Mostruosa adolescenza – Serie tv e soprannaturale, ovvero quando il teen drama si tinge di horror


Serie tv e soprannaturale sono una combo non nuova al piccolo schermo. Nella fase di sperimentazione del suo nuovo linguaggio, la televisione ha goduto di eccellenti esprimenti che indagavano l’inspiegabile e il misterioso come The Quatermass experiment (1953), The twilight zone (1959),  e Doctor Who (1963).

Ritrovarsi a Twin Peaks

Chi ha ucciso Laura Palmer? (Credits: Tv Guide Magazine 1 aprile 1990)

Chi ha ucciso Laura Palmer? (Credits: Tv Guide Magazine, 1 aprile 1990)

Dopo decenni passati a cercare di darsi un tono e allontanare le proprie narrazioni dall’ingiusta percezione del racconto del sovrannaturale come subgenere di basso livello, serie tv e soprannaturale si sono rincontrate a Twin Peaks nel 1990.

 

L’incontro fortunato ha dato nuova linfa vitale alla produzione di questo tipo di narrazioni.

In I segreti di Twin Peaks si celava però qualcosa di nuovo: l’inspiegabile e il misterioso lo si raccontava come una chiacchera di paese, con la malizia e la crudeltà e il pathos del miglior gossip.

C’era il dramma: il dramma e l’intreccio della soap opera, il dramma di un’adolescente uccisa, ed anche un po’ teenage drama.

Inspiegabile e misterioso: soprannaturale come un teen drama

Adolescenza e sovrannaturale sono ingredienti che negli ultimi anni hanno trovato la loro formula magica nelle serie tv di soprannaturale entità. L’intruglio che ne deriva sono i teen drama che espandono il loro universo nel racconto del misterioso e l’inspiegabile.

Il proliferare di teen drama a tema sovrannaturale è di notevole portata. Nella nostra recentissima memoria abbiamo: Strangers things (2016), Riverdale (2017), Le terrificanti avventure di Sabrina (2018), Tenebre e ossa (2021). Da annoverare anche l’esperimento traballante italiano in tale campo, ovvero Curon (2020).

Il quesito sorge spontaneo: perché? E la risposta è che drammi, scandali, intrecci amorosi, percorsi di scoperta del sé si legano così bene con il racconto/contenitore della mistica dell’anomalo, dell’oltre ciò che si conosce, della paura e fascinazione dell’inspiegabile.

Mostruosa adolescenza

L’adolescenza è un limbo: il periodo in cui non si è più bambini né ancora adulti, in cui si è sia bambini che adulti allo stesso tempo.

L’adolescenza vive di uno spazio e di un tempo che rende tutto indefinito, è una zona liminale: si è sempre ai margini di quello che verrà e che è già stato. Al contempo si vive più che mai il proprio presente.

Serie tv e soprannaturale: l’adolescenza come luogo ideale per il loro racconto

Serie tv e soprannaturale: l’adolescenza come luogo ideale per il loro racconto (Credits: Elisa Tomasi)

Questo spaventa ed elettrizza.

Mostruosa adolescenza 2: l’horror

Più che altro spaventa se dobbiamo guardare alla rappresentazione orrorifica. I film horror più che mai hanno sfruttato la mostruosa amalgama che è l’età adolescenziale per rappresentarne tutte le incertezze e paure che derivano dall’essere esseri magici che mutano forma, in perenne trasformazione e divenire.

Jennifer’s body

Jennifer’s body è la storia d’amore e odio di due ragazze adolescenti (Credits: 20th Century Fox)

In particolar modo il genere della paura e dello spavento si è guardato bene da mettere in guardia e punire sullo schermo chi si spingeva oltre; poiché, parafrasando Sady Doyle in Dead blondes and bad mothers, la mostruosità è fluida, non conosce confini morali, culturali e sociali, viola le norme e i ruoli. Per questo spaventa.

Carrie 1976 (Credits: Mgm)

Carrie, 1976 (Credits: Mgm)

L’adolescenza è dunque il corpus di tematiche che l’horror, in special modo nella sua vena sovrannaturale, sfrutta, viviseziona, espone e punisce. Inoltre i corpi che più vengono esposti e puniti nelle pellicole orrorifiche sono quelli delle adolescenti.

Un esempio nei due film forse più di successo del genere: Regan l’adolescente problematica/posseduta de L’esorcista (1973) e Carrie, la ragazzina bullizzata a scuola – e qui il sottotitolo italiano “la tocca piano”: Carrie – Lo sguardo di Satana (1976).

La rivincita delle bionde (e non solo)

La dead blonde è ormai un archetipo narrativo della produzione dei film da brivido.

Si passa dalle bionde ammazzate da Alfred Hitchcock a quelle mutilate negli slasher di inizio millennio. Il binomio che si è venuto a creare tra serie tv e soprannaturale ha permesso una riscrittura di questo ruolo, che da passivo è sempre più divenuto attivo fino a mutarne di senso.

serie tv e soprannaturale: le terrificanti avventure di sabrina

Sabrina, strega bionda che decide di prendere in mano il suo destino e riscriverlo (Credits: Netflix)

La protagonista di Le terrificanti avventure di Sabrina si permette di riscrivere la sua storia non più come la vittima di una destino che le è stato assegnato dalla nascita: quello di essere una strega che al suo sedicesimo anno di età dovrà sottomettersi al volere di Satana.

Sabrina al contrario decide di fare e essere ciò che vuole. Non ripudia il suo essere strega, ma rivendica di poterlo essere nella sua piena indipendenza e autonomia.

Serie tv e soprannaturale: il caso di Fear Street

Che Fear Street sia una antologia filmica in tre parti o (in una prospettiva british) una miniserie per la tv secondo i canoni inglesi, ben poco interessa (se non alle strategie di marketing Netflix): è in ogni caso un prodotto seriale.

La serie dimostra egregiamente come un teen drama possa donare interessanti punti di riflessione sulle nostre dinamiche di rappresentazione. Alessio Ottonello ha già analizzato egregiamente come la suddivisione in annate (1994, 1978,1666) doni alle tre parti la possibilità di giocare a sovvertire archetipi, filoni narrativi e sottogeneri del film da brivido.

serie tv e soprannaturale Citazione a Scream di Fear Street 1994

Citazione a Scream di Fear Street 1994 (Credits: Netflix)

Fear Street non limita la sua capacità di sovversione al suo solo linguaggio espressivo. Oltre a divertirsi con i generi del sovrannaturale, amplia il suo discorso alla prospettiva di genere. La serie utilizza i cliché narrativi del filone orrorrifico per portare stupore in chi guarda, destrutturando quelle storie.

Soprattutto, Fear Street prova a portare sullo schermo la prospettiva di chi era invisibile e ora ha una sua voce, e con questa può raccontare la sua storia.

fear street 3

Fear Street 3: le “streghe” (Credits: Netflix)

Questo teen drama mette in luce le dinamiche che sottostanno alla rappresentazione dell’adolescenza, dei suoi impulsi, delle sue mille possibilità e sfumature, del suo essere vita che si brucia nel proprio presente, come una mostruosità che va temuta.

E, nel far ciò, Fear Street ci dice che il vero mostro è quello che vuole solo la “normalità”.

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