Estate ‘85 e Maschile singolare – La sfida Italia-Francia del cinema Lgbtq+


Su Discorsivo questo giugno abbiamo cercato di celebrare tutti i colori dell’arcobaleno con articoli di cinema, serie tv, società e fumetti. Ci avviamo alla conclusione del mese del Pride dando uno sguardo sull’evoluzione del cinema Lgbtq+ europeo e nostrano. Per farlo, abbiamo scelto di fare un confronto tra due nuovi film a tema, uno francese e uno italiano: Estate ’85 e Maschile singolare.

Perché proprio Estate ’85 e Maschile singolare?

Già, ma perché scegliere di confrontare proprio Estate ’85 e Maschile singolare?

Intanto perché non ne avevamo mai parlato qui su Discorsivo, e ci sembrava giusto farlo.

Ma soprattutto perché una bella sfida Italia-Francia, specialmente in questa estate calcistica di Uefa Euro 2020, non può mai mancare!

Estate ‘85 – Come Chiamami col tuo nome, ma ambientato in Francia?

La prima volta che ho letto di questa pellicola francese, uscita in patria durante l’effimera estate cinematografica 2020, ho subito pensato a un Chiamami col tuo nome in salsa transalpina.

Un dettaglio della locandina italiana di Estate '85, che con Maschile singolare è il tema centrale di questo confronto fra film Lgbtq+

Un dettaglio della locandina italiana di Estate ’85 (Credits: Mandarin Productions, Scope Pictures)

Impossibile non farlo. Il regista François Ozon, famoso per film drammatici come Il tempo che resta e Frantz, deve aver guardato il capolavoro di Luca Guadagnino ed esclamato: “Eureka!”

La trama di Estate ’85

Alexis è un sedicenne un po’ solitario, che vive in una deliziosa località di mare in Normandia.

Un giorno la sua barchetta si capovolge al largo, durante una tempesta, e a soccorrerlo arriva il diciottenne David. Come un angelo in mezzo al mare, il ragazzo lo aiuta, lo porta a casa sua e da quel momento i due diventano inseparabili.

È la passione che travolge improvvisa in un istante, come un miracolo, come un temporale. Per Alex è come vivere un sogno da cui non ci si vuol svegliare.

L’amore adolescente è totalizzante. François Ozon sa rappresentarlo al meglio, ma vuol presto virare sull’aspetto tragico.

Il racconto del dolore, che porta alla pazzia.

Stile e ispirazioni di Estate ’85

Estate ’85 è strutturato come un giallo. Già nella prima scena, la voce fuori campo del protagonista ci svela l’epilogo tragico. Rovina subito il colpo di scena che potremmo avuto avere nel secondo atto.

La trama invece sceglie di incentrarsi sulla serie di eventi che porteranno al drammatico incidente.

I volti puliti dei due protagonisti di Estate '85

David (Benjamin Voisin) sorride a Alex (Félix Lefebvre). Credits: Mandarin Productions, Scope Pictures

Quello che ci viene presentato come un teen movie a tema Lgbtq+, all’apparenza una storia d’amore amore estiva ambientata negli anni Ottanta – proprio come Chiamami col tuo nome – nasconde in realtà una riflessione differente. Sulla perdita reale, sull’idealizzare l’altro e sul potere curativo della scrittura.

È curioso scoprire che la vicenda è l’adattamento di un romanzo inglese del 1982 di Aidan Chambers dal titolo un po’ macabro: Dance on my grave. “Balla sulla mia tomba”.

Estate ’85 ci presenta due splendidi protagonisti come Félix Lefebvre (Alexis) e Benjamin Voisin (David), attori emergenti ma già in stato di grazia, guidati da un regista navigato come François Ozon che unisce il tocco del mestiere alla voglia di andare a riscoprire il sapore della passione adolescenziale.

Con un tocco autobiografico e nostalgico.

Maschile singolare – Il cinema italiano va un po’ avanti

Chiuso il discorso su Estate ’85, parliamo di Maschile singolare. Per il cinema italiano, Maschile singolare è da considerarsi una specie di prodigio. Dieci anni fa soltanto, un film del genere sarebbe stato impensabile da processare per l’opinione pubblica del nostro Paese, ancora troppo bigotta.

