Il cinema riparte da Tenet di Christopher Nolan – La nostra recensione (con spoiler)


Tenet, ovvero la gallina dalle uova d’oro con cui i gestori dei cinema italiani sperano di far ripartire il loro giro di affari, congelato da fine febbraio scorso a causa dell’epidemia di Coronavirus.

Il protagonista John David Washington ammira un foro di proiettile senza capire il perché - un pò come noi!

Il protagonista John David Washington ammira un foro di proiettile senza capire il perché – un pò come noi! (Credits: Warner Bros

Il primo effetto straniante è stato proprio quello di rimettere piede in una sala cinematografica dopo sei mesi dall’ultima volta.

È stata un’esperienza però molto diversa da quella tradizionale: ingresso solo con prenotazione, distanziamento forzato tra i posti a sedere e mascherina obbligatoria, almeno in linea teorica.

Parliamo di Tenet (con spoiler)

L'eleganza compositiva delle immagini di un film di Nolan è impareggiabile

L’eleganza compositiva delle immagini di un film di Nolan è impareggiabile (Credits: Warner Bros)

Tenet è l’unica parola di cui è armato un agente segreto americano per addentrarsi in un complotto internazionale e svelare una minaccia fantascientifica che può potenzialmente riscrivere la storia dell’umanità.

Per quanto il mio proposito non sia quello di addentrarmi inutilmente nella trama, evitando troppi spoiler, c’è una ragione per cui questo film è stato tenuto così segreto nei mesi passati: conoscere in anticipo il minor numero di elementi possibile permette di lasciarsi coinvolgere meglio nell’esperienza che questa pellicola vuole trasmettere, per cui è preferibile leggerne la recensione solo dopo averlo guardato.

Si parte con un ritmo da film d’azione a rotta di collo, che si interromperà ogni tanto per brevi intervalli più riflessivi, e con un attacco terroristico in grande stile al teatro dell’opera di Kiev che ricorda subito le messe in scena più grandiose della trilogia de Il Cavaliere Oscuro.

La trama del film di Christopher Nolan

Il protagonista senza nome e senza storia, interpretato da John David Washington, catturato e creduto morto dalla Cia e dal resto del mondo, viene in contatto con un’organizzazione segreta il cui scopo è proteggere il mondo da un traffico di armi condotto tra futuro e presente in cui proiettili, bombe e ordigni catastrofici si muovono all’inverso, rovesciando causa ed effetto, azione e reazione.

Per addentrarsi in questo folle mistero il protagonista entra in contatto con Kat, affascinante moglie di un ricchissimo trafficante russo (un odiosamente bravo Kenneth Branagh) che sembra tanto uno dei classici cattivi di un film di 007.

Da questo aspetto percepiamo l’amore del regista per le storie di spionaggio e la saga di Bond, oltre alla sua inestinguibile ossessione per le linee temporali che lo accompagna fin dalla sua opera prima Memento e che ha via via perfezionato nel corso della propria carriera con il diverso scorrere del tempo nei sogni di Inception, la relatività di Interstellar e il meccanismo cronometrico di Dunkirk. Ma di questo parleremo meglio molto presto…

In questo quadro, Tenet rappresenta forse il passo più virtuosistico ma anche più fastidiosamente criptico.

Il poster di Tenet (Credits: Warner Bros Entertainment Italia)

Il poster di Tenet (Credits: Warner Bros)

Lo stile di Nolan e il rompicapo di Tenet

Fin dai primi fotogrammi si riconosce l’eleganza visiva e gli altri tratti inconfondibili del cinema di Christopher Nolan, tra cui una certa freddezza nel tratteggio dei personaggi che impedisce l’empatia dello spettatore con essi e la volontà di nascondere al pubblico il quadro generale.

Cosa salta subito all’occhio di Tenet è che si tratta di un film originale e imprevedibile, oltre che visivamente incredibile, e personalmente non mi lamenterei mai di un regalo del genere, in cui ogni scena è emozionante e non sa di già visto!

Sembra quasi una puntata ad altissimo budget della serie Fringe, in cui un’impossibilità scientifica sconvolge la realtà di un gruppo di persone.

