Rubriche

Perché non mi piace la fantascienza (o forse sì)

di Luca Leardini

Pubblicato il

Il Tardis di Doctor Who, una delle più famose serie tv di fantascienza prodotte dalla Bbc

(Credits: succo, Pixabay)

Quando ho cercato su Google “migliori serie tv di fantascienza” ho scoperto due cose: le migliori sono spesso serie che hanno già più di dieci anni. La seconda è che molte di queste non le ho mai viste, ma ne ho solo sentito parlare.

La domanda che mi sono posto è quindi stata questa: ma a me piace veramente la fantascienza?

Quanto (non) mi piace la fantascienza?

Potrebbe sembrare una domanda banale ma, conoscendomi, so che la risposta non è poi così scontata. Prendiamo ad esempio Battlestar Galactica, recensita recentemente dalla nostra Elisa. Questa serie tv si trova spesso al primo posto nelle classifiche che ho visto, eppure io non l’ho mai vista, né penso di averne mai sentito parlare prima che la trattassimo all’interno di questa rubrica.

Altro caso in cui sono sicuro non mi assicurerò la simpatia dei lettori (e degli autori) di Discorsivo è Doctor Whodi cui ho spesso sentito parlare, ma non ho idea di come sia.

Eppure su Discorsivo ne abbiamo parlato talmente tanto da dovermi sentire, almeno un poco, in imbarazzo. In quante conversazioni su Whatsapp tra autori e coordinatori è venuto fuori il suo nome, le scene clou o le citazioni e io ho cercato elegantemente di sfilarmi con eleganza dalla chat!

Old but gold

Come dicevo all’inizio dell’articolo, riguardo invece all’età delle serie di fantascienz,a ho notato che quelle che più hanno avuto successo sono state prodotte nei primi anni 2000. I già citati Battlestar Galactica e Doctor Who nelle loro versioni più moderne sono iniziate rispettivamente nel 2004 e nel 2005. O ad esempio Star Trek nel 1966 (e per la cronaca, no, neanche Star Trek mi fa impazzire).

L’unica eccezione è al momento Westworld (2016) che invece ho potuto guardare per le prime puntate, ma l’ho lasciata in sospeso non avendo Sky. Quel poco che ho visto però non mi era dispiaciuto affatto. E infine veniamo a un’altra pietra miliare che rimarrà per sempre nel mio cuore: Lost (2004). Qui vi spiego anche la mia love story con la serie tv.

C’è quindi una correlazione tra serie tv di fantascienza odierne e quelle più anzianotte? Apparentemente sì, anche se non penso sia un problema solo di questo tipo di intrattenimento televisivo, ma sia una situazione più generalizzata.

La mia personalissima opinione – da prendere con le pinze – è che la continua richiesta di nuovi prodotti televisivi per i servizi streaming porti necessariamente a un abbassamento della qualità. Abbiamo più scelta, ma contenuti di meno valore.

La filosofia della fantascienza

Continuando la ricerca sul tema mi sono imbattuto in un piccolo blog dove si rispondeva alla domanda “cosa ti piace o non ti piace della fantascienza?”. Alcune risposte sono state illuminanti e mi hanno permesso di poter categorizzare le serie tv sul tema fantascienza in modi inaspettati. Tra queste particolarmente significativa è stata quella di un utente che definisce il ruolo della fantascienza come anticipatrice della scienza vera e propria, senza raccontare storie che difficilmente potrebbero diventare reali. Quindi l’esplorazione di scenari ipotetici che, se fatta in maniera originale, potrebbe portare la riflessione sulle conseguenze di queste eventualità sulla nostra società.

Logo di Black Mirror, alfiere della fantascienza "verosimile" (e angosciante)

(Credits: Netflix)

Come non pensare quindi immediatamente a Black Mirror? Una serie talmente realistica che mi ha “disturbato” così nel profondo  che ho dovuto smettere di guardarla dopo appena tre puntate. Questo non lo considero un difetto, ma al contrario trovo che sia riuscita pienamente nel suo scopo.

Semaforo rosso e semaforo verde

Quindi l’esplorazione originale di uno scenario fantascientifico calato nella realtà odierna trovo sia molto più affascinante di una storia “tipicamente umana” – una storia d’amore, di amicizia, un viaggio – dove l’elemento fantascientifico è irrilevante e non aggiunge niente di più come se fosse qualcosa di posticcio messo lì a caso.

Quindi via libera a serie tv come Sense8, Lost, Fringe, The man in the high castle o a film come Interstellar (stroncato però nell’articolo di Paola del 2014) o MatrixSemaforo rosso invece ai vari Star Trek o Stargate che rimangono storie di drammi umani solo in un altro contesto. Una storia di marinai rimane tale anche nello spazio!

So di essermi fatto parecchi nemici con questo articolo, ma non me ne vogliate.

Adesso ditemi la vostra, anzi trovate una serie di fantascienza che possa piacere anche a me e scrivetela nei commenti sotto a questo articolo o sulle nostre pagine social!

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: