6 tipi di capi terribili nei film (con cui ti tocca avere a che fare)


Certo, questa è un’esagerazione, ma quando hai circa trent’anni, hai già fatto quasi una cinquantina di colloqui per i lavori più strampalati, hai lavorato per una decina di aziende che si occupano di prodotti o servizi molto diversi tra loro e ti ritrovi all’ennesimo colloquio, per l’ennesima azienda, dopo aver risposto all’ennesimo annuncio (che probabilmente non ricorderai nemmeno di aver letto) beh, ripensare alla laurea e all’ambito in cui ti sei laureato potrebbe sembrarti davvero difficile.

In ambito lavorativo la nostra generazione è sicuramente una delle più sfigate, su questo non c’è dubbio. Lavoro non ce n’è, le aziende sono tutte in crisi, la recessione sembra non essere ancora pronta per fermarsi e l’università non è per nulla in sintonia con il mondo del lavoro. Quante volte vi è capitato di rispondere a un annuncio per un tipo di lavoro per scoprire, una volta arrivati in azienda, che il lavoro richiesto, invece, era un altro? Quante volte avete letto un annuncio che sembrava scritto appositamente per voi ma non avete mai nemmeno ricevuto una risposta alla vostra candidatura? Quante volte avete letto annunci assurdi, in cui richiedevano conoscenze approfondite, esperienza pluriennale e un’età adatta a un laureando più che a un laureato? Quante volte avete dovuto sopportare situazioni insopportabili, ingoiare il rospo, avere a che fare con capi e colleghi incompetenti, o irritanti, o seriamente maleducati al limite della decenza?

Per quanto al momento possa sembrarci un incubo senza fine continuano a ripeterci che un giorno ripenseremo a questi anni ridendo, ripensando a tutta la strada che abbiamo fatto da quel momento. Ne sono convinta. O almeno io al momento già ci sorrido. Ho iniziato l’università nel 2006 e, come molti miei coetanei, ho contemporaneamente iniziato a lavorare. Dal 2007 ad oggi, conquistando la laurea nei cinque anni giusti, ho cambiato 11 aziende, svolto una trentina di colloqui, risposto a migliaia di annunci, cambiato tre volte città in cui lavorare e sono sopravvissuta per anni con stage pagati tra i quattrocento e i seicento euro.

E a un tratto ho realizzato che questo mi stava rendendo più forte, grintosa e preparata di moltissimi dei colleghi che incontravo per strada e che avevano avuto la fortuna di laurearsi e trovare subito dopo il primo (e talvolta ultimo) lavoro della loro vita.

Più forte e preparata di loro, sì, perché non solo ne ho viste molte più di quante pensano, ma ormai so riconoscere gli schemi al volo e capire a quale categoria appartiene il capo che mi è di fronte in quel momento. Sono sei le categorie più comuni di capi terribili:

1) Il capo frustrato che si sfoga sui dipendenti.

Se non vi è mai capitato di pensare che il vostro capo dovrebbe farsi una vita molto probabilmente siete liberi professionisti che hanno sempre lavorato da solo. Questa non solo è la categoria più comune, ma è anche quella più irritante. Questa categoria di superiori ha probabilmente un capo che lo tratta come lui tratta voi, un marito/moglie che gli rompono le scatole ogni minimo secondo o, semplicemente, non ha alcuna vita sociale e, oltre a ingozzarsi di ciambelle, sfoga tutta la sua frustrazione e depressione attaccandosi a quel minimo briciolo di potere che ha e facendo fare a voi una vita d’inferno.

2) Il capo in carriera.

Forse non è il vostro capo, ma è il capo del vostro capo. O magari è davvero il vostro diretto capo e crede di essere l’amministratore dell’azienda. Fatto sta che questa categoria è composta da persone ambiziose, lanciate verso la vetta della carriera e che hanno il potere di distruggervi con un soffio. Non importa che voi siate l’ultimo stagista appena arrivato, il veterano che conserva tutta la memoria aziendale da quanto la compagnia è stata fondata o uno dei più grandi stilisti esistenti: se decide che non gli servite più (o semplicemente non gli andate a genio) fate meglio a raccogliere le vostre cose dalla scrivania, perché il vostro contratto sta per scadere. Questa consapevolezza condivisa fa sì che voi viviate nel terrore di fare anche un solo minimo errore e lui/lei possa chiedervi qualunque cosa, anche di andare a fare le sue commissioni durante la vostra pausa pranzo o restare svegli fino alle quattro del mattino per finire una presentazione che, quasi sicuramente, il giorno dopo non vi chiederà o vi dirà che non serve più.

