Black Widow – L’ultimo film Marvel ha soddisfatto davvero le nostre aspettative?


Ho un problema con i film Marvel: ci metto sempre un po’ a incastrare il film con le mie aspettative.

Ci avevo messo un po’ con Guardiani della Galassia – che mi vergogno un po’, ma all’inizio non lo avevo compreso e lo avevo stroncato proprio qui su Discorsivo. Ci ho messo un po’ anche con Thor: Ragnarok – che ho iniziato ad apprezzare solo dopo molto tempo. Ho avuto bisogno di tempo per Captain Marvel – di cui ancora non riesco a digerire l’inutile ruolo in Endgame – e anche con il personaggio di professor Hulk… no vabbè, non esageriamo: quello non si incastrerà mai in nessun modo nella mia testa.

E ci sto mettendo un po’ anche con Black Widow.

Il film con protagonista Scarlett Johannson era uno dei più attesi della fase 4 dell’Mcu. Non tanto per la storia in sé – che sapevamo già essere un prequel sulla vita di Natasha Romanoff post Civil War – ma perché doveva uscire nell’estate del 2020 e poi, causa Covid, è stato rimandato continuamente.

Ma è stata una mossa furba posticiparlo così tanto?

La trama di Black Widow (senza spoiler)

La Civil war è ormai finita. Gran parte del team Cap è stato catturato e Natasha è ricercata.

Black Widow si incastra esattamente in questo momento: tra la fuga di Natasha Romanoff, braccata dal capitano Ross, e la successiva evasione degli Avenger di Cap dal Raft.

Contattata dalla “sorella” Yelena, Nat scoprirà infatti che la Stanza Rossa, il luogo in cui le vedove vengono addestrate, è ancora attiva. E che Dreycov – il creatore e padrone delle vedove – non solo è ancora vivo, nonostante lei stessa pensasse di averlo ucciso, ma è riuscito a sintetizzare un siero che permette di comandare le Vedove a bacchetta.

 Melina, il Red Guardian, Yelena e Natasha in una scena di Black Widow

Melina, il Red Guardian, Yelena Belova e Natasha in una scena di Black Widow (Credits: Disney)

Ripercorrendo parte della storia di Natasha, Black Widow ci porta quindi scoprire parte del suo passato e a conoscere la sua strampalata finta famiglia.

Una finta famiglia disfunzionale, ma meravigliosa

Partiamo dalle cose che mi sono piaciute: ho amato i personaggi di Yelena Belova, Melina e il Red Guardian.

Sono folli il giusto, divertenti il giusto e persino credibili il giusto. Yelena è una ragazzina che era troppo piccola per capire che la sua non era una vera famiglia, e ora che è finalmente libera dal controllo mentale sogna una vita normale.

In pochissime frasi riesce a farci vedere l’altra faccia della medaglia di Natasha. Natasha è fortissima, ma non è “una di quelli grossi”. Non è una supereroina perché ha dei superpoteri: lo è perché è una spia con delle capacità incredibili.

Ma resta un essere umano; quando viene ferita ha bisogno di ibuprofene, quando è braccata ha bisogno di contatti.

Natasha con la "sorella" Yelena in una scena del film

Natasha con la “sorella” Yelena Belova in una scena del film (Credits: Disney)

Passando dal “Non volevi che la tua sorellina ti si attaccasse alla gonna mentre salvavi il mondo con i ragazzi fichi” al “Perché fai le pose?”, Yelena ci dà proprio l’impressione di conoscere Nat più che la Vedova nera. Per lei, Natasha non è solo l’unico supereroe che conosce: è soprattutto la sorella maggiore divenuta una rock star.

Melina e Alexei

Diverse le premesse di Melina e Alexei/Red Guardian. I due, interpretati in modo pazzesco da Rachel Weisz e David Harbour, erano ben consci che i tre anni passati con Yelena e Natasha erano parte di una missione.

La prima, scienziata della squadra, sembra non avere interesse per le conseguenze dei suoi studi. Si sente un animale nato in cattività, senza alcun interesse per la libertà. L’altro, ambizioso supersoldato creato dagli stessi studi che hanno portato al Soldato d’inverno, vive ripensando ai suoi giorni di gloria sfumati.

