa da quella reale. Venne coniato da John Stuart Mill come opposto di “utopia” – termine col quale si intende una realtà ideale – per descrivere l’immaginario di un mondo negativo. Al contrario dell’utopia,… continua

La “fabbrica della paura”: l’anomalia italiana del rapporto tra politica e giornalismo

La “fabbrica della paura”: l’anomalia italiana del rapporto tra politica e giornalismo

di Chiara Tadini

Cave canem, recita il logo scelto da Michele Santoro per la trasmissione Servizio Pubblico. Attenti al cane. Facile intuire che il cane ringhioso sia metafora del programma stesso e che l’avviso sia rivolto ai politici oggetti di inchieste scomode. In America – utilizzando la stessa metafora – questo tipo di giornalismo investigativo viene definito watchdog journalism, ossia un giornalismo che… continua

Mark Boyle, the Moneyless Man

Mark Boyle, the Moneyless Man

di Chiara Tadini

Quando Into The Wild diventa – o meglio, ritorna – realtà. Immaginate di avere 23 anni e una lunga vita davanti. Immaginate di esservi appena laureati in Economia e Finanza in una delle più prestigiose università irlandesi. Immaginate di fare una scelta importante: decidere di vivere senza denaro. È la vita di Mark Boyle, ragazzo irlandese la cui vita è… continua

Parlare Civile: l’importanza di un linguaggio corretto nel giornalismo – intervista a Stefano Trasatti

Parlare Civile: l’importanza di un linguaggio corretto nel giornalismo – intervista a Stefano Trasatti

di Chiara Tadini

« Il linguaggio è la veste del pensiero. » (Samuel Johnson, 1779) Accorgersi di quanto potere siano dotate le parole e di come esse siano in grado di influenzare il pensiero è tanto affascinante quanto sconcertante. La parola è lo strumento sociale per eccellenza, che avvicina le persone e permette loro di costruire relazioni. Le parole possono essere finestre: attraverso… continua

Animali e religioni orientali: un rapporto da imitare

Animali e religioni orientali: un rapporto da imitare

di Chiara Tadini

« La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali.» Questa bellissima frase è attribuita al Mahatma Gandhi, pur non essendo mai stata rinvenuta nei suoi scritti. Questo pensiero, a chiunque appartenga, è coerente con quello di tutti i popoli dell’antichità: egizi, greci, romani, persiani, tutti ritenevano… continua

Ultimatum alla corrida: pensieri di un toro

Ultimatum alla corrida: pensieri di un toro

di Chiara Tadini

«La vita è riprovevole poiché fa la gioia del colpevole». (Caparezza, Dalla parte del toro) Il 72% degli spagnoli non è né interessato né favorevole alla corrida: lo dimostra uno studio del 2012 condotto dall’Istituto di investigazione Gallup. Nonostante ciò, e nonostante la crisi spagnola, il governo continua a stanziare ingenti fondi per quest’antica tradizione: dal 2008 al 2012 le… continua

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