Recensioni – Anna Karenina


Anna-Karenina-PosterAnna Karenina 

Un film di  Joe Wright, con Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson, Kelly MacDonald, Matthew MacFadyen 

Anna (Keira Knightley) è un’aristocratica russa, moglie del posato Karenin (Jude Law), alto funzionario dello zar. Anna è bella e vivace, ma la sua vita scorre tra la cura del marito e dei figli e i doveri della vita mondana di San Pietroburgo.  Quando il fratello  le chiede aiuto per risolvere una crisi coniugale con la moglie,  Karenina si reca a Mosca per riportare la pace nella sua famiglia. Tuttavia sarà proprio la serenità di Anna ad essere sconvolta: nella vita della donna irrompe inaspettatamente il giovane ufficiale Aleksej Vronsky (Aaron Johnson).  Anna e Aleksej vengono travolti da una passione irrefrenabile, che li spinge a sovvertire regole e convenzioni, mettendosi contro non solo Karenin, ma un’intera società…

Joe Wright si sa, ama vestire Keira Knightley con i sontuosi abiti del passato e costruire attorno alla  freschezza  della giovane attrice interi film. Questa volta il regista mira in alto, anche troppo: dopo il grazioso ma superficiale Orgoglio e Pregiudizio, ed il drammatico ma monotono Espiazione,  Wright si dedica nientemeno che a Lev Tolstoj. La sfida occorre osservare, va ben oltre le capacità del regista, eppure per una volta Wright osa, tenta di dare un’impronta personale ed una rilettura del romanzo accessibile al grande pubblico.  E il lavoro fatto con Anna Karenina ha in effetti senso, struttura e potenza.

La storia è inserita una finzione teatrale, un vero palcoscenico dentro la quale Anna e Aleksej si muovono,come attori, figuranti in mezzo ai figuranti, dello spettacolo dell’alta società borghese. Finzione dietro le cui quinte si nasconde la povertà e la miseria del popolo russo. Dietro le quinte si vive, non si recita:  qui si muove Levin, amico del fratello di Anna, aristocratico idealista nella vita come nell’amore, deciso a combattere contro le ingiustizie e per il cuore di una principessa. E almeno la storia di Levin allora avrebbe meritato più spazio: è svilente ridurre Anna Karenina alla vicenda di Anna e Aleksej. D’altronde  il dramma di Anna rimane un superficiale, sensualissimo esercizio di stile: occorreva  invece un occhio che scavasse in profondità nell’anima della donna.

I giudizi su questa Anna Karenina sono stati piuttosto contraddittori: c’è molto di buono, così come c’è molto di non adeguato. Sicuramente non si tratta un film per i cinefili duri e puri, nè per chi conosce e apprezza profondamente il romanzo. Eppure non lo si può davvero bocciare: vi si ritrova la forza delle passioni, l’ambiguità della simbologia (fate attenzione ai continui paragoni tra Anna e Frou Frou, il cavallo di Alekxej), l’ineluttabile peso del destino. Wright inserisce tutto ciò in una cornice di pura potenza visiva, che tanto ricorda i film di Baz Luhrman, ma anche un rinnovato gusto per la spettacolarità di maniera, che abbiamo già ritrovato in Lès Misèrables (2012)

Quindi vi auguro una buona visione, ma che sia critica. 

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