Il principe cerca figlio – Il ritorno di Eddie Murphy 33 anni dopo Il principe cerca moglie


Il principe cerca figlio è la nuova commedia targata Amazon, con cui Eddie Murphy torna protagonista e dà vita al sequel di uno dei più grandi successi della propria carriera. Nel segno dell’intramontabile revival.

Il principe cerca moglie, per chi non se lo ricorda

Il principe cerca moglie (in originale Coming to America) è un divertentissimo film del 1988 firmato da John Landis – il re Mida della commedia americana anni Ottanta – con protagonisti Eddie Murphy e Arsenio Hall.

La genesi di questa pellicola prende le mosse dal successo dell’ormai classico natalizio Una poltrona per due, sempre di Landis, in cui il giovane Murphy rubava spesso e volentieri la scena al collega Dan Aykroyd.

Lo spunto – che precorreva i tempi – era quello di narrare una black story senza dramma sociale, molti anni prima di Willy il principe di Bel-Air, Barbershop e Soul.

Semmi e Akeem a 30 anni di distanza di Il principe cerca

Ritroviamo Semmi e Akeem trent’anni dopo il primo film (Credits: Paramount Pictures – Amazon Studios)

Come Aykroyd e John Belushi prima di lui, anche Eddie Murphy veniva dalla formazione televisiva del Saturday night live, il più famoso programma comico negli Stati Uniti. Con Il principe cerca moglie ha compiuto il salto verso il successo solista.

Ma anche verso l’infinità di commediole sciape e ripetitive dei decenni successivi (Il professore matto, Norbit).

Lo spunto Marvel al sequel de Il principe cerca moglie

L’immaginario e ricco regno africano di Zamunda è arrivato sul grande schermo 30 anni prima del marveliano Wakanda. La possibilità di rivisitarlo dev’essere venuta in mente a Eddie Murphy proprio dopo aver visto quanto successo ha avuto la celebrazione del retaggio afroamericano del film Black Panther

Ne Il principe cerca figlio questo filmone Marvel viene citato spesso e a cui ha anche preso in prestito la strepitosa costumista Ruth E. Carter.

Realizzare il sequel, a distanza di tanti anni, di un film entrato nell’immaginario collettivo è sempre un rischio. Ne è un esempio il flop doloroso del fortunatamente dimenticato Blues Brothers 2000, ma in alcuni casi può invece funzionare alla grande.

La stretta attualità, con il trionfo ai Golden Globes 2021 di Borat – Seguito di film cinema, ce lo insegna.

Eddie Murphy, la cui carriera altalenante è stata recentemente rivitalizzata dal film Dolemyte is my name del 2019, ne ha voluto con sé il regista Craig Brewer per ricreare e aggiornare l’atmosfera della sua Zamunda.

Il principe cerca figlio mantiene tutti i tratti distintivi – e lo stesso cast all black quasi al completo – del successo del 1988, giocando le sue carte migliori proprio sul famigerato “effetto nostalgia”, che ne è sia pregio che limite.

Il poster di Il principe cerca figlio, ovvero Coming 2 America, con Eddie Murphy

Il poster di Il principe cerca figlio (Credits: Amazon Studios)

La trama de Il principe cerca figlio

Si narra infatti che il principe Akeem, dopo aver trovato il vero amore nel Queens, abbia regnato pacificamente per 30 anni nell’ombra del padre, re Jaffe Joffer.

Alla scomparsa dell’anziano padre, che si è organizzato un sontuoso e bizzarro funerale da vivo alla presenza di alcune delle più famose presenze afroamericane dello show business, Akeem ha difficoltà ad assumersi le proprie responsabilità di nuovo re.

Da una parte ha un problema coi vicini: il belligerante dittatore dello stato di Nexdoria (sic) vuole assassinarlo se non organizza un matrimonio combinato per la sua successione. Dall’altra vive il dilemma di cambiare le tradizioni millenarie del regno, visto che non ha eredi maschi, ma ben tre acute, sagge e combattive figlie femmine.

Il principe cerca Novità nel cast

Le novità nel cast de Il principe cerca figlio (Credits: Amazon Studios)

Akeem prende la via d’uscita facile quando lo sciamano di corte gli rivela che ha un figliastro americano, nato dopo una notte di alcool e droghe con una sconosciuta proprio ai tempi del primo film. E si imbarca col fidato servitore Semmi alla volta di New York per trovarlo e farne un principe.

