Recensioni – The Cosmonaut


Locadina del film "The Cosmonaut"The Cosmonaut

di Nicolas Alcalà, con Max Wrottesley, Leon Ockende, Katrine de Candole

Russia, 1967. Nella “città delle stelle”, vicino Mosca, i primi cosmonauti si addestrano per la conquista dello spazio. La rivalità con gli Stati Uniti è altissima: tuttavia c’è più dei giochi politici a dividere Andrei (Max Wrottesley) e Stas(Leon Ockenden), grandi amici, e la donna di cui entrambi sono innamorati,  Yulia (Katrine de Candole). Stas è  partito con una navicella progettata da Andrei per raggiungere la Luna, lasciando Yulia tra le braccia dell’amico. Ora forse Stas è tornato, ma la Terra è vuota e lui è solo con i suoi ricordi, oppure è  morto nello spazio e tutto ciò che accade è nella mente di Yulia…

Per chi ama il cinema, sarà emozionante leggere i titoli di coda di The Cosmonaut fino alla fine, quando arriverà l’elenco dei finanziatori: cinquemila persone, che hanno contribuito spontaneamente per un totale di 400.000 euro,  circa la metà del budget complessivo. Magie del “crowdfunding: lanciare una campagna (o più d’una) per raccogliere fondi online, di questi tempi paga, in special modo i progetti validi.  The Cosmonaut infatti non è una produzione hollywodiana, nè appartiene ad un circuito tradizionale europeo: alle spalle del film c’è invece un collettivo di giovani spagnoli, Riot Cinema, armati di talento, determinazione e capacità. La storia dei “cosmonauti” è  presentata sul sito ufficiale della pellicola: 4 anni di lavorazione, per un film che “non sarebbe dovuto esistere”,  con cento location diverse, girato in tre paesi e ambientato in Russia.

I ragazzi di Riot Cinema, come il cosmonauta Stas, hanno sfidato l’impossibile e sono atterrati sulla loro “luna”: non solo è stato possibile realizzare la pellicola, ma quest’ultima è diventata anche un piccolo caso sul web. D’altronde il collettivo spagnolo ha costruito una bella  campagna di marketing basata sull’ “esperienza” del film e sulla trasparenza: dalla sceneggiatura al business plan, ogni cosa è stata condivisa sul web e resa consultabile a chi lo desiderasse, tramite licenza Creative Commons. Per diventare produttore, o semplicemente per prendere ispirazione.E ora che The Cosmonaut è pronto, ci sono anche i bellissimi webisodes che approfondiscono il racconto, un documentario scherzoso (mockumentary), un libro che racconta l’ avventura di Riot Cinema e dei suoi Cosmonauti.

E c’è  il film: distribuito gratuitamente online. Basta  andare sul sito cosmonautexperience.com e condividere il link della pellicola per potersi godere la storia. Se poi si vuole donare qualche euro, ben venga: lo si può fare prima, ma anche dopo aver visto l’opera. Della serie: paghi solo se ti è piaciuto. Alla faccia dell’aumento dei biglietti del cinema. E  The Cosmonaut è davvero un bel film, sopra la media di quelli che affollano le nostre sale. Ben scritto e ben girato con una trama avvicente e ricca di mistero, attori convincenti: su tutti Max Wrottesley/Andrei (che nell’aspetto, ricorda tantissimo Ewan Mcgregor) . La fantascienza per il giovane regista Nicolàs Alcalà diventa filosofia, la politica lascia spazio ai sentimenti: la storia dei cosmonauti della città delle stelle è in definitiva un racconto sul cuore umano e i suoi segreti. Di quelle avventure che lasciano tutti senza respiro.

In Europa il film è stato distribuito  anche in 8 sale: in Italia è stato ospitato solo per l’anteprima al Kinodromo di Bologna. Tuttavia sul sito ci si può registrare per organizzare una proiezione pubblica, per la gioia di chi ama i cineforum.  The Cosmonaut è uscito online il 18 Maggio: la versione disponibile per ora è solo in Inglese o in Spagnolo. Ma per chi non sa le lingue, aspettiamo ( anzi, invochiamo!) il  popolo dei “subs”: perchè The Cosmonaut è assolutamente da vedere.

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