Rubriche

Se scorre il sangue, di Stephen King – Nessuno è al sicuro dai mostri

di Andrea Ion Scotta

Pubblicato il

Copertina della nuova antologia di Stephen King, intitolata Se scorre il sangue.

(Credits: Andrea Ion Scotta)

Se dico Stephen King, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Orrore? Morte? Pazzia? Vero, ma possiamo racchiudere queste parole in un insieme ancora più grande: realtà. No, non mi sono bevuto il cervello. Il “Re” è capace di tradurre il lato terribile della quotidianità in storie che richiamano una realtà più vicina a noi di quanto possiamo immaginare.

I mondi kinghiani sono famosi per essere popolati da creature degli incubi (e non solo inventate), ma posso dire con certezza che per ogni omicidio di un bambino esiste un Pennywise di It, identificato con un nome e cognome fin troppo reale. Insomma, basti pensare alle brutalità degli eventi che colpiscono le persone ogni giorno, ogni ora, ogni secondo.

Non vi ho ancora convinti? Le pagine di Se scorre il sangue sono la prova definitiva che, anche se condita con la fantasia, è la realtà a governare la paura celata nell’horror ed è il Re dell’horror a dettare le regole del suo gioco.

Se scorre il sangue: Stephen King svela i mostri nascosti nel quotidiano

Il Maestro ha dimostrato di essere uno dei migliori scrittori al mondo con i suoi romanzi, ma nei racconti brevi è semplicemente devastante. Il lettore non ha scampo: le rapide narrazioni dell’autore lo colpiscono con una dialettica incisiva, capace di avvolgerlo nell’universo di una manciata di pagine.

Stephen King legge "Se scorre il sangue"

Stephen King legge Se scorre il sangue (Credits: Simon & Schuster Books)

King riesce come pochi altri autori a toccare tutte le corde emotive, facendo nascere un sorriso o risvegliare una paura sopita. Ma dove si nasconde l’incubo? Per Stephen King l’orrore si nasconde nella quotidianità ed è una paura che pervade la mente, che non si fa comprendere.

L’essenza della paura fa cadere la maschera della logica e l’autore americano è bravo a giocare con la psiche del lettore. Quella mente geniale ha attinto ancora una volta al suo pozzo dell’immaginazione e grazie alla sua perfetta cassetta degli attrezzi ha creato dal foglio bianco quattro incredibili racconti. Vediamo dunque cosa contiene la copertina firmata Sperling & Kupfer

Il telefono del signor Harrigan

Il racconto di apertura dell’antologia sorprende, mescolandosi fino alla simbiosi nella nostra quotidianità. Questa è una storia basata sull’amicizia tra un giovane e un ricco imprenditore che decide di spendere gli anni che gli restano nel paesino di nascita del giovane amico, lontano dalla nevrosi e della grande città.

Un rapporto inusuale lega due generazioni completamente diverse, sfociando in un’amicizia nata dalla lettura e plasmata su piccoli gesti. Il ragazzo riconosce, sotto la dura corazza dell’anziano, un uomo capace di provare affetto che il giovane ricambia portando nell’era tecnologica il signor Harrigan regalandogli uno smartphone.

Poter seguire la borsa attraverso quel piccolo marchingegno, per il vecchio imprenditore, diventa una passione. Al momento della morte del signor Harrigan, il suo giovane amico nasconde il telefono nella bara, sperando forse di poter mantenere un collegamento.

Ma se questo legame li facesse comunicare veramente?

La vita di Chuck

Proseguendo con la lettura dell’antologia, con questa storia il lettore si addentra in un racconto più emotivo, vissuto in tre tempi e che lo lascia con una sensazione di sconforto e di impotenza.

La vita di Chuck è una storia dura, emozionante e triste. Le pagine del racconto sono una mano paterna che accompagna il figlio alla scoperta della vita e della morte. Il risultato è quello che il bambino immagina nella sua mente, ovvero il percorso di un uomo nella sua forma più autentica e pura.

Se scorre il sangue

Cynthia Erivo nei panni di Holly Gibney in The outsider

Cynthia Erivo nei panni di Holly Gibney in The outsider (Credits: Hbo)

Il terzo titolo che dà il nome alla raccolta. Nato in ambito giornalistico, si può definire con certezza che il detto “Se scorre il sangue, si vende”, è la base su cui il cinema mediatico ha dato vita alla spettacolarizzazione morbosa del dramma, in cui alcuni professionisti fondano i propri guadagni. Questo racconto è una costola di un famoso universo kinghiano, in cui Holly Gibney è una delle protagoniste.

Vista in azione l’ultima volta in The outsider, Holly è una donna che ha trovato la propria strada diventando direttrice di un’agenzia investigativa, che convive con un passato opprimente e con le sue fragilità.

La protagonista si è scontrata con una realtà che il mondo tiene nascosta ai più ed è proprio questa sua conoscenza che la mette in pericolo. In Se scorre il sangue, Holly dovrà affrontare le sue debolezze per sconfiggere un male che si nutre della disperazione altrui. Quello che King crea è un racconto sensazionale, che unisce paranormale e investigazione con la naturalezza e dinamicità con cui vengono descritti i protagonisti.

Ratto

L’ultimo racconto che chiude l’antologia porta agli albori di una idea, di come uno scrittore vede davanti ai suoi occhi la sua storia. Il protagonista è un professore con alle spalle un curriculum di qualche racconto pubblicato, ma ora si sente determinato a completare il proprio romanzo, senza immaginare però che qualcosa di assurdo si intreccerà al suo cammino.

Ratto è un racconto, come ammette lo stesso King, nato come riflessione sull’immaginazione e sull’origine delle idee, un finale degno del Re.

Stephen King, in sintesi, non delude mai

Se scorre il sangue è un’antologia che scivola sotto agli occhi del lettore, grazie, come sempre alla scrittura di Stephen King, una garanzia. Quelli dell’antologia sono racconti emotivi con uno scopo ben preciso, cioè mirare dritto al cuore dei lettori.

Lo scrittore americano è capace di esaltare l’innovazione in modo tradizionale, soddisfando sia i vecchi lettori che appagando i nuovi che si affacciano a una prima lettura. L’antologia è condita con scene emozionanti e genuine, di vita quotidiana che danno risalto agli elementi meno terreni.

Stephen King lascia il segno, facendo sbirciare il lettore in un abisso di inquetudine, ma senza che se ne possa accorgere viene trascinato in incubi che nemmeno può immaginare, facendo aprire porte che invece pensava avesse chiuso per sempre.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: