Recensioni – Moonrise Kingdom


Moonrise Kingdom

Locandina di Moonrise Kingdomdi Wes Anderson, con Bruce Willis,  Edward Norton, Tilda Swinton, Bill Murray, Kara Hayward, Jared Gilman.

Anni 60.  Su una piccola isola del New England la piccola Suzy(Kara Hayward), incompresa dai genitori, fugge di casa insieme al coetaneo Sam orfano e bambino difficile.   Sulle loro tracce si mobilita lo sceriffo Sharp (Bruce willis), il caposcout e gli adulti dell’isola, mentre si avvicina una temibile tempesta..

In Moonrise Kingdom nessuno ride mai, il tono di voce è spesso solo neutro e i personaggi sembrano assolutamente incapaci di manifestazioni di affetto. Eppure vedendo il film ci si emoziona e ci si commuove intensamente: raramente i protagonisti di un film arrivano in maniera così potente e diretta al cuore dello spettatore. Magie del cinema di qualità.  Wes Anderson (Un treno per Darjeeling, 2007) ci racconta la storia di due bambini in fuga, due bambini “diversi” perchè ancora capaci di cercare  l’avventura e di scoprire il sentimento. Il resto del mondo, fatto di adulti grigi e ragazzini crudeli, si sta spegnendo nell’indifferenza.
Più di una volta lo sguardo di Suzy si rivolge a noi, all’inzio e alla fine del film: noi  spettatori, nella nostra realtà,spesso piccola e chiusa come quella di un’isola, siamo capaci di vere emozioni?
Oppure siamo automi, incapaci di godere  la libertà come di donarla, consumati da una vita che ci rifiutiamo di vivere?Quand’è che amiamo e quand’è che fingiamo e le nostre parole non sono che vuote eco di qualcosa di già sentito, di imparato a scuola?

Moonrise Kingdom va visto fino alla fine, quindi non alzatevi prima della fine dei titoli di coda. Non azzardatevi nemmeno ad arrivare in ritardo in sala. Rischiate di perdervi la Young People’s Guide to Orchestra e con essa il senso del film. Vi è “un’orchestra”  sottesa sia alla storia  di Suzy e Sam che allo spettacolo cinematografico in sè. La Young People’s Guide to Orchestra  ci insegna allora a riconoscere gli strumenti musicali, e li ascoltiamo mentre si preparano ad una”fuga” musicale: le varie parti che compongono il tutto, quindi, e l’estrema tensione di un momento di ribellione che spezza l’unità al fine di comporre una una nuova armonia. Un bizzarro signore con la barba bianca ci presenta la storia, informandoci sull’isola e sui suoi abitanti, sulle condizioni meteo e sulla storia di quei luoghi. Altrimenti come potremmo capire la fuga di Suzy e Sam, ciò che va a scardinare e il nuovo equilibrio che compone?

In realtà di Moonrise Kingdom si potrebbe parlare per molte ore e per molte pagine, trovando sempre un nuovo spunto di riflessione. Film così fanno bene al cinema.

Un piccolo gioiello, che non si può non vedere.

 

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