Celebrare le black stories

Gli spunti in chiave revival, offerti dal soggetto di questo film, sono davvero tanti: Murphy e Arsenio Hall si concedono anche la possibilità di rivisitare le scene della pellicola originale ricorrendo al ringiovanimento digitale tanto in voga oggi, in una sorta di flashback arricchito.

Ci sono richiami più sottili a trame e personaggi delle commedie anni Ottanta di Landis grazie anche alla partecipazione dei comici di generazioni successive di Saturday night live. La più riuscita è senz’altro l’aggiunta della sboccata Leslie Jones nei panni della madre del nuovo principe LaVelle (Jermaine Fowler, visto di recente anche in Judas and the black messiah).

Va assolutamente menzionato lo spassosissimo generale cattivo, interpretato da un anch’egli redivivo Wesley Snipes, un po’ sparito dopo la saga del vampiro Blade.

 

Gli spassosi personaggi della bottega del barbiere

Eddie Murphy e Arsenio Hall si moltiplicano di nuovo in tanti divertenti personaggi (Credits: Amazon Studios)

Ma il merito più grande di questo sequel è l’occasione che Eddie Murphy coglie di trasformare questa commedia in una celebrazione dello star system afroamericano, portando sullo schermo leggende come James Earl Jones, Morgan Freeman e Gladys Knight.

E musicisti black di ieri e oggi che danno vita a una colonna sonora eccezionale, a base di R&B e Hip hop!

Un sequel al passo coi tempi

Grazie al budget stellare messo in campo da Amazon, che ha prodotto e distribuisce Il principe cerca figlio direttamente in streaming sul servizio Prime in contemporanea mondiale, Akeem e Semmi fanno un regale ritorno sui propri passi.

Il fugace passaggio nel Queens dà loro occasione di scherzare sui cambiamenti che ha subito il quartiere in 30 anni, da ghetto fatiscente a simbolo della nuova gentrificazione della Grande mela. E di indossare nuovamente le protesi facciali e le parrucche dei vari personaggi minori, sempre interpretati dai due comici, che hanno strappato più risate nella pellicola originale.

Ed ecco quindi che tornano gli irriverenti barbieri e il vecchio ebreo della bottega del Queens, in cui il tempo non sembra essere passato, nonché l’inquietante reverendo Brown, tra sessismo e gospel, e il cantante soul stonato Randy Watson.

Le differenze tra il 1988 e oggi vengono rimarcate fortemente: non c’è più il sessismo serpeggiante di allora (che veniva già preso in giro ai tempi, con la gag delle odalische che lanciano petali di rosa) e si scherza parecchio sul politically correct, che però permea l’intera nuova pellicola.

foto di famiglia

Foto di famiglia dei reali di Zamunda (Credits: Amazon Studios)

I personaggi femminili sono quasi tutti forti e ben caratterizzati, in un richiamo al salutare femminismo dei giorni nostri nel mondo dello spettacolo (americano), che si intreccia con la linea di successione al trono di Zamunda.

Produttori e regista, consci del rischio di rovinare un film di successo del passato con un sequel mediocre, ironizzano sul tema mettendo in bocca ai personaggi più giovani battute irriverenti sui cliché del cinema americano in un paio di dialoghi molto meta.

L’opinione di Discorsivo su Il principe cerca figlio

Non è il caso di farsi troppi problemi su significati profondi: Il principe cerca figlio è e rimane una godibile commedia dagli artigli un po’ spuntati.

Il device narrativo del figlio segreto fa sì che l’intera vicenda si centri sul passaggio di testimone a una nuova generazione. Alla maniera della serie tv Empire – di cui il regista Craig Brewer era produttore – ma senza i drammi da soap opera: in definitiva il tutto si riduce a una storia divertente e tenera, sulla famiglia e sui cambiamenti.

Che fa più spesso sorridere che ridere a crepapelle.

È quasi come incontrare per strada un parente simpatico dopo tanti anni: le sue battute sono ormai prevedibili, ma attivano ricordi affettuosi.

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