Serie tv e famiglie – Come la televisione ci parla dei rapporti sotto lo stesso tetto


Serie tv e famiglie hanno una stretta correlazione con il modo di raccontare e rappresentare il mondo che ci circonda.

La famiglia, come nucleo di personaggi e perfetta ambientazione per far esplodere il dramma, è dai tempi delle grandi tragedie greche un tropo narrativo ideale per far confliggere le individualità che la compongono.

Le stesse fiabe che ci raccontano da bambini vedono, spesse volte, la famiglia come luogo di violenza: madri/matrigne che avvelenano la prole, padri che guardano con occhio predatore le figlie, bambini mangiati o abbandonati nei boschi.

Le famiglie sono al contempo fonte di rassicurazione e grande inquietudine: le modalità con cui decidiamo di rappresentarle influenzano la percezione che abbiamo di esse.

La tv come gioco di specchi e rimandi

Serie tv e famiglie hanno una lunga storia di convivenza tra loro. La televisione è l’elettrodomestico rivoluzionario che ha iniziato ad apparire nei nostri salotti tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Si posizionava all’interno delle nostre case in un luogo ben specifico: quello del focolare domestico, il centro nevralgico delle interazioni con gli altri membri della famiglia.

Serie tv e famiglie: il primo team Tardis. Da sinistra a destra: Ian, il Dottore, Barbara e Susan

Serie tv e famiglie: il primo team Tardis. Da sinistra a destra: Ian, il Dottore, Barbara e Susan (Credits: Bbc)

Naturale, allora – per chi creava contenuti di racconto per la tv – andare a ricreare le dinamiche familiari di chi stava a guardare il piccolo schermo nel proprio salotto di casa.

Persino una serie fantascientifica come Doctor Who, andata in onda per la prima volta nel novembre del 1963, cercava di creare questo gioco di rimandi e specchi con il proprio pubblico. Ogni membro della famiglia che guardava la serie aveva almeno un personaggio con cui identificarsi e le cui dinamiche erano lette come familiari.

Il Primo Dottore era una sorta di figura paterna per qualsiasi età, era accompagnato dalla sua nipotina ribelle Susan. Poi vi erano i due giovani insegnanti umani pronti all’avventura : Barbara e Ian. Il primo team Tardis era uno studio approfondito di personaggi che avrebbero dovuto comprendere tutte le fasce del pubblico che guardava da casa: prevalentemente le famiglie.

Le sitcom degli anni Ottanta

In questa ricerca di immedesimazione e identificazione con il proprio pubblico, la tv creava anche la sua rappresentazione della famiglia.

Le sitcom degli anni Ottanta ne sono un grande esempio: I Robinson, I Jefferson, Casa Keaton, Genitori in blu jeans. Tutte famiglie eteronormate, con un patriarca al loro centro e conflitti generazionali che si risolvono nel tempo di una trentina di minuti.

Serie tv e famiglie: I Jefferson

Serie tv e famiglie: I Jefferson (Credits: Cbs)

Il conflitto qui è minimo, la risata assicurata come il vissero felici e contenti almeno fino alla prossima puntata. Non vi è dramma se non per situazioni che si sbrogliano da sole e non ci sono ripercussioni sul lungo periodo.

La famiglia in tv è idealizzata in una sorta di idillio domestico, privato del contesto socio culturale in cui si sviluppa: non vi sono conflitti generazionali irrisolvibili, questioni di razza, genere, orientamento o classe. Le famiglie vivono nella loro bolla di felicità e piccole scaramucce.

Le famiglie problematiche, o meglio disfunzionali

Serie tv e famiglie iniziano a confliggere tra loro quando ci si accorge di aver perso il senso della realtà, distorta a tal punto che le famiglie rappresentate in tv non sembrano più “vere”: troppo felici, troppo perfette, troppo “Mulino bianco”.

I membri di quelle famiglie vivono in un universo che non riesce più a raccontare il mondo del suo pubblico.

Appare così sul piccolo schermo la dimensione dell’irrisolto, del dubbio, dell’imperfezione.

Serie tv e famiglie: i Soprano

Foto di famiglia: i Soprano (Credits: Hbo)

I Soprano (1999-2007) sono l’emblema della famiglia tradizionale, eteronormata, con un patriarca al centro, che viene rielaborata in questa nuova narrazione che problematicizza le sue dinamiche familiari e i suoi membri.

L’aver centrato la figura di Tony Soprano come un padre di famiglia che risente del ruolo impostogli nella gestione familiare aiuta I Soprano a sondare la profondità di questo dramma psicologico. La serie fa della decostruzione della psiche di Tony il suo punto focale.

E, così facendo, ci regala un ottimo affresco della complessità della figura paterna nella nostra società.

Serie tv e famiglie: la visione di Wanda: WandaVision

La visione idilliaca della famiglia di Wanda in WandaVision (Credits: Disney)

Invertendo la prospettiva di genere, WandaVision è un’altra serie che rappresenta la famiglia “tradizionale” con gli stessi meccanismi di dominio e controllo, problematizzandoli.

Il punto di vista che ci dona è quello della matriarca, Wanda, che letteralmente si costruisce la propria realtà familiare, che vorrebbe idilliaca come quelle che vedeva da piccola in tv. La serie però non manca nel far notare quanto quelle famiglie rappresentate sul piccolo schermo fossero ben lontane dalla complicata quotidianità della vita familiare.

La visione di Wanda finisce ben presto per scontrarsi con la dura verità.

Serie tv e famiglie elettive

Oltre la famiglia tradizionale, la tv ha dato rappresentazione a un altro modo di concepire il nucleo famigliare.

Gli anni Novanta sono stati un periodo piuttosto proficuo per andare a immaginare altri ambiti della nostra quotidianità che possono ricreare dinamiche famigliari e amicali, in primis i luoghi di lavoro.

Le sitcom ambientate negli uffici come Seinfield e poi The Office ne sono un esempio lampante, come l’appartamento incredibilmente spazioso dei coinquilini di Friends.

Serie tv e famiglie: Friends

Serie tv e famiglie: Friends (Credits: Nbc)

Questi ambienti circoscritti e chiusi servivano a ricreare nel pubblico un senso del familiare, che con lo scorrere degli episodi e delle stagioni si propagava in altre dimensioni: nella percezione che le interazioni tra i vari personaggi fossero legami di una famiglia allargata.

Buffy l’Ammazzavampiri è una rielaborazione di quel senso di famiglia: un gruppo eterogeneo di persone che si ritrova ad abbracciarsi e sorreggersi nei momenti di difficoltà e di gioia. Un’unità di diverse individualità che decide di condividere i propri vissuti.

Serie tv e famiglie: come la tv riflette il nostro senso del familiare

Serie tv e famiglie: come la tv riflette il nostro senso del familiare (Credits: Elisa Tomasi)

Forse una delle più belle immagini che ci ha donato la televisione della famiglia è proprio quella della famiglia elettiva.

Di quei rapporti, cioè, che si è scelto di maturare, di far crescere, di approfondire, che legano le persone le une alle altre senza la necessità di un legame di sangue.

Quel senso del familiare che si propaga nella scelta di fare esperienza di vita assieme.

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