La Notte di The Night Of


Nell’attesa di un’infinita serie di notti che ci aspettano, la notte di Natale, la notte di San Silvestro, la notte di “quando finiremo di mangiare gli avanzi di tutte le portate a scelta multipla che abbiamo deciso di servire a pranzo”, la notte di “io no ce la faccio più a pagare il prezzo della tua forma culinaria di megalomania, esco”.
Ecco prima di arrivare a ciò, c’è una cosa che forse dovreste vedere.
The Night Of di Richard Price (tra le tante, ha sceneggiato anche The Wire) e di Steven Zaillian ( la sua penna ha toccato Schindler’s List) è un crime drama firmato HBO, candidato nella categoria mini serie/film per la tv dei prossimi Golden Globe (8 gennaio 2017). In realtà è l’adattamento di una serie antologica della BBC Criminal Justice di Peter Moffat (nessuna apparente relazione con l’altro Moffat) e parrebbe questo il destino pure di The Night Of, si mormora di un rinnovo per un nuovo filone narrativo, nella speranza che l’esperienza recente di un’altra serie antologica targata HBO abbia impartito lezioni importanti, vero True Detective versione californiana mai esistita?

Opening credits della seconda stagione di True detective, idea della forma geometrica della metropoli ripresa nei poster di The Night Of

Non capisco perchè HBO si ostini a ricordarci che True Detective ha avuto una seconda serie/ HBO Studios

The Night of è la notte di Nasir, “Naz”, Kahn (Riz Ahmed, candidato ai Golden Globe), del suo avvocato John Stone (John Turturro, anche lui candidato), è la lunga notte di un quasi pensionato detective Dennis Box (Bill Camp, Tamara Drewe ), è la perenne notte di Freddy in carcere (Micheal K. Williams, The Wire), è anche la notte di scelte difficili e impietose di due donne che rappresentano l’accusa Helen Weiss (Jeannie Bernie) e la difesa Chandra Kapoor (Amara Karan,) in un processo da cui nessuno può fare a meno di esentarsi.
Lo sviluppo estremamente lineare della storia, di cui il soggetto è fra i più abituali tra i procedurali a sfondo legale, una notte di eccessi e una ragazza morta nel letto, potrebbe far pensare che The Night Of sia in realtà un episodio di Law & Order spalmato su 8 episodi, non è così, non è la sua natura, l’apparente semplicità nella narrazione è per l’appunto solo questo apparenza, superficie, questa è una serie che si sviluppa in profondità.
Questo avviene proprio grazie al fatto che l’azione principale è concepita come un’inesorabile catena di cause – effetti che portano ad un inevitabile risultato ed è proprio usando la prevedibilità del racconto che The Night Of sviluppa la sua reale linea narrativa con il muovere dei suoi personaggi in continue ascese e discese sociali, movimenti che si realizzano con il compenetrare nel tessuto umano dei sistemi che ognuno di questi rappresenta e così avremmo la storia dal carcere di Freddy, la storia di fallimenti sociali professionali di John, la storia della crisi morale delle istituzioni con il detective e l’avvocato della procura, e numerosi altri contesti che vengono raccontati sfruttando la costruzione di una dimensione profonda nei vari protagonisti della vicenda.
Questa propensione verso la profondità è resa benissimo a livello filmico dalle continue immagini di attraversamento di corridoi e scale, inquadrati come spazi fatti da enormi vuoti e incolmabili distanze.
L’utilizzo della complessità dei personaggi come strumento narrativo, la loro stratificazione su più piani della vita in società, permette a the Night Of di riflettere in maniera strutturale il tema alla base del suo racconto, la discriminazione, in tutte le sue forme, sociale, etnica, politica (et al.).
La potenza di questa serie è una potenza espressiva che riesce a catturare in maniera estremamente efficace la fotografia di quello che è lo stato del nostro vivere contemporaneo, una crescente complessità di sistemi che ci accolgono sotto un profilo od un altro e che operano a beneficio della loro sussistenza lasciando da parte chi non gli appartiene.

Questa esclusione dal sistema o annegamento in esso è resa magnificamente da The Night Of che avendo strutturato il suo vero racconto sul contesto più che sul vero e proprio contenuto, applica una sovversione tra forma e contenuto, in cui quello che noi di norma percepiamo come importante, l’intreccio narrativo, diventa superficiale e meramente funzionale al progredire della serie mentre l’ambiente, il contesto in cui si svolge la vicenda, diventa l’oggetto delle nostre attenzioni.
La notte di Naz e quello che ne consegue sono la storia di come opera in maniera procedurale il sistema ( il vero e proprio law procedural) le storie dei personaggi sono invece l’ambiente umano in cui esso si struttura e sono la vera e propria essenza di The Night Of, sono il contesto essenziale.
Il cambiamento di prospettiva è il gioco degli specchi che la serie mette in scena e ad essere riflessa non è la superficie della trama ma la profondità del suo contesto. In aiuto a questa visione della realtà The Night Of utilizza la sua fotografia, infatti sebbene i toni siano fondamentalmente un colore freddo delle immagini, l’aspetto asettico e grigio di molte inquadrature è attenuato dall’utilizzo della luce tenue che si manifesta alla presenza della componente umana.
The Night Of è la notte di un’umanità nascosta tra i meandri di un sistema, sia esso legale, socioculturale o economico.

Non so se sarà sua la vittoria ai Golden Globe del 2017 ma credo che la notte di The Night Of valga la pena essere vissuta, nell’attesa di tutte le altre “notti di” che porta con sé il periodo natalizio.

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