Melina, interpretetata da Rachel Weisz in una scena di Black Widow

Melina, interpretetata da Rachel Weisz in una scena del film (Credits: Disney)

Eppure entrambi, benché abbiano difficoltà ad ammetterlo, si sono affezionati alla loro finta famiglia.

Non è una famiglia di supereroi, come quella degli Avengers, dove sembra che ogni piano sia sempre ben organizzato (vabbè: non parliamo di quello per recuperare il Tesseract in Engame, va’). Per metà del tempo sembra la fiera dell’improvvisazione, dove ognuno va per la sua strada a fare casino e invece di sembrare strafico sembra un principiante.

Red Guardian che riesce a malapena a entrare nel suo costume (che Melina, ricordiamo, non ha MAI lavato), Melina si trucca in un modo che riesce a far sembrare vecchia e brutta persino Rachel Weisz. Yelena tra tutti gli abiti che poteva comprarsi sceglie un giubbotto senza maniche e pieno di tasche.

Più che una squadra di supereroi, sembra una squadra di cosplay venuti male. Ma forse è proprio per questo che li troviamo tanto credibili quanto adorabili.

Un approfondimento a metà sulla vita di Natasha – SPOILER ALERT

Nel Marvel cinematic universe, Natasha Romanoff, insieme a Clint Barton, è senza dubbio il personaggio di cui sappiamo meno.

Sì, certo, sapevamo pochissimo anche di Rhodey Rhodes e di Sam Wilson, ma siamo sinceri: di Rhodey non ci interessa granché, e – almeno prima della serie Falcon & the Winter soldier – ci è mai interessato qualcosa di Falcon?

Al contrario, la vita di Nat è sempre stata avvolta dal mistero. Con solo qualche piccolo dettaglio sparso qua e là (“Cosa è successo davvero a Budapest?”) ad alimentare la nostra curiosità su un personaggio e un’amicizia così speciali.

Black Widow ci ha di nuovo illusi e bacchettati.

Sì lo so: questo è un colpo a tradimento. Natasha e Occhio di falco insieme per l'ultima volta

Sì lo so: questo è un colpo a tradimento (Credits: Disney)

Certo, come ho già evidenziato i personaggi di Yelena, di Melina e di Red Guardian mi sono piaciuti moltissimo. Ma tre anni sotto copertura quando aveva otto anni meritavano davvero un film più di dieci anni di amicizia con Clint Barton?

Sapere che a Budapest lui l’ha aiutata a distruggere la Stanza Rossa è davvero sufficiente a spiegarci come è nato il loro legame e perché lei si è sacrificata al suo posto su Voromir?

Invece di darci delle risposte, Black Widow ha continuato a sollevare nuove domande, insensibile al fatto che non avremo mai la possibilità di conoscere le risposte.

Cosa ci aspettavamo da Black Widow?

Sono sincera: mi aspettavo un film che riuscisse a riempire almeno in parte il vuoto lasciato da Natasha. E, in particolare, la sua dipartita.

Mi sarebbe bastata una scena finale con il suo funerale. Un tributo, come quello ricevuto da Tony Stark e negato a Nat alla fine di Endgame.

La scena post titoli di coda – che sarebbe potuta essere parzialmente struggente – è stata interrotta a metà e ci ha dato quasi l’impressione che tutto il film non fosse dedicato a Natasha quanto pensato solo per inserire Yelena.

E mi sono sentita un po’ presa per i fondelli.

La locandina di Black Widow, del Marvel Cinematic Universe

La locandina di Black Widow (Credits: Disney)

E dire che per un attimo mi aveva ricordato la scena di Sherlock con John che parla alla sua tomba, pur senza avere lo stesso impatto emotivo, perché non siamo così affezionati a Yelena. Per un breve brevissimo istante, mi ero quasi fatta convincere dalle teorie complottiste che credono fermamente che Natasha potrebbe tornare perché non è davvero morta.

