Videogame tratti dai fumetti – Gli anni 80, parte prima


Da quando le console casalinghe hanno preso possesso dello spazio vicino al nostro televisore, soprattutto dalla terza generazione in poi – quella che ha debellato la crisi dei videogame dei primi anni 80 – c’è stata un’esplosione di software, una caccia alla licenza che ben presto ha portato a sfornarne a decine tratti dai fumetti.

Se, come me, nonostante il bel tempo e il green pass in tasca non avete troppa voglia di interagire con tanti esseri umani, ecco la soluzione: una bella carrellata di videogiochi tratti dai fumetti da recuperare, partendo proprio dal decennio migliore degli ultimi 4 miliardi e mezzo di anni di storia: gli anni 80 del XX secolo!

Spider-Man (Atari 2600, 1982)

Spider-Man esordisce nel mondo dei videogiochi nel 1982, a vent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione sul numero 15 della rivista antologica Amazing Fantasy. Scopo del gioco è scalare un palazzo sulla cima del quale la nemesi dell’Uomo Ragno, il Green Goblin ha piazzato una bomba.

Tra i videogiochi tratti dai fumetti anni 80 non poteva mancare lo Spider-man per Atari 2600

Tra i videogame tratti dai fumetti anni 80 non poteva mancare lo Spider-man per Atari 2600 (Credits: Parker brothers)

Avremo a nostra disposizione l’unico tasto del joystick dell’Atari 2600 che ci permetterà di lanciare ragnatele, che non saranno infinite. Lo abbiamo giocato (incredibilmente senza dire parolacce, vista la discreta difficoltà del titolo) durante la nostra diretta su Twitch dedicata ai giochi su Spider-Man.

Memorabile lo spot americano per pubblicizzare l’uscita della cartuccia.

Popeye (Commodore 64, 1982)

Rimaniamo sempre nel 1982 per un altro esordio videoludico.

E in questo articolo come potrete ben immaginare non saranno pochi. Parliamo di Popeye, da noi meglio conosciuto come Braccio di Ferro, marinaio a cui gli spinaci conferiscono una forza mostruosa.

In questo arcade a schermata fissa, prodotto da Nintendo per le sale giochi e distribuito da Parker brothers per le console casalinghe, dovremo raccogliere oggetti lanciati dalla nostra innamorata, Olive Oyl, in Italia Olivia.

Popeye intento a raccogliere i cuori lanciati da Olive Oyl in uno dei videogiochi tratti dai fumetti degli anni 80

Popeye intento a raccogliere i cuori lanciati da Olive Oyl (Credits: Nintendo)

Nel primo livello saranno cuori, nel secondo note musicali, nel terzo la scritta Help. A metterci i bastoni tra le ruote ci penseranno il nostro nemico giurato Bluto e la terribile Strega del mare. Dalla nostra avremo però i nostri amati spinaci, che ci permetteranno di mettere ko momentaneamente Bluto, facendoci diventare verdi come Hulk.

Di versioni casalinghe di questo gioco ce ne sono parecchie. Da vero hardcore gamer ho rigiocato, a 30 anni di distanza, quella per Commodore 64. Le versioni per Nes e Atari 5200 sono decisamente più moderne per quanto riguarda grafica e sonoro, ma – a mio avviso – molto meno romantiche.

Asterix (Atari 2600, 1983)

È il 1983 quando viene pubblicato per Atari 2600 Asterix. Schermo fisso diviso in otto corsie nelle quali scorrono oggetti vari che l’eroe gallico creato nel 1959 da Goscinny e Uderzo deve raccogliere o evitare a seconda dell’oggetto stesso.

Dopo aver raccolto quattro tipi di oggetti diversi si andrà a utilizzare Obelix, che ne dovrà raccogliere altri quattro a una velocità più elevata. L’oggetto da evitare sarà sempre la lira di Assurancetourix, il tremendo bardo del villaggio gallico.

