
Il vischio e il Natale – Tra leggende norrene e baci appassionati
Buon anno nuovo a tutti!
L’anno scorso avevamo salutato il Capodanno raccontandovi di fuochi d’artificio e champagne; quest’anno invece vogliamo farvi i migliori auguri per questo 2022 raccontandovi di una pianta-simbolo della Scandinavia: il vischio di Natale.
Come forse alcuni di voi sapranno, è consuetudine nei Paesi nordici scambiarsi gli auguri di buon anno sotto un ramoscello di vischio.
Ma cos’è il vischio? E come mai è così radicato nella cultura di questi Paesi? Cerchiamo di scoprirlo insieme.
Il vischio a Natale cresce sugli alberi
Da un punto di vista botanico, non è che ci sia molto da dire sul vischio.
Appare come un simpatico cespuglietto rigoglioso; nulla di particolare, se non fosse che questo cespuglietto cresce sui rami degli alberi a metri e metri di altezza. Infatti è facilissimo avvistarlo nei boschi in inverno, quando ormai tutte le foglie sono cadute.

Il vischio, simbolo di Natale, cresce sugli alberi (Credits: kasiaczernik da Pixabay )
È una pianta verde, quindi è in grado di svolgere la fotosintesi, eppure cresce sui rami perché da qui è più facile per le sue radici penetrare fino ai tessuti conduttori degli alberi e sottrarre sali minerali e acqua.
Può essere considerata una pianta emiparassita dunque, ma ciò non spiega perché si regali vischio a Natale.
Il vischio come pianta magica
Il motivo per cui ancora oggi si regala il vischio a Natale è da ricercare in antichi riti pagani. Per i druidi, antica casta sacerdotale dell’odierna Bretagna, il vischio era una pianta magica da onorare e venerare. Non a caso è uno degli ingredienti della pozione magica di Panoramix nelle avventure di Asterix.
Per la sua capacità di crescere senza toccare mai terra, era considerata una pianta sacra agli dei e veniva raccolta solo in determinate circostanze e con la luna piena.
La medicina moderna non riconosce nessuno beneficio medico al vischio; anzi, se ingerite, le sue bacche possono anche rivelarsi mortali.

Si pensa che il vischio posto sullo stipite della porta sia un augurio di buona fortuna (Credits: Manfred Antranias Zimmer da Pixabay )
Inoltre secondo la leggenda, i druidi erano soliti bruciare rami di vischio poco prima del solstizio di estate, per allontanare la malasorte e aggraziarsi gli dei per un anno di prosperità e fortuna.
Questa credenza è rimasta ancora oggi nel gesto di regalare vischio a Natale, come gesto di augurio in generale e per il nuovo anno. È per questo che si è soliti appendere rami di vischio sugli stipiti della porta: per proteggere la famiglia e avvicinare la fortuna.
Ma perché allora ci si bacia sotto il vischio?
L’amore di una madre ci fa baciare sotto il vischio
La risposta a questa domanda è da ricercarsi nelle leggende norrene, quelle storie su Thor e Odino e fine del mondo, per intenderci.
Secondo la leggenda scandinava, il dio Baldr un giorno fu colpito da una freccia fatta con i rami del vischio e morì. Sua madre Freya, dea dell’amore e della bellezza, pianse tutto il suo dolore sul corpo esangue del figlio.
Le sue lacrime però si trasformarono in bianche bacche e il dio Baldr tornò in vita. Colma di gioia, la bea benedisse la pianta del vischio e promise amore e serenità a tutti coloro che si sarebbero baciati sotto questa pianta. Ed è da allora quindi che tutti gli innamorati si baciano sotto il vischio.

Il vischio simboleggia la forza dell’amore: ecco perché gli innamorati si baciano sotto il vischio (Credits: Hans Braxmeier da Pixabay )
Ci ha poi pensato l’industria di Hollywood a rendere indispensabile il vischio in questo periodo, così com’è successo per la stella di Natale.
Il vischio insomma è un’altra pianta dall’aspetto quasi insignificante, eppure la sua fama la precede. Nel corso dei secoli, diversi popoli e culture l’hanno adottata come pianta dalle abilità magiche. E come per la mandragola, forse la sua più grande magia è proprio questa.
Noi di Discorsivo intanto cogliamo l’occasione per augurarvi ancora un buon anno nuovo, con la promessa che sarà un 2022 ricco di tante altre storie.
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