Parliamo di Breaking Bad – Dalle origini alla plausibilità scientifica della metanfetamina fai-da-te


Breaking Bad è considerata parte dell’olimpo dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni e che ne hanno cambiato il paradigma.

Similmente a Lost infatti, anch’essa è riuscita a diventare un fenomeno di massa, soprattutto dopo un inizio in sordina. La sua esplosione è frutto passaparola dei fan della prima ora che l’hanno commentata e divulgata grazie a Facebook e Twitter. Dietro a questo prodotto c’è la mente di Vince Gilligan, storico sceneggiatore di X-Files, che insistette molto per avere Bryan Cranston come protagonista.

Per convincere la produzione della Amc, lo sceneggiatore mostrò il sesto episodio della seconda stagione di X-Files – dal titolo Dream – dove Cranston interpretava un pericoloso malato terminale. Il resto della storia viene da sé: l’interpretazione di Walter White valse a Cranston la vittoria dell’Emmy Award per ben tre anni di fila come miglior attore protagonista in una serie drammatica.

La favola dell’antieroe e i complimenti di Sir Anthony Hopkins

Per il protagonista principale era infatti necessario trovare un interprete che potesse suscitare repulsione e pietà, meschino, ma con un fondo di umanità. Come già successo con I Soprano, il pubblico si identifica spesso con personaggi che sono degli antieroi dalla dubbia moralità.

Ma in Breaking Bad l’idea di fondo è leggermente diversa.

Walter White inizia come protagonista positivo, creando empatia con in pubblico. Nel corso della serie si trasforma però nell’opposto: un antagonista così negativo che il pubblico inizia persino ad odiare. Ma sarà proprio questo elemento a decretare il successo dello show.

Breaking Bad - un pacioso Walter White come professore di Chimica

Walter White nella veste di protagonista positivo, come professore di chimica (Credits: ADC)

Una sera, verso mezzanotte, Anthony Hopkins si mette al computer nella sua villa di Malibu. L’attore è reduce da due settimane di binge whatching proprio di Breaking Bad, alla fine della quale scriverà una mail piena di complimenti proprio al protagonista della serie:

I have never watched anything like it. Brilliant!

Your performance as Walter White was the best acting I have seen – ever.

[Non ho mai visto niente del genere, fenomenale! La sua interpretazione di Walter White è stata la miglior prova attoriale che abbia mai visto.]

Breaking Bad viene addirittura paragonata da Hopkins a una tragedia shakesperiana. Una tragedia che diventa un labirinto di sangue, distruzione e inferno. Non male per un attore con una nota repulsione per i prodotti televisivi – tanto da aver affermato di non aver visto alcun episodio di Westworld… nonostante vi abbia preso parte!

Metanfetamina fai-da-te come in Breaking Bad

Prima che la polizia mi arresti chiariamo subito: quello che segue non è un vademecum su come si produca la droga. Innanzitutto non è così facile e alcuni passaggi, anche nella serie, sono stati ben occultati. Quello che cercheremo di fare è dare una risposta alla plausibilità scientifica della serie.

Breaking Bad - Walter White prepara la meth

Un errore nella sintesi della meth può essere mortale (Credits: ADC)

In Breaking Bad, oltre a Walter White, la seconda protagonista è ovviamente la meth. Un chimico esperto potrebbe sì realizzare l’anfetamina, soprattutto perché il metodo è noto fin dal 1893. In quell’anno il giapponese Nagai Nagayoshi riuscì per la prima volta a sintetizzare la sostanza.

Due problemi però vanno tenuti in conto. Il primo è che un piccolo errore nella “ricetta” potrebbe far rischiare la vita a chi la produce. Il secondo è reperire in quantità sufficiente gli “ingredienti” necessari.

Walter e Jess producono la droga partendo da un farmaco decongestionante, il Sudafed. Il principio attivo di questo è la pseudoefedrina, una molecola di origine vegetale simile alla metanfetamina. Reperire il farmaco però non è affatto semplice, in quanto tenuto sotto controllo dalle autorità proprio perché precursore di una droga.

Creare metanfetamina con il metodo P2P

La soluzione a questo problema è affidarsi ad un altro metodo chiamato P2P, che prende il nome da una molecola chiamata Phenyl-2-propanone, anche detta fenilacetone.

Questo metodo è ancora più complicato. Il fenilacetone deve reagire con della metilammina, un derivato dell’ammoniaca. Ma la reazione crea due diverse molecole speculari tra loro (in un fenomeno chiamato in chimica chiralità). Ma le due molecole devono essere separate per avere una meth pura al 99% e nemmeno nella serie viene svelata la soluzione a questo problema.

Giustamente direi.

La trasformazione è completa quando Walter diventa un antieroe (Credits: ADC)

Il colore blu della meth di Breaking Bad

Il colore blu della meth di Breaking Bad è reale?

Di solito la metanfetamina si trova sotto forma di cristalli, di colore bianco o traslucido. Il colore spesso è dovuto a impurità che si creano durante i processi chimici, ma il metodo P2P non prevede nessuna sostanza che possa donare questo colore. Anche questa è da considerare come una finzione cinematografica.

Oppure una scelta di marketing di Walter e Jess. Una scelta tanto felice che dopo l’uscita della serie si moltiplicarono gli avvistamenti di meth proprio di un bel colore blu.

Mi sento di chiudere l’articolo sottolineando come la produzione di meth sia illegale. Sarà ovvio, ma andava detto.

E neanche usarla è una grandissima idea, visto quanto il suo consumo sia altamente dannoso per la salute. Tra gli effetti collaterali ci sono ritmo cardiaco alterato, ipertermia, danni irreversibili a livello cerebrale come psicosi, deficit cognitivi, cambiamenti comportamentali, oltre a perdita di peso e danni ai denti. Cose che in qualche caso vediamo anche nella serie.

La meth provoca dipendenza e se presa in dosi eccessive anche intossicazione e morte per arresto cardiocircolatorio. Pur essendo un problema reale, comunque, possiamo far sì che resti una bellissima finzione televisiva.

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