Ma la scena serviva solo a introdurre Valentina Allegra de la Fontaine  come anti-Nick Fury. Già, introdurre: perché ricordiamo che Black Widow doveva uscire ben prima di Falcon & The winter soldier, quindi noi saremmo dovuti restare col fiato sospeso a domandarci “E questa chi diavolo è adesso?”.

Invece l’unica cosa a cui pensiamo è “Valentina non ti azzardare a toccare Clint o ti uccido con le mie mani”.

I dettagli nascosti in Black Widow

Mi ero lasciata convincere da una coppia di amici che vedeva, nel continuo rimandare Black Widow e Loki, non tanto una mossa di marketing quanto un qualche dettaglio particolare che ci avrebbe lanciato nella fase 4.

Cosa che ovviamente non c’è stata. O forse sì?

Molti vedono in due frasi pronunciate da Red Guardian un dettaglio importante che andrebbe a “sistemare” uno dei buchi di Avengers – Endgame.

Red Guardian, interpretato da David Harbour

Red Guardian, interpretato da David Harbour (Credits: Disney)

Nella scena della prigione, il nostro Red Guardian, facendo a braccio di ferro con i detenuti, racconta le sue gesta gloriose e i suoi combattimenti contro Cap. Giustamente uno dei detenuti gli fa notare che non è possibile che ci abbia davvero combattuto nel 1983, perché negli anni Ottanta Cap era ancora congelato.

Una menzogna detta per farsi bello? Forse.

Red Guardian vs Capitan America: è successo davvero?

Dopo poco, tuttavia, Alexei chiede a Natasha se Cap le abbia mai parlato di lui. Questo ha fatto riflettere molti utenti, che credono alla veridicità di quanto ha raccontato Alexei. Se l’uomo dicesse il vero, infatti, sarebbe la conferma del fatto che il supersoldato abbia continuato a combattere in incognito mentre “l’altro” Cap era congelato.

E, unendo a quello che abbiamo scoperto finora con Loki, che il viaggio nel tempo di Steve sia stato approvato dalla Tva per qualche motivo.

Questo andrebbe a creare ulteriori possibilità e, chissà, potrebbe addirittura confermare che Peggy Carter abbia davvero sposato Steve – c’è chi sostiene di averlo visto, da vecchio, al funerale di lei, in un frame di mezzo secondo di Captain America – Civil war.

Se questo fosse corretto, Cap sarebbe quindi il prozio acquisito di Sharon Carter. La stessa Sharon che ha baciato in Civil war. Non so voi ma a me sta iniziando a girare la testa!

Black Widow è un bel film, ma…

Siamo sinceri. Black Widow è un bel film. Mi è piaciuto, davvero.

È un bel film perché al di là delle scene di lotta è un film introspettivo. Parla di famiglia, di scendere a patti con se stessi, con i propri desideri e le proprie debolezze.

Black Widow è, finalmente, un film su una supereroina donna che non ha nulla della Mary Sue e che è così meravigliosamente umana da farci credere che non abbiamo bisogno di superpoteri per essere grandiosi.

Un film d’azione pieno di donne tostissime, dove sono coinvolti solo quattro uomini: uno è un militare ottuso per cui non abbiamo alcun rispetto, un altro è il cattivo megalomane e padre-padrone, il terzo è la spalla che rifornisce la protagonista e l’ultimo è un supersoldato che si ritrova a fare per la maggior parte del tempo da spalla comica al film.

E nel suo essere pieno di donne, girato da una donna, e al settanta per cento un film introspettivo, è un ottimo film d’azione che piacerà a tutti.

Però…

…sarebbe dovuto uscire prima

Black Widow è un film fuori tempo massimo.

Sarebbe stato spiazzante posto tra Endgame e le serie tv di Disney+. Avrebbe preso a braccetto Iron Man 3 e il suo approfondimento psicologico e lo avrebbe accompagnato verso Loki, WandaVision, Falcon & The winter soldier e la nuova Marvel.

Attendere un anno intero per vedere Black Widow ci ha riempito di aspettativa verso un film che avrebbe potuto essere “rivoluzionario” nel contesto Marvel.

Avrebbe. Se la rivoluzione non fosse già iniziata con un’altra donna, un altro prodotto meravigliosamente introspettivo e assolutamente spiazzante: WandaVision.

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