Curiosità sul mondo animale – Cacca e altri segreti puzzolenti della natura


Ci fanno divertire, passiamo le ore a guardare video su di loro, compriamo tonnellate di peluche con le loro fattezze.

Più o meno tutti amiamo gli animali, e spessissimo ci inteneriamo di fronte a un gattino, abbiamo voglia di coccolare un cagnolino, vogliamo proteggere i panda dall’estinzione e ci divertiamo a scoprire che esistono animali veramente brutti come il pesce blob e la rana scroto del lago Titicaca.

Tra le curiosità sul mondo animale più indiscrete ci sono quelle che riguardano la loro cacca e altre cose che derivano dal loro lato b

Curiosità sul mondo animale: il lato b (Credits: Kameron Kincade, Unsplash)

Ma c’è un particolare su cui quasi tutti facciamo finta di niente quando si parla dei nostri amici a due-quattro-molteplici zampe: la cacca – e altre cose che escono dalle loro chiappe! Eppure l’argomento vi sorprenderà, proprio come forse vi hanno sorpreso le prodigiosità della cacca umana!

Gli escrementi e le emissioni di parecchie di queste bestiole nascondono moltissime curiosità al loro interno. Ok: detta così fa schifo, ma in alcuni casi è letteralmente così.

Ecco alcune fantastici esempi che cambieranno la vostra vita per sempre.

Curiosità sul mondo animale: perché i cani si annusano il sedere?

“Come stai?”: come il cantautore contemporaneo Brunori Sas afferma, questa “è la frase d’esordio del mondo che ho intorno”. Probabilmente il verso si riferisce all’incontro tra due uomini, due donne, un uomo e una donna, chissà; ma sicuramente tra due esseri umani. Eppure potrebbe riferirsi tranquillamente all’incontro tra un cocker e un mastino tibetano, tra un dalmata e un chihuahua…

I cani odorano la zona anale di un loro simile per raccogliere informazioni riguardo il loro stato emotivo, la comunicazione è di natura chimica e i responsabili sono i feromoni

Fammi odorare un po’ come stai oggi (Credits: Tim Dorr, Creative Commons)

Quando due cani si incontrano la prima cosa che fanno è annusarsi a vicenda e, se ci fate caso, prediligono alcune parti del corpo. I padroni più attenti avranno sicuramente notato che tra queste c’è il sedere. Ma perché?

Proprio come gli esseri umani, i cani ci tengono molto alle interazioni sociali: l’indagine olfattiva fa parte dei comportamenti tipici del saluto canino e ha lo scopo di raccogliere informazioni sull’individuo che si ha di fronte.

I cani, infatti, sono in grado di percepire il contenuto emotivo dell’odore di un altro cane – e anche di quello di un essere umano. Ad esempio, quando odorano una situazione di paura o di disturbo mostrano comportamenti stressati e il numero di battiti del loro cuore aumenta. Questo si verifica perché la comunicazione emotiva, nel mondo animale e nell’interazione con quello umano, è facilitata da segnali chimici: i feromoni.

I feromoni: c’è chimica nell’aria

I feromoni sono molecole emesse dagli esseri viventi – intenzionalmente e non – con la funzione di inviare segnali ad altri organismi della stessa specie. Vengono prodotti da particolari ghiandole che nel caso del migliore amico dell’uomo si trovano agli angoli della bocca, vicino ai padiglioni auricolari e nella zona della coda. Qui in particolare sono presenti le ghiandole prepuziali o vaginali (a seconda del sesso) e quelle perianali. Le ghiandole o sacche perianali si trovano ai lati dell’ano, alle “four and eight o’clock”.

Per soddisfare del tutto forse la più comune curiosità sul mondo animale però, manca un pezzo: come fanno i cani a “odorare” i feromoni che non sono molecole profumate (o puzzolenti)? La risposta è nascosta nel loro naso! L’organo vomero-nasale o di Jacobson – dal nome del suo scopritore – consiste in un paio di tubicini a fondo cieco che si trovano tra il naso e la bocca del cane. È considerato un secondo organo olfattivo, coinvolto nella comunicazione in ambito parentale, sociale e sessuale: possiede infatti i recettori necessari per il rilevamento dei feromoni.