Il quadrato del Sator e non solo

Sono tantissimi gli enigmi intellettuali che il regista dissemina a ritroso nel suo film e che sarebbero da approfondire dopo averlo guardato: in primis il misterioso quadrato del Sator da cui è tratta la parola del titolo (oltre ad alcuni nomi di personaggi), l’algoritmo frazionato, il paradosso del nonno, l’entropia inversa, la manovra a tenaglia, l’uso dei colori rosso e blu a marcare l’azione di una scena che si muove contemporaneamente in senso tradizionale e invertito nel tempo.

Ad un certo punto un personaggio dice al protagonista “Non provare a capirlo, provalo e basta” e sembra quasi che queste parole siano indirizzate dall’autore a noi, come consiglio per affrontare quest’esperienza affascinante ma ostica!

Un enigma che perdura anche dopo la visione

Robert Pattinson e J.D. Washington in una scena di Tenet

Robert Pattinson e J.D. Washington in una scena di Tenet (Credits: Warner Bros)

Nonostante i nostri costanti tentativi di capirci qualcosa, infatti, il mondo cronologicamente ingarbugliato di Tenet rimane per lo più inaccessibile anche a spettacolo concluso. Tanti spettatori non lo ameranno, perché frustrati dall’assenza di spiegazioni razionali.

Alcune rivelazioni ricontestualizzano le scene precedenti, alcune sono addirittura rivissute da un punto di vista invertito, ma le chiavi di lettura offerte dall’autore sono comunque troppo avare per poter soddisfare tutti.

A causa dell’uso massiccio e irrazionale del device dell’inversione temporale, ritengo che Tenet non rientri tra i migliori film di Christopher Nolan, nonostante lo stile innegabile e inconfondibile che questo autore porta con sé a ogni nuova prova: anche per un fan avrà sicuramente bisogno di visioni multiple e ragionate.

I protagonisti di Tenet

Anche nel comparto attori è innegabile che il regista sappia sempre circondarsi del talento dei nomi giusti, a partire dalla scelta innovativa di un protagonista giovane e relativamente sconosciuto come John David Washington, quindi non esattamente un “senza nome” perché figlio di Denzel, ma già capace di accendere la scintilla del bellissimo BlacKkKlansman di Spike Lee.

Kenneth Branagh e Elizabeth Debicki tra sfumature rosse e blu

Kenneth Branagh e Elizabeth Debicki tra sfumature rosse e blu (Credits: Warner Bros)

Washington è quindi in grado di reggere il ruolo principale di un tale blockbuster in compagnia di comprimari interessanti come Robert Pattinson, che prosegue la sua rinascita artistica con un ruolo insolito e affascinante, l’algida Elisabeth Debicki, già apprezzata in Operazione U.N.C.L.E. e ne I Guardiani della galassia vol. 2

Il grande Kenneth Branagh si presta alla parte del cattivo megalomane, sfoggiando per l’occasione un forte accento slavo.

Bisogna poi citare il cameo di Sir Michael Caine che, ormai ottantasettenne, non rinuncia a collaborare nuovamente col suo regista preferito.

La colonna sonora è affidata questa volta a Ludwig Göransson, già autore delle musiche di The Mandalorian, e anche in Tenet Christopher Nolan non rinuncia ad alzare il volume degli effetti sonori al massimo, spesso più dei dialoghi, anche se non raggiunge i livelli da mal di testa di Dunkirk!

Conclusioni

In definitiva Tenet è un nuovo rompicapo cinematografico, raffinato ma frustrante, che ci viene regalato da uno dei registi più completi degli ultimi vent’anni. Non delude, ma nemmeno ci lascia pieni di entusiasmo come in altre occasioni.

Credo sia sbagliato aspettarsi che l’opera di un autore come Nolan, sebbene conosciutissimo, possa raggiungere un pubblico ampio ed eterogeneo alla maniera di film popolari come le saghe Marvel. Il grande schermo, piuttosto che lo streaming domestico, è la giusta collocazione per gustarsi questo film senza interruzioni né distrazioni.

Soltanto non so se siamo ancora pronti, a livello di sicurezza sanitaria, a rinchiuderci in una sala cinematografica comunque affollata per due ore e mezza; personalmente penso dovremmo restare prudenti e aspettare tempi migliori per tornare a vivere serenamente l’esperienza del cinema.

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