Amazon dimostra grande coraggio e apertura nel distribuire una pellicola del genere tramite il proprio servizio Prime video. Non perché i registi esordienti Alessandro Guida e Matteo Pilati sfidino chissà quale nodo culturale, ma semplicemente perché mostrano con maturità e consapevolezza l’omosessualità. Sottolineo nuovamente, in Italia.

Maschile singolare: in altro il protagonista Antonio, sotto il resto del cast

Il poster col cast di Maschile singolare (Credits: Rufus Film, MP Film)

In questo film non è presente alcun doppio senso, nessuna madre affranta o padre omofobo, nessun fingersi etero, né lustrini né paillettes. In pratica, alcun cliché della tradizione nazionale nei confronti dei gay. Insomma, non è In vacanza su Marte, uscito giusto sei mesi prima.

C’è invece una rappresentazione verosimile delle storie tra maschi omosessuali, sia il rapporto usa e getta delle chat che la relazione seria, addirittura “matrimoniale”.

Il tono è leggero, divertente ma con qualche tocco amaro, e (perché no?) qualche lacrima.

Non manca una morale più che dignitosa, anzi costruttiva.

La trama di Maschile singolare

Antonio è un giovane di origine siciliana, vive a Roma ed è sposato con Lorenzo, con cui sta fin dall’adolescenza.

A un tratto però il marito gli confessa un tradimento e dice di non amarlo più. Così Antonio si ritrova da solo e cerca una stanza in affitto.

Si imbatte nell’appartamento dell’istrionico Denis, che gira per casa in un kimono verde ascoltando l’opera. Tra i due nasce presto un’amicizia ma, se Antonio vuole potergli pagare l’affitto, gli serve un lavoro.

Uno sguardo d'intesa tra Denis e Antonio

Eduardo Valdarnini e Giancarlo Commare in una scena di Maschile singolare (Credits: Rufus Film, MP Film)

Così Denis gli presenta Luca, un panettiere che lo prende in prova e con cui nasce anche un’intesa sessuale.

Ma Antonio non sa ancora cosa vuol fare della sua vita, e si iscrive a un corso di pasticceria con una insegnante davvero severa. Tra ritorni di fiamma e prospettive di cambiamento, la vita del ragazzo prende pieghe inaspettate e appassionanti.

Cast artistico e tecnico di Maschile singolare

Sotto la leggerezza della trama, e al di là del volto sempre corrucciato del protagonista Giancarlo Commare, Maschile singolare si concede una riflessione per niente scontata sui ruoli che ci attribuiamo nelle relazioni. Non è quindi soltanto una storia strettamente gay.

A distrarre l’attenzione da un appuntamento da una botta e via alla voglia di impegno serio, c’è l’amicizia di Cristina, interpretata da Michela Giraud, con la battuta sempre pronta.

Spesso a rubare la scena è Eduardo Valdarnini, ironico e appariscente nel ruolo di Denis, mentre Lorenzo Adorni interpreta Thomas, un bravo ragazzo che si innamora di Antonio.

Quanto ai due registi, Matteo Pilati, al suo primo lungometraggio, è anche sceneggiatore; Alessandro Guida, invece, viene dal mondo dei videoclip ed è quindi molto bravo a tenere alto e coinvolgente il ritmo della vicenda.

Estate ’85 e Maschile singolare: i tempi supplementari

Chi vince questa ideale partita arcobaleno tra l’Italia di Maschile singolare e la Francia di Estate ’85? A ognuno la propria scelta, dopo la visione di questi due film.

Le locandine di Estate '85 e Maschile singolare nella nostra composizione

Le locandine di Estate ’85 e Maschile singolare nella nostra composizione (Credits: Discorsivo)

La Francia può contare su una tradizione più solida, grazie proprio a cineasti queer come il regista François Ozon, mentre l’Italia per una volta può contare su originalità e freschezza!

In entrambe le pellicole però c’è un dato ormai acquisito: e cioè che si possa affrontare questo tipo di trame senza più i passaggi forzati del coming out e dei drammi obbligatori sull’identità sessuale.

Evviva!

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