Ghostbusters afterlife – Tra spoiler e possibili sequel del film di Jason Reitman


Ghostbusters afterlife era uno dei film più attesi del 2020: fin dal primo brevissimo teaser in cui si vedeva solo il portellone di Ecto-1 spuntare per un attimo da sotto un telo, le aspettative erano già altissime! Poi ovviamente il Covid ne ha ritardato a lungo l’uscita, ma finalmente ce l’abbiamo fatta: da qualche settimana lo possiamo trovare in sala.

Pronto a portarci a rivivere uno dei franchise più amati per coloro che sono stati bambini negli anni Ottanta, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni.

Spoiler alert e riflessioni su Ghostbusters afterlife

Ghostbusters legacy, l'inspiegabile modifica al titolo per la versione italiana

Il poster della versione italiana, col titolo modificato da Ghostbusters afterlife a Ghostbusters legacy (Credits: Sony pictures)

Questo articolo contiene spoiler per chi non ha ancora visto Ghostbusters afterlife.

Questo perché, anziché crogiolarmi nello scrivere quanto mi è piaciuto, quanto mi identifico nel nerd nostalgico che dà di gomito al suo vicino di poltrona a ogni easter egg che nota (e che non si è perso la declinazione italiana del brand) proverò a riflettere su quali strade future questo film potrà aprire.

Inspiegabilmente il titolo, nella versione italiana, ha accantonato la parola “aldilà” per sottolineare l’eredità degli acchiappafantasmi col termine inglese legacy. Forse i distributori italiani avevano paura che lo spettatore connazionale, in coda per il biglietto, iniziasse a riflettere sulla vita oltre la morte e mancasse l’obiettivo di storpiare un’altra parola inglese.

Ma sono problemi loro, in quanto continuerò a riferirmi alla pellicola col suo titolo originale.

Grazie all’impegno di Jason Reitman, figlio del regista degli originali, Ghostbusters afterlife può rilanciare una saga cinematografica che credevamo morta e sepolta!

Ma prima, un po’ di contesto.

Tutto ha inizio col reboot al femminile

Possiamo concedere un piccolo merito all’idea strampalata del reboot di Paul Feig, spalleggiata da Sony e anche da Reitman padre, di un nuovo inizio per degli acchiappafantasmi donne del ventunesimo secolo. Il merito di un film che non teneva alcun conto dei predecessori è quello di aver mostrato che il pubblico aveva ancora voglia di Ghostbusters.

Anche a tanti anni di distanza.

Ecto-1 di nuovo in marcia in una scena di Ghostbusters afterlife

Rivedere la mitica Ecto-1 in azione ha dato i brividi a ogni vero fan! (Credits: Sony pictures)

Il film in sé ha poi convinto tutti che era meglio archiviarlo e andare oltre!

Dal 2016 si susseguono ipotesi su nuove squadre di acchiappafantasmi in stile Men in black, un reboot al maschile con Chris Pratt (amato dai direttori del casting) e Channing Tatum, coinvolgendo i tre interpreti originali superstiti come mentori ecc.

Poi però Reitman figlio, che casualmente di mestiere fa il regista, ha espresso il suo interesse a prendere in mano l’”impresa di famiglia”, e da allora tutti ci siamo sentiti di dargli fiducia.

Fantasmi e demogorgoni

Ghostbusters afterlife è una gigantesca operazione nostalgia, ma fatta col cuore da chi sente su di sé la responsabilità di portare avanti il lavoro della generazione precedente.

Ivan Reitman, che ha diretto i primi due capitoli del 1984 e del 1989, è famoso per film comici spesso di grana grossa come Un poliziotto alle elementari o I gemelli con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito. Di contro, suo figlio Jason si è fatto strada a Hollywood con la regia di alcune commedie leggermente più raffinate, come Juno e Young adult.

La nuova squadra affronta una minaccia soprannaturale!

La nuova squadra affronta una minaccia soprannaturale nel teaser poster di Ghostbusters afterlife (Credits: Sony pictures)

La trama sarebbe altrettanto intimista: madre single e due figli adolescenti ereditano la casa del nonno che non hanno mai conosciuto, riparano la vecchia Cadillac bianca nascosta nel fienile e… sventano il ritorno ciclico di una divinità sumera che vuole conquistare il mondo!

Nel passaggio di testimone al regista millennial, gli acchiappafantasmi incontrano Stranger things, volutamente, attraverso il casting di Finn Wolfhard in uno dei ruoli principali.