I personaggio sono rappresentati dalla loro testa. Riconoscibile quella di Asterix, molto meno quella di Obelix.

schermata di gioco di Asterix

Asterix evita le lire di Assurancetourix (Credits: Atari)

Il gioco venne distribuito solo in Europa e visto il buon successo ottenuto si pensò di portarlo anche sul mercato statunitense, associandolo però a un altro brand: quello dei Looney Tunes – si pensava che Asterix fosse poco conosciuto al di fuori del vecchio continente.

Fu così che sempre nel 1983 uscì negli Usa Taz. Il gioco è identico, gli oggetti da raccogliere saranno sempre cibo e quelli da evitare candelotti di dinamite. Il diavolo della Tasmania è invece rappresentato da un piccolo tornado giallo.

Questprobe featuring Spider-Man (Commodore 64, 1984)

Torniamo a parlare del nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere con Questprobe featuring Spider-Man.

Il gioco è un’avventura testuale, sorta di racconto interattivo in cui, attraverso comandi impartiti scrivendo sulla tastiera, guideremo Spider-Man all’interno di un grattacielo allo scopo di fargli ritrovare alcune gemme.

Dentro al grattacielo troveremo ad aspettarci nemici del calibro di Electro, Doctor Octopus, Uomo Sabbia, Lizard e tanti altri. L’unico supporto sarà quello a distanza di Madame Web, che ci aiuterà a districarci nel labirinto di corridoi che ci si pareranno davanti.

Uomo Ragno scala un palazzo

Spider-Man arrampicato su un muro in attesa dei nostri ordini (Credits: Adventure International)

Nelle versioni per macchine più avanzate, dal Commodore 64 in su per intenderci, avremo anche delle immagini ad accompagnare il testo. Il gioco è il secondo della trilogia Questprobe featuring: il primo è quello dedicato a Hulk del 1984; il terzo ha come protagonisti La Cosa e la Torcia Umana dei Fantastici Quattro, pubblicato nel 1985.

A corredo di tutti e tre i titoli, nella maggior parte delle versioni, veniva rilasciato un comic book da collezione.

Spy vs. Spy (Commodore 64, 1984)

Nel 1960, il fumettista cubano Antonio Prohias riuscì a emigrare negli Stati Uniti. Dal 1961 al 1987 pubblicò 241 strisce del suo Spy vs. Spy, fumetto umoristico che prendeva in giro il mondo dello spionaggio.

Protagonisti di queste strisce e del primo videogioco a loro dedicato nel 1984 erano due spie, una bianca e una nera, assolutamente identiche tra loro.

Nel videogioco saremo rinchiusi in un’ambasciata dotata di un innumerevole numero di stanze, all’interno delle quali sarà possibile trovare armi e piazzare trappole di ogni tipo.

Schermata di gioco di Spy vs. Spy

Le due spie preparano le trappole per sabotarsi a vicenda (Credits: First Star Software)

Oltre a giocare contro il computer è possibile giocare contro un amico, con lo schermo che viene diviso in due orizzontalmente, tranne quando le due spie si incontrano nella stessa stanza, dando vita a uno scontro di mazzate vere e proprie.

Del gioco sono stati fatti diversi remake e, con grafica notevolmente migliorata, anche una versione per Game Boy Color nel 1999 e addirittura una versione per iOS nel 2012.

Il gioco avrà due sequel, nel 1985 e nel 1987. Nel 2005 venne pubblicato un gioco dedicato a Spy vs. Spy per Playstation 2 e X-Box. Nonostante la modalità di gioco principale fosse totalmente diversa dal gioco originale, ne fu pensata una secondaria dedicata proprio a questo.

Superman: The Game (Commodore 64, 1985)

Nel 1985 uscì Superman: The Game, originariamente per Commodore 64 e in seguito per svariate altre console casalinghe.