Grazie a questo, i cani sono in grado di capire se chi hanno di fronte sia, per esempio, in buono stato di salute o malato, tranquillo o spaventato.

Cacca a proiettile: il premio Ig Nobel dei pinguini

Nel 2005 è stato assegnato un premio Ig Nobel per la dinamica dei fluidi a uno studio dal titolo “La pressione prodotta quando i pinguini fanno la pupù – Calcoli sulla defecazione aviaria”. I ricercatori Victor Benno, dell’Università Internazionale di Brema (Germania) e dell’Università di Oulu (Finlandia), e József Gál, dell’Università Loránd Eötvös (Ungheria), hanno usato i principi base della fisica per calcolare la pressione che si crea dentro un pinguino al momento di espellere i propri bisogni.

Nel 2005 è stato assegnato un premio Ig Nobel a due scienziati per aver studiato come fanno i pinguini a sparare la loro cacca lontano dal nido

Oh no, l’ho sparata di nuovo (Credits: Teodor Bjerrang, Unsplash)

Questo premio risponde a una curiosità sul mondo animale che si palesa davanti gli occhi di coloro che si spingono nei ghiacci dell’Antartide: perché i pinguini sparano, letteralmente, la loro cacca? Forse per prudenza, quando devono “andare in bagno” i pinguini non si allontanano dal nido ma mettono in atto un rituale piuttosto bizzarro agli occhi di chi semplicemente si siede su una sedia bucata. Al momento del bisogno, infatti, si mettono sul bordo del nido, si sollevano, si direzionano mettendo il sedere verso l’esterno, prendono la mira piegandosi in avanti, premono il grilletto alzando la coda e fuoco: sparano!

Quello che espellono cade a terra a circa 40 centimetri di distanza dall’uccello, ma lascia lungo la traiettoria una striscia biancastra o rosastra (a seconda del pasto fatto: pesce o krill, rispettivamente) che arriva a pochi centimetri dal nido. Per fare i loro calcoli, i due scienziati avevano bisogno di qualche altro numero e considerazione.

Calcoli sulla defecazione aviaria

Sapevano che la cloaca dei pinguini – ovvero l’apertura unica in cui confluiscono apparato digerente, urinario e riproduttore, tipico di uccelli, anfibi e rettili – si trova a circa 20 centimetri dal suolo e che l’apertura da cui esce il proiettile, al momento del fuoco, ha un diametro massimo di 8 millimetri. Grazie a questi dati hanno calcolato la velocità a cui la cacca viene sparata: ben due metri al secondo!

Hanno poi determinato un valore medio sia per il volume della pupù (prendete un cubo dal lato di un centimetro, dividetelo in centomila cubetti più piccoli e prendete uno di questi: è la quantità di cacca media fatta da un pinguino adulto) sia per il tempo necessario – meno della metà di un secondo. Hanno ipotizzato che gli escrementi potrebbero avere una consistenza simile a quella dell’olio d’oliva, e hanno messo insieme tutti i dati.

Nell’intestino dei pinguini, per sparare un colpo di questa portata, deve generarsi una pressione che corrisponde a circa metà della pressione atmosferica – cioè quella esercitata sulla nostra testa da una colonna d’aria alta quanto l’atmosfera terrestre a livello del mare. E se è vero che noi neanche ce ne rendiamo conto, sarà invece molto alta considerando che spinge contro il sedere di un animale alto 60 centimetri.

Durante il tragitto, in ogni caso, la pressione iniziale diminuisce e gli escrementi vengono attratti dalla forza di gravità: ecco che si creano le strisce fecali che formano quasi una raggiera tutt’intorno al nido. La direzione di questi spari finora non è mai stata studiata: i pinguini scelgono dove mandare la cacca o si lasciano ispirare dalla direzione del vento? Qualcuno potrebbe approfittare di quest’altra curiosità sul mondo animale per aspirare a un (Ig) Nobel!

Caffè di … prima scelta

Quanto siete disposti a pagare per un caffè? A Napoli bastano 80 centesimi e vi danno pure l’acqua per sciacquarvi la bocca, al mare in Liguria saliamo a un euro e 50 senza acqua, a Venezia potete spendere più di 10 euro ma vi fanno un concertino… Si tratta ancora di pochi spiccioli in confronto ai due caffè più costosi al mondo.

