6 film a tema Lgbt per celebrare il Pride Month


6 film a tema Lgbt per celebrare il Pride Month è scritto a quattro mani con Alessio Ottonello

Siamo nel pieno del Pride Month, e quale occasione migliore per suggerire la visione di qualche film a tema Lgbt?

Abbiamo scelto dunque sei titoli, ognuno legato a un aspetto differente, e di diversa caratura. Nello scegliere quali film a tema Lgbt proporvi, infatti, abbiamo pensato di spaziare da grandi capolavori del cinema a… commediole veramente tanto leggere. Giusto per variare il più possibile.

Vediamo insieme di quali si tratta.

6 film a tema Lgbt: le nostre scelte

Nello scegliere cosa proporvi, abbiamo cercato di selezionare pellicole abbastanza recenti, in modo da offrire una panoramica quanto più possibile vicina a quello che è lo stato attuale di maturazione del cinema (e della società) su queste tematiche.

Anche se, lo ammettiamo, c’è stata la tentazione di inserire qualcosa di molto più vecchio, in modo da fare un confronto su quanti passi avanti siano stati fatti e darci ancora più coraggio per quelli che restano da fare – un po’ come quello che dicevamo qualche tempo fa per How I met your mother.

Ma questo, forse, lo faremo un’altra volta.

Moonlight – Uno sguardo alla discriminazione, ma senza pietismo

La locandina di Moonlight, film a tema lgbt su un ragazzo nero, povero e omosessuale

(Credits: Plan B entertainment)

Il primo film a tema Lgbt della nostra lista è Moonlight, di Barry Jankins. Vincitore di svariati premi (tra cui il più ambito di tutti, quello per il miglior film agli Oscar 2017), ve lo consigliamo perché pensiamo sia sparito troppo in fretta dai radar.

Il protagonista, Chiron, ci permette di vivere la storia di un giovane omosessuale, nero e povero in un modo a cui il cinema americano non ci ha abituato molto spesso: senza pietismo e senza pesantezza. L’occhio dello spettatore è quello di un puro osservatore, che può così concentrarsi su un personaggio emarginato per tanti motivi diversi e compresenti.

Sotto questo punto di vista, insomma, Moonlight aiuta anche a rendere più chiare le ragioni del femminismo intersezionale, che si basano appunto sul fatto che le discriminazioni siano spesso legate a più fattori che si intrecciano tra loro – in questo caso, il colore della pelle, l’orientamento sessuale e la condizione economica.

La vita di Adèle – Un film meritevole, nonostante la regia

La locandina della vita di Adèle, Palma d'oro a Cannes che parla della giovane Adele e della sua relazione lesbica con Emma

(Credits: Wild Bunch)

Diciamolo subito: La vita di Adèle non è assolutamente un film perfetto, specie dal punto di vista registico.

Abdellatif Kechiche abusa dei primi piani, rendendo le sequenze veramente asfissianti, e indugia in maniera veramente morbosa sui corpi e sulle scene di sesso – che certamente hanno un impatto nello svelare la potenza della relazione tra le protagoniste, ma che avrebbero beneficiato sicuramente di una durata molto più ridotta.

Per dire: solo il primo rapporto sessuale tra Adèle ed Emma dura circa otto-nove minuti. Tantissimi, intrisi di voyerismo e parecchio gratuiti.

Ciononostante, tra i film Lgtb questo La vita di Adèle non poteva mancare. Eravamo indecisi se consigliarvi questo o Carol – comunque raccomandato – ma La vita di Adèle aveva qualcosa in più. Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux sono magnifiche, e il lavoro che hanno fatto sui loro personaggi merita di essere visto da chiunque.

E la colonna sonora è semplicemente azzeccatissima.

Alex Strangelove – Di bisessualità e licei americani

Locandina di Alex Strangelove, film sulla bisessualità

(Credits: Netflix)

Di film celebri sulla bisessualità non ce ne sono tanti, bisogna dirlo. La tematica è spesso sminuita, non citata quando si parla di categorie discriminate e in genere poco riconosciuta. Si tende a ignorarla se una persona bisessuale ha una relazione con qualcuno del genere opposto, oppure a equipararla all’omosessualità quando avviene tra due persone dello stesso genere. Il cinema troppo spesso riflette questa tendenza.

E dunque, perché affidare ad Alex Strangelove, non memorabile commediola di Netflix, il compito di rappresentare la bisessualità nella nostra carrellata di film Lgbt? Forse per la sua delicatezza: va giù leggero, si ride e non ci sono drammi.

Alex è un diciottenne confuso. La sua idea fissa è perdere la verginità con la sua ragazza, ma allo stesso tempo è affascinato dall’amico Elliot, dichiaratamente gay.

Nella prevedibile serie di equivoci, di armadietti nei corridoi della scuola e party sempre uguali degli adolescenti americani, Alex Strangelove ha il pregio (come il suo cugino cinematografico Tuo, Simon) di far empatizzare fortemente il grande pubblico con personaggi Lgbt.

E nel cammino dell’accettazione, ogni passo conta.

