Il presente con gli occhi del futuro – Che retrogusto avrà il 2020?


“Quella sera di settembre nelle grotte dell’enoteca Retrogusto eravamo in dieci, poco più che ventenni – cinque ragazze e cinque ragazzi, un fortuito caso di parità di genere. Presentammo l’idea, iniziamo a confrontarci su cosa poteva diventare questo progetto, parlammo del nome, e decidemmo di pubblicare il primo numero entro la fine di quell’anno”.

Quello che avete appena letto è uno spoiler. Appartiene all’articolo che hanno scritto Francesco Campana e Filippo Urbini per questo speciale 2020, e che uscirà tra qualche giorno. Non potevo che cominciare questo editoriale con le loro parole (loro che Discorsivo lo hanno fatto nascere) e non potevamo che dedicare lo speciale dei dieci anni di questo giornale al Retrogusto. Che, sì, è un locale che è stato importantissimo nella prima fase di vita del nostro sito, ma che ha anche un nome azzeccatissimo per questo anniversario.

Guardarsi indietro, infatti, lascia sempre un retrogusto. Dolce, amaro… non importa: è comunque l’eco di un qualcosa che è stato, senza il quale il presente non avrebbe lo stesso sapore.

Il nostro retrogusto

In questo speciale, dunque, troverete tanti articoli dedicati al retrogusto in tutte le sue declinazioni possibili: dal ricordo delle proprie prime volte al “sapore” legato a una serie o a una canzone, dagli esordi di un personaggio famoso all’esordio… dell’intero universo! I temi sono tanti, e tutti ci portano verso un ricordo custodito nella nostra memoria. Prima di lasciarvi a questo viaggio, nel quale muoverete i primi passi riguardando Inside out con gli occhi della psicologia, c’è una cosa di cui vorrei parlarvi.

Nel preparare questo speciale, abbiamo più volte scherzato su cosa scriveremo in quello del 2030, quando Discorsivo di anni ne compirà ben venti. È un esercizio mentale interessante, perché ci porta a immaginare come ripenseremo a questi giorni nel futuro. A che retrogusto lasceranno di sé.

Di sicuro non potremo dimenticare la pandemia, mi pare evidente. Ma neanche scorderemo che – non lo abbiamo mai dichiarato apertamente, ma molti di voi se ne sono accorti – il 2020 è stato proprio l’anno in cui abbiamo deciso di cambiare qualcosa su Discorsivo, di dargli un sito più adatto alle esigenze attuali, e una visione un po’ più chiara di cosa vorrebbe essere. E di chi sono le persone con cui vogliamo intraprendere questo viaggio. Cioè altri millennial come noi, e che la pensino in un certo modo.

L’Italia, l’editoria e i giovani

Oggi, in Italia, il quadro per quanto riguarda l’editoria è spaventoso.

Solo limitandoci al Corriere della sera, il quotidiano più diffuso, se sommiamo le vendite del cartaceo e del digitale nel mese di luglio arriviamo a 263mila copie vendute – più o meno in linea con la media del 2019, quando erano circa 273mila. Cinque anni fa, le copie erano oltre 378mila. Dieci anni fa, in assenza di digitale, quasi 490mila.

Non calano solo le vendite, ovviamente: l’abbassamento della qualità degli articoli (soprattutto nelle versioni online) è evidente, così come sono crollate le assunzioni di giornalisti e le retribuzioni dei collaboratori. Vent’anni fa un collaboratore medio del Corriere riusciva a farsi pagare 80mila lire al pezzo, ovvero poco meno di 55 euro al cambio attuale. In una lettera che l’anno scorso ha fatto discutere gli addetti ai lavori, l’ex-collaboratrice Barbara D’Amico raccontò di essere passata in brevissimo tempo da 40 euro ad appena 15. E stiamo parlando del quotidiano più importante e venduto. Figuriamoci gli altri.

Perché buttarsi nell’editoria oggi?

Forse non è stata una grande idea, la nostra, quella di puntare a muovere i primi veri passi nel mondo dell’editoria. Oppure sì? Lo scopriremo con il tempo, ma quel che è certo è che qualcosa dovrà pur cambiare. L’informazione – che riguardi reportage, divulgazione o qualcosa di più leggero ma altrettanto vitale – è troppo importante per non adattarsi, prima o poi, a una situazione nuova come quella attuale. Per farlo, però, occorre trovare un approccio diverso.

Da un lato la sfiducia dei lettori nelle testate più tradizionali è forte e in larga parte anche parecchio giustificata; dall’altro, si corre sempre più il rischio di finire tra le fauci di pseudo-testate senza scrupoli, che sfruttano questo periodo di transizione per monetizzare sulla confusione generale dell’opinione pubblica. Che si può fare?