Curiosità sul mondo animale che non vorremmo sapere: i chicchi dei due caffè più costosi del mondo vengono estratti dalla cacca di alcuni animali

Un caffè grazie, quanto pago? (Credits: Nathan Dumlao, Unsplash)

Il caffè Kopi luwak viene venduto a circa 800 euro al chilo, più o meno 12 euro a tazzina – senza musica ovviamente. Dovete più che raddoppiare il budget se volete assaggiare il Black Ivory Coffee: duemila dollari per un chilo, 16 dollari a cialda per gustarlo comodamente a casa vostra!

Per costare così tanto, questi caffè dovranno pur avere qualcosa di speciale! Cosa? La cacca! Sì, questa è proprio una di quelle curiosità sul mondo animale che probabilmente non vorreste scoprire, e invece ecco come funziona.

I chicchi di questi pregiatissimi caffè vengono estratti dalla cacca di alcuni animali. Il caffè Kopi luwak, prodotto in Indonesia, è ricavato dalle bacche di caffè parzialmente digerite e defecate da un curioso animale, la civetta delle palme – che non è un uccello ma un mammifero che somiglia a un furetto. Il Black Ivory Coffee invece è prodotto in Thailandia dove si va a caccia di chicchi nella cacca degli elefanti.

Puzza di cacca e aroma di caffè

Le civette e gli elefanti mangiano il frutto della pianta del caffè (buccia e seme, che è il nostro chicco) ma non riescono a digerirlo tutto: digeriscono la buccia e il seme resta intatto. Nell’intestino però questo seme inizia a fermentare; le sue proteine vengono rotte e questo ha due conseguenze: si riduce l’amarezza del seme stesso e vengono rilasciati numerosi aminoacidi – i mattoncini con cui sono fatte le proteine. Gli aminoacidi sono proprio i precursori degli aromi che si formano poi durante il processo di tostatura del chicco.

Queste particolari fragranze aromatiche e quelle che sono costretti a respirare gli addetti alla pulizia delle feci non possono giustificare, da sole, dei prezzi così elevati: la resa di produzione, in entrambi i casi, è bassissima. In una stagione produttiva, che dura solo 120 giorni all’anno, una singola civetta delle palme può produrre circa 14 chili di caffè; espelle quindi circa 200 grammi di chicchi al giorno e il tutto avviene ovviamente all’interno di gabbie.

Per ricavare un chilo di chicchi di Black Ivory invece è necessario che un elefante mangi ben 33 chili di bacche. Infatti nel 2012, quando questa attività ha avuto inizio, sono stati prodotti solo 70 chili di caffè; nel 2015 è arrivata a 150. Se vi capita di prenotare in un albergo a cinque stelle in Thailandia tenete comunque 50 dollari da parte per assaggiarne una tazzina!

Curiosità sul mondo animale: gli insetti fanno le puzze?

Il coleottero Brachynus crepitans è un esserino non più grande di dieci millimetri ed è noto con il nome di “bombardiere”! È stato chiamato così perché spara delle vere e proprie bombe a gas: in situazioni di pericolo emette una nube di sostanze irritanti disciolte in acqua bollente.

In prossimità dell’apertura anale di questo insetto sono presenti delle ghiandole che producono acqua ossigenata e idrochinoni, cioè i precursori delle molecole irritanti; in situazioni tranquille questa soluzione viene riversata in una grande sacca e sta lì, innocentemente.

Al momento del pericolo passa in un’altra sacca più esterna; qui, grazie a delle reazioni chimiche, dagli idrochinoni derivano i chinoni e dall’acqua ossigenata viene liberato l’ossigeno. Intanto, sempre a causa di queste reazioni, la temperatura della soluzione sale e raggiunge i 100 gradi. A questo punto la bomba è pronta: è bollente, l’ossigeno gassoso dà la spinta per lo spruzzo verso l’esterno e i chinoni sono caustici.

Boom! Addio anche ai nemici più temuti!

E speriamo di non incontrare mai un bombardiere in ascensore!

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