Lawrence Anyways – Xavier Dolan racconta la transizione

La locandina di Lawrence anyways, che tra i film lgbt che abbiamo scelto tratta il tema della transessualità

(Credits: Lyla films)

Non è facile raccontare la transessualità. Non lo è nella vita reale e nemmeno nei film. Poche pellicole ritraggono questo mondo, e quelle mainstream si contano sulle dita di una mano. Nel 2012, il regista canadese Xavier Dolan ha vinto la queer palm al Festival di Cannes grazie al coraggio di rappresentare sullo schermo una storia come quella di Laurence Anyways.

Il protagonista del titolo confessa alla propria compagnia di sentirsi una donna nel corpo di un uomo, e di voler intraprendere il percorso di transizione per diventare finalmente se stesso. Le successive due ore e quaranta (una durata eccessiva, per la verità) mostrano questo percorso, dall’iniziale vestirsi da donna, all’affrontare genitori e conoscenti, il pregiudizio e le difficoltà.

Ma la cosa interessante è che lo mostra senza drammi, senza le luci e le ombre che potremmo pensare accompagnino questa narrazione. Un plauso al bravissimo protagonista Melvil Poupaud e al resto del cast franco-canadese.

Good as you – Un film a tema Lgbt nell’Italia di 10 anni fa (vi lasciamo immaginare)

La locandina di Good as you, commedia lgbt italiana molto leggera (forse troppo)

(Credits: Master Five Cinematografica)

Il cinema italiano, prima di Luca Guadagnino e del suo splendido Chiamami col tuo nome, non ha fatto grandi sforzi per rappresentare l’amore omosessuale e le tematiche Lgbt in generale. Questo film del 2012 è il (dimenticato) tentativo di trasporre in commedia le tante sfumature di questa realtà declinate in salsa romana.

Il risultato è un disastro, ma fa tenerezza. Lo consigliamo a chi volesse farsi un’idea di come il cinema italiano immaginasse un modo per sdoganare i film a tema Lgbt una decina di anni fa.

Ci sono due gay timidi che si mettono insieme, le rispettive sorelle lesbiche o bicurious, l’omosessuale stereotipato innamorato del marchettaro argentino, tutti in una girandola di tradimenti e frustrazioni che nemmeno Pedro Almodóvar quella volta che ha fatto indigestione in trattoria sulla Tiburtina.

Ah, e le gemelle Kessler cantano il tema principale.

Boy erased – Contro la demonizzazione della libertà

La locadina di Boy erased, vite cancellate

(Credits: Perfect world pictures)

Chiudiamo con Boy erased, tratto dalla storia vera di Garrard Conley, oggi attivista Lgbt e testimone di una pratica tremenda, colpevolizzante e fuori da ogni logica a cui si sottopose ai primi del 2000, quando aveva poco meno di vent’anni: la riconversione.

La scoperta dell’omosessualità, infatti, si accompagna in molti ambienti con un senso di colpa reso molto bene da questo film, che fa dire al suo protagonista che, sì, gli piacciono i maschi, ma non sa il perché, e che ne è dispiaciuto.

Boy erased è un dramma che parla di bigottismo, di violenza fisica e di torture psicologiche, e porta l’attenzione su un fenomeno che esiste in molti Paesi del mondo – anche il nostro. Quelle che si autodefiniscono “terapie” di conversione sono state condannate dalle principali associazioni legate alla salute mentale negli Stati Uniti, in Europa, in Canada e in Australia. L’Onu, come spiega anche Laura Pasotti su OsservatorioDiritti.it, le ritiene “immorali, non scientifiche, inefficaci e, in alcuni casi, equivalenti a tortura”.

Eppure pochissimi Paesi al mondo le hanno vietate – in Europa l’ha fatto solo la Germania, che punisce anche chi pubblicizza questo genere di trattamenti disumani. Ma solo per i minori. Da noi si era tentato di vietarle nel 2019, ma il disegno di legge è sfumato immediatamente.

I film a tema Lgbt, il Pride Month e noi

Abbiamo scelto di chiudere con Boy erased perché ci porta a osservare un mondo, fatto di repressione e pressioni psicologiche, che vorremmo fosse lontano da noi. Ma che non lo è.

Boy erased è un film che dimostra, se ancora serve, quanto l’ignoranza e l’intolleranza – in questo caso dell’omosessualità, ma le conseguenze sono le stesse su transfobia, bifobia, razzismo e ogni forma di discriminazione – possano provocare danni enormi alle persone. Che spesso sono portate dal mondo intorno a loro a essere le prime a colpevolizzarsi per quello che provano o quello che sono.

Il nostro logo rivisto per celebrare il Pride Month 2021

Il nostro logo rivisto per celebrare il Pride Month 2021 (Credits: Discorsivo.it)

Per questa ragione, tra i film Lgbt, Boy erased è forse quello che con più forza ci dà la risposta alla domanda “Ma c’è ancora bisogno di celebrare il Pride, ancora oggi, nel 2021?”.

E la risposta, naturalmente, è “Sì”.

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