Recensione – Scappa Get Out


Scappa Get Out. Un film di Jordan Peele con Daniel Kaluuya e Allison Williams.

La locandina del film Scappa Get Out

Può un ex comico e imitatore buttarsi alla regia di un film horror e risultare credibile? Con Scappa Get Out, Jordan Peele sembra dimostrare di sì sostenendo che per lui non c’è molta differenza tra commedia e horror, perché «in entrambi i casi si tratta di saper usare i giusti tempi, saper scegliere quando svelare cosa».

Il fotografo Chris Washington (Daniel Kaluuya, Black Mirror) si appresta a conoscere i genitori della fidanzata Rose (Allison Williams, Girls), che abitano in un classico sobborgo abitato da ricchi bianchi e dove ai neri non resta altro posto che la servitù.

Siamo lontani dal razzismo anni cinquanta e sessanta, quello palese e che si sente “autorizzato” ad esistere. Nella società di oggi il razzismo esiste ancora, più forte che mai, ma è più sottile, più infido, portato avanti da persone che se avessero potuto avrebbero votato nuovamente Obama, ma poi chiedono la patente al ragazzo nero anche se a guidare è la ragazza bianca o passano la giornata a fare battutine stereotipate.

una scena di Scappa Get oUTSe inizialmente la famiglia sembra davvero aperta e perfetta ben presto si inizia a capire che non è come sembra, perché la servitù sembra avere qualcosa che non va, alternando sorrisi da paralisi a comportamenti ostili. Quando poi la madre di Rose inizia a ipnotizzare Chris e a scavare nel suo passato le cose iniziano a farsi sempre più strane.

Il connubio tra thriller e comicità si vede già dalla scena iniziale, dove un ragazzo nero che sta cercando un indirizzo di notte viene rapito da una figura mascherata (a bordo di una macchina totalmente bianca) sulle note allegre fine anni trenta di  Run Rabbit Run cantata da Flanagan and Allen (che abbiamo sentito ultimamente anche nella scena del Loop in Miss Peregrine). E mentre la macchina si allontana, con il ragazzo chiuso nel bagagliaio, le note cambiano, iniziano a stridere, diventando man mano sempre più inquietanti quasi stessimo entrando in un film di Hitchcock o di Kubrick (al quale possiamo notare un paio di riferimenti). Come nei film dei due maestri la musica fa da padrona e gli attori danno prova di grandissima bravura nel modellare gli sguardi e nel rappresentare emozioni differenti contemporaneamente. In particolare Giorgina, la domestica e Logan, un conoscente della famiglia sono capaci di mettere i brividi solo con il proprio viso e le proprie espressioni.

Una scena tratta da scappa Get outSe la trama è tipicamente horror, la grande forza viene data da uno stile di regia teatrale, caricando i dettagli e portandoli all’estremo in un crescendo di tensione che esploderà nel colpo di scena finale che, anche se telefonato, riesce comunque a tenerci in sospeso.

Ma Scappa Get Out non è solo un un thriller, è anche una denuncia sociale e politica, che cerca di mostrare allo spettatore, attraverso proprio quelle situazioni paradossali, quanto la realtà non sia poi così lontana da quei piccoli dettagli disseminati dentro il film. Cambiare il lessico, cercare di fare gli spiritosi, stereotipare le cose. Anche involontariamente quando ci comportiamo in maniera differente mettiamo in atto comportamenti razzisti. Perché razzista non è solo considerare il diverso inferiore, ma è anche proprio considerare qualcuno diverso. Perché non avresti nessuna ragione di cambiare i tuoi atteggiamenti se non vedessi le differenze.

E la cosa più assurda di tutte, e la più ironica,  è che la maggior parte degli stereotipi non nasce dal gruppo dei bianchi, quanto dall’amico nero di Chris, che cerca di mettere in guardia Chris.

Restiamo perciò in attesa dei prossimi lavori di Jordan Peeleconvinti che se proseguirà su questa strada e a migliorare i difetti di semplicità della trama, potrebbe darci qualche altra soddisfazione.

Vi lasciamo con il trailer di Scappa Get Out.

3 Comments

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  1. Anna

    E pensare che, nella scena iniziale, appena ho visto il tipo che dice parolacce ho storto il naso e stavo per bocciare questo magnifico film. La macchina bianca con la musichetta mi ha fatto continunare la visione.

    • Paola Cecchini

      La musichetta iniziale è talmente in contrasto con la scena in sé,e per questo disturbante, che quasi tiene incollati allo schermo vero? Ci fa piacere sia piaciuto anche a te il film!

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