Retrogusto Discorsivo Speciale 2020

La copertina del nostro Speciale 2020 (Credits: Caterina Cappelli)

Millennial al potere

Lo diciamo spesso, e il 2020 ce l’ha confermato: la nostra generazione può ancora dire la propria. Ma per farlo deve sgomitare parecchio. Quando i primi millennial si sono affacciati sul mercato del lavoro, a metà degli anni 2000, si sono trovati davanti a una crisi economica terrificante, i cui effetti sono ancora visibili oggi, a tredici anni da quel crack finanziario. Neanche il tempo di capire se ne fossimo usciti o meno, ed è arrivato il Coronavirus.

È abbastanza ovvio che, una volta risolta anche questa, a guastarci la festa saranno mostri alti tre metri che usciranno dal sottosuolo per devastare le nostre città. Ma nell’attesa che succeda? Che si fa? Vogliamo davvero subire soltanto l’angoscia di un futuro sempre più incerto, oppure meglio provare a guardarci intorno e capire come possiamo usare le nostre capacità nel migliore dei modi?

Tempo di agire, per tutti

Per questo abbiamo deciso di fare questo passo: rendere Discorsivo un posto in cui persone come noi possono trovarsi, discutere e far nascere qualcosa. Oggi chiacchieriamo di cinema e piattaforme di streaming, di scienza e fumetti, di letteratura e musica, ma pian piano avremo sempre nuovi temi di cui parlare. E non ci sarà solo questo spazio per farlo.

Restare fermi ad aspettare che le cose cambino non è più possibile. La crisi che ha colpito in particolare la nostra generazione va avanti da troppo tempo, e ormai l’abbiamo capito. Lo dimostra il gran numero di millennial che non sono rimasti con le mani in mano e sono partiti in cerca di fortuna, come dicevamo tempo fa.

È impossibile sapere che retrogusto ci lascerà il 2020 tra dieci anni. Non sappiamo se il cambiamento di Discorsivo riscuoterà successo o meno, come non sappiamo che ne sarà dei progetti e dei sogni di chi ci sta leggendo.

Sappiamo solo che, riguardandoci indietro, vogliamo essere certi di aver dato il massimo per ottenere quello che vogliamo. Accettando che in un contesto come quello in cui siamo cresciuti esiste più che mai il rischio di fallire.

Costruire una start-up, aprire una pizzeria, scrivere un libro, creare un e-commerce specializzato in t-shirt… non importa cosa noi millennial sceglieremo di fare. L’importante è trovare il modo di farlo. Perché è meglio che questi anni difficili abbiano il retrogusto dell’incoscienza, piuttosto che quello della rassegnazione.

 

Sommario e calendario delle uscite

Il retrogusto dolce della tristezza – Gli insegnamenti di Inside Out
di Benedetta Giagnorio e Celeste Satta (20 novembre)

La trappola della nostalgia – Il reminiscence bump e la musica nei nostri ricordi
di Daniele Gasparini (21 novembre)

Canzoni sul cibo – Mangiare e bere… come pretesto per parlare di altro!
di Alessia Tupputi (22 novembre)

Vino e parole divine – Letteratura da gustare, sui luoghi dei grandi autori
di Francesca Raffaghello (22 novembre, ore 14)

Serie tv e cibo sono piú simili di quel che pensiamo
di Luca Leardini (23 novembre)

C’era una volta la televisione commerciale – La tv italiana anni 80 e 90
di Luca Rasponi (23 novembre, ore 14)

Plasmare gli incubi – La vita di Stephen King nascosta nei suoi libri
di Andrea Ion Scotta (24 novembre)

Il glamour fotografico e la pienezza d’un “vedo/non vedo” sulla misura
di Paolo Meneghetti (24 novembre, ore 14)

“Mamma, come nascono i bambini?” – Come e quando parlare di sesso con i propri figli (e sopravvivere)
di Carola Astuni (25 novembre)

Sesso – La prima volta non si scorda mai (purtroppo o per fortuna?)
di Silvia Vieri (26 novembre)

Zagor, Le origini – Quando lo Spirito con la scure, in principio, era Patrick Wilding
di Enrico Cantarelli (26 novembre, ore 14)

Cos’è il brodo primordiale? Un racconto alle origini della vita
di Giorgia Serra (27 novembre)

Al di là del gusto – Il significato dell’umami
di Camilla Tuccillo (27 novembre, ore 14)

Gusto retrò – 5 film ambientati nel passato davvero imperdibili
di Alessio Ottonello (28 novembre)

Il retrogusto informe – Morphing e computer grafica nel cinema anni 90
di Luca Morellini (28 novembre, ore 14)

La medaglia dell’amicizia – La storia di Shuhei Nishida e Sueo Oe alle Olimpiadi del 1936
di Paolo Paolillo (29 novembre)

Il retrogusto degli esordi – I primi passi di Discorsivo… prima di Discorsivo
di Francesco Campana e Filippo Urbini (30 novembre)

Il futuro ha il retrogusto dei millennial
di Paola Cecchini (30 novembre, ore 14)

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