Il settimo giorno – L’Aldilà più vivo che mai nel romanzo dello scrittore cinese Yu Hua


Il settimo giorno di Yu Hua, se dovessimo giudicare a spanne, è un libro sui fantasmi e sulla morte. Non fatevi trarre in inganno: qui i morti sono più vivi di chi cammina ancora sulla terra e dipingono la società cinese in costante cambiamento – forse troppo veloce – che nel suo moto vorticoso si lascia indietro chi non riesce a stare al passo.

La trama di Il settimo giorno

Il settimo giorno di Yu Hua - copertina

(Credits: Feltrinelli)

Yang Fei si sveglia e si ritrova morto. Non se ne rende conto immediatamente, troppo abituato alla vita com’è. Ma, poco a poco, tante piccole incongruenze gli fanno capire che qualcosa non va. Ha un appuntamento importante però: deve presentarsi alla sua cremazione a una certa ora, ed è già in ritardo. Nonostante questo, cerca di darsi un tono per presentarsi al meglio presso l’ufficio preposto alla cremazione dei corpi.

Una volta arrivato, gli viene assegnato un nuovo numerino e chiesto di sedersi per attendere il suo turno. Intorno a lui un caleidoscopio di persone che si ritrovano categorizzate in base al loro conto in banca. I Vip hanno poltrone comode per attendere di diventare polvere, mentre i poveri diavoli fanno a gara a chi è riuscito a fare l’affare migliore per il proprio funerale.

È da qui che inizia la sua avventura in questo limbo senza tempo e luogo. Yang Fei si rende conto che nessuno lo sa morto e quindi non ha una vera e propria sepoltura.

Così si trova a vagare per la versione parallela di quella che è stata la sua città, alla ricerca del luogo dove abitano le persone che, come lui, non hanno ricevuto una degna sepoltura.

Perchè sette giorni?

La storia si snoda nell’arco di sette giorni, ma perché? In un rito che tradizionalmente durava 49 giorni i primi sette sono quelli più importanti per le famiglie perchè dedicati alle esequie e agli onori del defunto. È il momento per loro di procurare al trapassato il suo eterno riposo.

Il povero Yang Fei però non potrà avere il riconoscimento che gli spetta. Morto nell’incendio del ristorante dove stava pranzando perché distratto dalla notizia sul giornale della morte dell’ex moglie, scopre ben presto di dover portare lui stesso il lutto, perché tutti i suoi cari sono già tutti defunti.

Il viaggio non è solo “fisico” – deve spostarsi per la città – ma anche ideale. Il protagonista ripercorre la sua vita attraverso i ricordi delle persone che hanno incrociato la sua esistenza. Dall’infanzia al momento attuale, egli medita su ciò che avrebbe potuto essere e rimpiange le occasioni mancate di essere più “vivo” in vita.

Il settimo giorno, di Yu Hua, in formato ebook

Il settimo giorno, di Yu Hua, in formato ebook (Credits: AmbraHelo)

Durante questi sette giorni, il protagonista incontra molte persone e lo scrittore approfitta di questi incontri per raccontarne le storie dell’inferno vero – l’Aldiquà. Quello che emerge è un ritratto realistico e feroce di una società piena di contraddizioni come quella della Cina moderna.

Da una parte si inneggia al rispetto, all’unità familiare e alla condivisione quali valori fondanti della società civile moderna; dall’altra corruzione, demolizioni forzate e povertà dilagante sono tragedie all’ordine del giorno, soprattutto per chi non riesce a stare al passo con le diseguaglianze della società.

Perché leggere Il settimo giorno?

Lo stile di Yu Hua è asciutto e diretto, quasi sperimentale nel senso di disorientamento che cerca di creare – forse per restituire il senso di straniamento e caos all’interno della memoria del protagonista. Spesso, riesce a confondere un po’; ma vale la pensa perseverare in una lettura che a tratti si rivela umoristica e surreale.

Seguendo il protagonista ci si trova, certo, a leggere di brutture e orrori. Ma, al tempo stesso, trovo che questo libro sia un inno imponente alla vita, quasi che i morti siano quelli che vagano sulla Terra – abbandonati e meschini – in attesa di rinascere in un Aldiquà in cui i morti – quelli veri – hanno riscoperto il valore dell’aiuto reciproco e il calore del senso di comunità.

Questo senso di “realtà capovolta” ha il pregio di far sentire vicino e amare ogni singolo personaggio incontrato. Forse perché, nel profondo, ci si rende conto che il senso delle loro storie è universale e sborda oltre lo stretto confine della società dove è ambientato.

La vita umana, per quanto fragile, deve essere sempre amata e vissuta appieno, a volte anche sacrificando qualche passo verso il progresso.

Un dettaglio della copertina del romanzo Il settimo giorno, dello scrittore cinese Yu Hua

(Credits: Feltrinelli)

Se Il settimo giorno vi è piaciuto provate anche con il libro L’eco della pioggia dello stesso autore.

+ Non ci sono commenti

Aggiungi