3) Il capo burocrate.

Capace di rompervi le scatole mezz’ora perché avete invertito l’ordine di due responsabili quando li avete messi in copia conoscenza ad una mail ma di non notare che il preventivo ha un valore sballato di centinaia di euro, il capo burocrate ci appare più volte come uno scherzo della natura. Sa riconoscere ad occhio nudo se il carattere che avete usato nel documento è 11.5 anziché 12 ed è probabilmente l’unico in azienda a conoscere a memoria il regolamento aziendale. A questo, il più delle volte, si aggiunge una flessibilità inesistente e una velocità di ragionamento pari a quella di un bradipo. Inutile discutere con lui, non solo non vi ascolta, ma proprio non capisce cosa gli state dicendo, ha un suo discorso in testa e continuerà finché non l’avrà finito. Poi vi chiederà se avete capito e vi dirà “Bene. Sono contento che abbiamo finalmente chiarito quali sono le priorità e le cose davvero importanti”.

4) Il capo a cui non importa minimamente dell’azienda.

Vi è mai capitato di domandarvi come abbia fatto una persona non solo a fare carriera all’interno dell’azienda, ma proprio ad essere assunta in primis? Sono incompetenti, svogliate, e spesso e volentieri arroganti ma, soprattutto, non può fregargliene di meno di quello che succede in azienda. Sembra che lavorino perché non hanno voglia di stare a casa e non per reale necessità. Se hanno un capo sopra di loro l’unica cosa che gli interessa è che non venga a rompergli le scatole e, perciò, dicono sì a qualunque richiesta che, ovviamente, gireranno a voi perché siete l’ultima ruota del carro. E a nulla servirà spiegare che non ha alcun senso confrontare quanto ha speso il reparto dei servizi generali di una filiale appena aperta con quella di una filiale già da anni sul mercato perché è normale che se hai appena aperto non hai scrivanie, computer e cartoleria e quindi dovrai spendere molto di più. O di stampare 10.000 volantini da consegnare a un evento a numero chiuso fissato per 1.000 partecipanti. O di tradurre il sito aziendale in quindici lingue quando il tuo mercato di riferimento è al 98% nazionale. Lui/lei ti risponderà: “Tu dagli quello che ha chiesto così è contento”.

5) Il capo maniaco

Fortunatamente è davvero molto difficile incontrare persone a questi livelli, ma tutti ci siamo trovati davanti a un capo un po’ viscido una volta. Che ti abbia fatto il colloquio guardandoti le tette o continui a raccontarti le sue conquiste questo è uno di quei capi che possono anche essere i migliori nel loro ambito, ma rendono molto sgradevole lavorare a stretto contatto con loro. Le soluzioni sono due: o dimostrategli che non riesce a mettervi a disagio (spesso lo fanno proprio con quell’intenzione, un po’ come i bambini che offendono aspettando solo che scoppiate a piangere) oppure ignoratelo e cercate di limitare il già possibile le situazioni in cui si sente libero di chiacchierare.

6) Il capo più incompetente di voi che però vi dice che avete torto.

Ed ecco la mia categoria preferita. In un mondo in evoluzione come quello attuale capita sempre più spesso che, nonostante la giovane età, voi abbiate competenze specifiche più approfondite di quelle del vostroo capo. Specialmente in tematiche come il web, il marketing, i media, è molto facile che voi vi troviate ad avere a che fare con persone che non hanno la minima idea di quello che dite e, talvolta, anche di quale sia davvero il vostro lavoro. Sei un programmatore? Ti chiameranno quando si inceppa la stampante perché “Ma cosa vi fanno studiare per 5 anni all’università di informatica se non sapete nemmeno come funziona una stampante!”. Ma succede anche il contrario senza difficoltà. Capi giovani che hanno fatto carriera e che si trovano a dirigere collaboratori con molta più esperienza di loro. E non importa se tu sei un genio o semplicemente più esperto di loro, tu hai torto perché loro ne capiscono più di te o perché qualcuno che a loro avviso ne capisce più di te gli ha detto così.

capi terribili

Consoliamoci, con i contratti che ci sono attualmente è molto probabile che quel capo dovremo sopportarlo solo per sei/dodici mesi e se invece riusciamo finalmente a trovare un lavoro più stabile e piacevole non ci sarà nessuna soddisfazione maggiore di poter guardare quello stesso capo con occhi nuovi e…..

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