La giovane star della serie Netflix è il catalizzatore ideale per portare le nuove generazioni a riscoprire due buffe commedie soprannaturali degli anni Ottanta entrate nel mito del cinema. E non mi riferisco a quelle con Schwarzenegger.

Ghostbusters afterlife – Omaggi e ritorni

Siamo onesti: uno dei motivi per cui attendevamo con impazienza Ghostbusters afterlife era per veder ricomparire il cast originale con indosso tute e zaini protonici. Per il principio che “un bel gioco dura poco”, possiamo ritenerci soddisfatti del ritorno di Peter, Ray e Winston, armati della consueta ironia e di nuovi acciacchi.

L'atteso ritorno della vecchia banda

Dan Aykroyd, Bill Murray e Ernie Hudson in Ghostbusters afterlife (Credits: Sony pictures)

Era interessante anche sapere come la trama avrebbe gestito la scomparsa di Harold Ramis, l’interprete del geniale Egon, morto in seguito a una malattia nel 2014, ma che grazie alla tecnologia e a filmati di repertorio il regista ha saputo rendere l’”anima” di questo film.

Egon (e Harold con lui) è presente ed è oggetto di un lungo, commovente omaggio, che non mancherà di sorprendere e commuovere ogni fan.

La nuova squadra di acchiappafantasmi improvvisati di Ghostbusters afterlife

Mckenna Grace, Logan Kim e Finn Wolfhard in una scena del film (Credits: Sony picturesì)

Ma è altrettanto una sorpresa l’intensa interpretazione di Mckenna Grace. La giovane attrice veste i panni di quella che si scopre poi essere la nipote del defunto Egon, un genietto ribelle molto somigliante al nonno sia in termini di amore per la scienza che di umorismo strampalato.

Un altro omaggio molto tenero e, qui sì, ereditario.

Possibili scenari futuri (nella Grande mela)

Dopo gli eventi del film, interamente ambientato in una cittadina di campagna dell’Oklahoma chiamata Summerville, l’epilogo ci mostra l’azione tornare nella New York di oggi. Fa un certo effetto vedere la vecchia Ecto-1 percorrere uno dei ponti che la riporta sull’isola di Manhattan – con uno sguardo a Winston che riapre i battenti della riacquistata base del quartetto originale.

Per chi è cresciuto con la serie animata, gli acchiappafantasmi hanno vissuto tantissime avventure (Slimer incluso!)

La serie animata The real Ghostbusters , chi se la ricorda? (Credits: Columbia pictures)

Nelle due scene di mid e post-credit, Jeanine e Winston parlano di come quest’ultimo abbia vegliato per trent’anni sull’eredità dei Ghostbusters, fondando un impero economico di cui però non ci è dato sapere di più. E nelle immagini finali ci viene dolcemente confermato che Peter Venkman (Bill Murray) e Dana Barrett (Sigourney Weaver) sono rimasti una coppia per la vita.

Questo finale ci rivela quindi molte informazioni: concede un lieto fine ad alcuni personaggi, che quindi potremmo anche non rivedere più in un futuro franchise rivitalizzato, ma lascia aperte tantissime strade per sviluppare nuove trame (senza dubbio dense di riferimenti alla mitologia della saga) con protagonisti giovani e nuovi.

Ma senza escludere la partecipazione di alcuni mentori.

E ora chi chiamerai? E soprattutto… quando?

Il logo di Ghostbusters II, araldo di ogni sequel

Perché su Ecto-1 non compare più il logo aggiornato al secondo film? Forse un sequel ce lo spiegherà!

In fondo è quello che è successo proprio in Ghostbusters afterlife: abbiamo riscoperto gli eventi dell’originale insieme agli eredi Spengler e alla loro famiglia disfunzionale per quasi due ore. Per poi ritrovare la vecchia banda giusto in tempo per salvare la situazione – divertirci e farci inumidire gli occhi. E infine congedarci altrettanto velocemente.

Jason Reitman ha dichiarato di essere elettrizzato all’idea di esplorare ulteriormente le storie che i Ghostbusters del nuovo millennio potrebbero vivere, sempre con un occhio rivolto al passato reso mitico.

E allora chissà che non si trovi l’affluente di un fiume sotterraneo di slime o da qualche soffitta esca un nuovo ritratto di Vigo il carpatico.

(O era Vigo la sporcacciona?!)

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