Non fu il primo gioco dedicato all’alieno proveniente da Krypton: difatti nel 1979 ne era già uscito uno per Atari 2600. Il gioco, a schermata fissa come la maggior parte dei videogame dell’epoca, ci mette nei panni di Superman o, se giocato in due, di Darkseid.

Scopo del gioco è quello di salvare i cittadini per Superman, e di condurli nella propria base sotterranea per Darkseid.

Schermata di gioco di Superman: The Game

Superman tenta di salvare i cittadini di Metropolis da Skeletor. Scusate, Darkseid. (Credits: First Star Software)

L’area di gioco è divisa in tre sezioni rappresentanti Metropolis e altre tre dedicate al mondo sotterraneo di Darkseid.

Gli sprite non erano particolarmente riusciti, soprattutto quello di Darkseid all’epoca venne preso molto in giro perché somigliante più a Skeletor, il nemico di He-Man. Il gioco finisce quando una delle barre di energia dei protagonisti si esaurisce oppure quando non ci sono più cittadini di Metropolis sul terreno di gioco.

A questo punto vince chi ha ottenuto più cittadini tra quelli salvati oppure tra quelli fatti prigionieri.

Dragon Ball: Dragon Daihikyou (Super Cassette Vision, 1986)

Siamo nel 1986 quando la Epoch riuscì a fare suoi i diritti di un manga dall’enorme successo uscito pochi anni prima: Dragon Ball. Uscì così, per Super Cassette Vision, Dragon Ball: Dragon Daihikyou, sparatutto verticale che ci permette di controllare Goku a bordo della sua Nuvola d’Oro.

A colpi di bastone e onde Kamehameha dovremo farci largo tra nemici per lo più inventati di sana pianta, che con il manga non avevano nulla a che fare – anche se è presente un Pilaf che ci lancerà contro dei coltelli.

Spaccando oggetti vari sul nostro percorso troveremo bonus a forma di personaggi nostri alleati, come Chichi, Yamcha e la tartaruga di mare.

Dragon Ball Dragon Daihikyou per Super Cassette Vision

Goku sfreccia sulla Nuvola d’Oro (Credits: Epoch)

All’interno di costruzioni, che probabilmente rappresentano il castello di Pilaf, troveremo nascoste le sfere del drago. Ottenute tutte e sette saremo spettatori del scena finale del gioco.

Il drago Shenron che, con il sottofondo di un’estenuante versione a 8 bit della sigla iniziale del cartone che ci accompagnerà disgraziatamente per tutto il gioco, farà cadere sulla testa di Oolong delle mutandine da donna, frutto del desiderio espresso da quest’ultimo.

Fantastico, ma non abbastanza da garantire a Epoch i diritti per un secondo gioco di Dragon Ball, con Nintendo che già a novembre 1986 pubblicherà Dragon Ball: Shenlong no Nazo.

Judge Dredd (Commodore 64, 1986)

Il 1986 è l’esordio videoludico anche per Judge Dredd, sempre sul meraviglioso Commodore 64. Il gioco è uno sparatutto a scorrimento orizzontale dove, nei panni del nostro amato Giudice dovremo arrestare o giudicare a colpi di pistola diversi nemici che ci pareranno davanti.

All’epoca in cui ero felice possessore della macchina Commodore non l’ho mai giocato, quindi l’ho recuperato solo recentemente. Non è stata una bella esperienza.

Schermata di gioco di Judge Dredd

Judge Dredd alla ricerca di criminali da “giudicare” (Credits: Melbourne House)

Facendo ricerche il gioco aveva diviso molto la stampa di settore all’epoca: c’era chi lo esaltava per l’attinenza con il fumetto (soprattutto dovuta all’atmosfera ricreata) e c’era chi, come il sottoscritto, lo trovava davvero troppo ripetitivo.

