Killing Eve 4 ever – Un approccio differente alla scrittura seriale


Killing Eve 4 è al momento in onda rispettivamente su Bbc America e Amc, la quarta stagione sarà la sua ultima. La serie tv è giunta al capolinea di un percorso creativo durato quattro anni, che ha portato le sue protagoniste a scoprirsi e a rinventarsi all’interno di un processo di scrittura estremamente insolito per la serialità televisiva.

Vediamo come.

Direzioni diverse: un approccio molto british alla serialità

Killing Eve si distingue come prodotto seriale per aver reso i suoi cambi di stagione un’opportunità di riscoperta di differenti prospettive creative. Infatti la serie è stata strutturata in maniera tale che, nel passaggio da una stagione all’altra, vi fosse sempre una nuova e diversa personalità a capo del processo creativo.

Mantenendo la sua natura intrinsecamente britannica ed europea, Killing Eve non ha una vera e propria creator, ossia la persona designata come l’ideatrice della serie e colei che sostanzialmente viene deputata come l’autrice di quel prodotto seriale.

In questa serie tv, come in molte che provengono da Oltremanica, vi è la figura dell’head writer.

La relazione tra le coprotagoniste Eve e Villanelle nella prospettiva della nuova head writer di Killing Eve 4: Laura Neal

La relazione tra le coprotagoniste Eve e Villanelle nella prospettiva della nuova head writer di Killing Eve 4: Laura Neal (Credits: Bbc America, rielaborazione Elisa Tomasi)

L’head writer dunque è la personalità che dona la sua visione alla linea narrativa che la serie tv segue nell’arco di una o più stagioni. Un esempio di questo approccio alla scrittura seriale – sia per longevità che per validità di risultati – è Doctor Who, la cui storia continua ad andare avanti grazie a questo struttura creativa da più di 50 anni.

Quattro donne al comando sono meglio di una

La nuova head writer di Killing Eve 4 è per l’appunto Laura Neal, che viene dall’esperienza scritturale di My mad fat diary, una serie tv britannica di qualche annetto fa che ha trattato il genere del teenage drama riscrivendolo in modo anticonvenzionale.

Ricoprendo il ruolo di direzione della writers’ room, Laura Neal porta a Killing Eve 4 la sua personalissima prospettiva a questa spy story fuori dalla norma. Sulla scia delle sue predecessore Phoebe Waller-Bridge (prima stagione), Emerald Fennell (seconda stagione), Suzanne Heathcote (terza stagione), Laura Neal aggiunge nuovi strati alla storia di Eve e Villanelle.

Villanelle+fonte battesimale+ali

Villanelle all’inizio di Killing Eve 4: “redenta”, battezzata e con le ali, una nuova prospettiva con cui guardare all’assassina su commissione (Credits: Bbc America)

La forza rivoluzionaria di Killing Eve sta proprio nel sua scrittura anticonformista, che stravolge i canoni del suo genere (la spy story), li ibrida, li ridicolizza e li rende propri. Questa visione creativa è proprio il frutto di un prodotto culturale che fin dagli inizi si è definito una storia di donne scritta da donne.

La potenza del racconto della serie, che continua a essere fresca, accattivante, mai scontata, è data dalla volontà di non limitare la sua prospettiva alla narrazione univoca di un’unica donna al comando del processo creativo. Al contrario Killing Eve si apre alla possibilità di differenti voci e diversi femminili con cui approcciare una storia.

Quindi ancoratevi al divano perché anche quest’ultima stagione ci dara interessanti e succosi nuovi punti di vista. Tra cui – spoiler alert – Villanelle Gesù Cristo in drag. Che visione!

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