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Sense8 ritorna!

di Giulia Rupi

Pubblicato il

sense8_wallpaper_by_alexlima1095-d8xiqy9Come sempre la fine dell’anno corrente e l’inizio dell’anno nuovo portano con sé tanti nuovi propositi, aspettative, speranze, e…tante stagioni nuove di serie vecchie su cui fantasticare! Come non pensare alla quarta stagione di Sherlock la cui attesa ha portato all’esasperazione mezzo mondo?

Ma Sherlock non è certamente l’unica chicca che ci fa sperare in un 2017 migliore di questo 2016. Il 23 dicembre, infatti, è atteso uno speciale natalizio di due ore di Sense8, la serie di J. Michael Straczynski e dei fratelli Lana e Lilly Wachowski, produttori di Matrix e Cloud Atlas, fra i film più significativi, e a maggio dell’anno prossimo è attesa la seconda delle cinque stagioni delineate nel progetto iniziale dai produttori.

Impossibile contenere l’emozione! Per quanto siano inattaccabili le critiche di bulimia narrativa ed esasperazione metafisica che i recensori più feroci le rinfacciano, Sense8 (2015) ha valso tutti gli sforzi dei suoi produttori di creare qualcosa di totalmente nuovo, unico e che lasciasse il segno, così come ha fatto Matrix.

Il suo pregio principale? Riempire gli occhi di tutta l’incantevole diversità e varietà del mondo e riempire la mente di spunti su cui riflettere, sociali ed etici. 8 sono i personaggi principali, 8 sono le storie che si intersecano e 8, se non di più, sono i set su cui è stata girata la prima stagione, dall’India, alla Germania, dall’America alla Cina e via dicendo. Il lavoro di sceneggiatura è immenso e visivamente gratificante per lo spettatore ansioso di viaggiare e scoprire mondi, abitudini, vite lontane nel tempo di un episodio.

senseeight_xxlgI personaggi sono Will (Brian J. Smith), Riley (Tuppence Middleton), Capheus (Toby Onwumere), Sun (Donna Bae), Lito (Miguel Angel Silvestre), Kala (Tina Desai), Wolfgang (Max Riemelt) e Nomi (Jamie Clayton). La visione comune della morte di una donna fa sì che si scoprano interconnessi mentalmente ed emozionalmente a migliaia di chilometri di distanza, che si scoprano sensate. La loro uova vita da senzienti li porterà a vedere e provare esperienze mai provate prima, che li legheranno nelle maniere più strane ed inaspettate, per il divertimento degli spettatori e a beneficio della ricchezza della trama.

Per quanto la prima seria abbia solo dodici episodi, la quantità di tematiche affrontate è enorme e, in sé, dà l’impressione di essere una mescola pressurizzata e confusa di idee, ed un progetto arrogante, troppo grande, di tre produttori presuntuosi che pretendono occuparsi di qualsiasi tematica attuale, religione, sessualità, abuso familiare, povertà ed ingiustizia. Inaspettatamente, nella cornice fantascientifica della serie e nella testa dello spettatore, tutto poco a poco trova il suo posto e lascia senza fiato.

Il dubbio è che, con le quattro serie rimanenti e soprattutto con la seconda che uscirà l’anno prossimo, gli autori riescano a tenere alto il livello intellettuale della serie e allo stesso tempo la tensione narrativa efficace raggiunta, soprattutto ora che uno dei produttori, Lana Wachowski, ha deciso di prendersi una pausa. Ciò che è certo è che, visto le premesse, la trepidazione nell’attesa dello speciale del 23 dicembre è inevitabile!!

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