Oltre a questo, sul serio, non sono riuscito a capire molto di quello che succedeva a schermo. Per sicurezza ho fatto fuori tutti i nemici che mi si paravano davanti, ma venivo schiacciato e mandato all’ospedale da simpatici ciccioni che si lanciavano dai piani più in alto.

In tutto questo non ho capito come a un certo punto mi sono ritrovato sulla moto di Dredd. Il gioco era assolutamente uguale, ma almeno ero sulla moto – che ha aumentato di non poco la figosità dello sprite.

Saint Seiya: Ougon Densetsu (NES, 1987)

Saint Seiya: Ougon Densetsu del 1987 è un gioco che mi ha portato a bruciare il mio cosmo e a scoprire il mio settimo e probabilmente anche l’ottavo e nono senso.

Infatti la copia in mio possesso all’epoca era in giapponese, ma nonostante questo sono comunque riuscito a finirlo. Il gioco ripercorre le avventure di Seiya e degli altri Cavalieri dello Zodiaco attraverso le 12 case, al fine di scontrarsi con il Grande Sacerdote.

Ogni livello dedicato a una casa è diviso in due.

Saint Seiya Ougon Densetsu per NES

Seiya pronto a farsi strada fino alla Casa del Gran Sacerdote a suon di Pegasus Ryuseiken (Credits: Bandai)

La prima parte è una sorta di picchiaduro a scorrimento, la seconda uno scontro con il Cavaliere d’Oro occupante la propria casa in puro stile Jrpg, con la scelta delle mosse da eseguire come nei classici Final Fantasy.

Quindi capirete che giocarlo in giapponese non fu la più semplice delle imprese. Tuttavia, con una dedizione che non appartiene più al mio io trentasettenne, mi armai di carta e penna e segnai una a una le mosse nascoste dietro gli incompresibili ideogrammi. Fu molto meno faticoso dare la maturità, ma ne valse la pena.

Capirete ancora di più il mio sgomento quando scoprii che ne esisteva una versione d’oltralpe, pubblicata in esclusiva per il mercato francese: Les Chevaliers du Zodiaque: la Légende d’or.

Ok, ma meglio così: l’esperienza è stata ancora più hardcore.

Andy Capp (Commodore 64, 1987)

Se da bambini uno dei vostri giochi preferiti era l’action figure di Alabama Man non posso che consigliarvi il videogame dedicato a Andy Capp, del 1987.

Difatti tra le varie cose che potremo fare in questa stupenda simulazione di una settimana di vita di Andy Capp sarà quello di picchiare la moglie Flo, con lo scopo di rubarle soldi dalla borsetta. Senz’altro molto educativo e adatto a tutte le età.

Schermata di gioco di Andy Capp

Flo insegue il marito Andy Capp in un videogame tratto dai fumetti pienamente anni 80 (Credits: Mirrorsoft)

Nel gioco per Commodore 64 dovremo ottenere abbastanza soldi per mantenere sempre alto il nostro “Alcometer”. Difatti se non avremo abbastanza alcol in corpo la partita volgerà al Game Over.

I soldi andranno rimediati nei modi più disparati, come elemosinarli agli amici o giocare ai cavalli. Sarà possibile girare per la città divisa in diversi ambienti, con i negozi e uffici che chiuderanno nelle ore notturne. Non male per un gioco di trentaquattro anni fa.

La redazione di Discorsivo alle prese con Spider-Man

Simone Galli e Marco Frongia in diretta su Twitch si cimentano con il primo gioco dedicato a Spider-Man, con tanto di errore: era Atari 2600, e non 2060! (Credits: Canale Twitch di Discorsivo)

Tra circa un mese finiremo di parlare dei videogiochi degli anni 80 tratti dai fumetti con altri 10 giochi, usciti tra il 1988 e il 1989.

Una piccola anticipazione? Il primo gioco di Captain Tsubasa e lo strano modo in cui è arrivato sulle console Nes europee.

Non perdetevelo!

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