How to get away with murder


how to get away with murderUn altro anno se ne va. Lo so, avremmo dovuto fare un po’ il riepilogo di questo primo anno di vita della rubrica SeriaMente, ma sarebbe stato troppo banale perciò abbiamo deciso di cominciare questo nuovo anno davvero con il botto. 
Questa è la notte che cambierà radicalmente la tua vita.
A chi non è capitato almeno una volta di pensare questa frase? La notte prima degli esami di maturità. La notte prima dell’ultimo esame universitario, magari di quello che ti sei tenuto per ultimo perché è il più difficile di tutti. L’ultima notte prima di sposarsi o quella prima di diventare genitori. La notte in cui, mentre tutti nel campus universitario stanno festeggiando prima della partita più importante dell’anno, ti ritrovi in mezzo al bosco, con un cadavere ai tuoi piedi, l’arma del delitto in mano e altri tre ragazzi accanto a te, cercando di capire come “farla franca con un omicidio”. 
Queste le premesse dei primi due minuti e mezzo del nuovo telefilm targato ABC, che andrà in onda in Italia, a partire dal 27 gennaio, con il nome, evocativo ma forse meno d’impatto, “Le regole del delitto perfetto”. Due minuti e mezzo capaci di incollarci immediatamente allo schermo e di aprirci milioni di domande come:  Chi sono i ragazzi? Quale è la connessione tra di loro? Chi è la vittima? Perché l’hanno uccisa? Il titolo si riferisce alla loro situazione? Riusciranno davvero a farla franca? Milioni di domande appunto, che saranno svelate piano piano durante le varie puntate, caratterizzate da una forte trama orizzontale che si snoda, in continuazione, tra il presente, la notte dell’omicidio, ed il passato, dove veniamo pian piano a conoscenza degli avvenimenti che hanno portato a quella notte.
Fin qui, tuttavia, il telefilm non aggiungerebbe nulla di nuovo sul panorama televisivo. Non è la prima volta che un film o una serie tv si apre con un omicidio e poi ci rimanda indietro nel tempo raccontandoci la storia (uno tra tanti Revenge ad esempio).
aula how to get away with murderMa ecco arrivare, due minuti dopo, la seconda “bomba”. “Le regole del delitto perfetto” non è solo il titolo del telefilm, ma è il nomignolo con cui la professoressa Annalise Keating, avvocatessa senza scrupoli che basa tutto il suo successo sull’assoluzione dei suoi clienti indipendentemente dal fatto che siano colpevoli o innocenti, ama chiamare il suo corso universitario di Delitto penale 1. Corso universitario reso ancora più particolare dal fatto che esso non si svolgerà solamente tra i banchi di scuola ma, in modo molto più pratico, tra le aule dei tribunali e le case dei clienti del suo studio. E, per i quattro migliori studenti del corso, verrà assicurato un posto da praticanti all’interno dello studio della professoressa.
Così, mentre comincia a uscire il vero carattere degli studenti che faranno di tutto per impressionare la professoressa e guadagnarsi il posto che meritano, noi cominciamo a trovare risposta ad alcune domande e ci ritroviamo sempre più confusi dalle carte che continuano a rimescolarsi in continuazione e dai dettagli che si aggiungono di puntata in puntata, e non possiamo far altro che seguire con ansia la storia dei ragazzi che hanno conquistato il posto nello studio e che, in qualche modo, si ritroveranno una notte a dover sfruttare tutto quello che hanno imparato durante il corso di delitto penale per salvare il cliente più importante di tutti: loro stessi.

 
 

+ Non ci sono commenti

Aggiungi