Recensioni – Diaz, non pulire questo sangue


Diaz – Non pulire questo sangue

Di Daniele Vicari, con Elio Germano, Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich

Durante il G8 di Genova del 2001, le vite di persone molto diverse tra loro, fra attivisti; giornalisti; sindacalisti e semplici manifestanti si incrociano alla scuola Diaz, trasformata in un luogo dove dormire. La notte del 21 luglio, senza una apparente ragione,  la polizia attaccherà la scuola, scagliandosi contro gli occupanti disarmati e provocando centinaia di feriti.

I fatti della scuola Diaz rappresentano uno degli episodi più gravi e oscuri della storia recente del nostro paese. Daniele Vicari sceglie di prendere con decisione le parti dei manifestanti e denuncia senza mezzi termini l’operato delle forze di polizia. Tuttavia non dimentica le violenze dei black block, né il lato umano delle forze dell’ordine, mostrati confusi e disorientati anche più dei ragazzi che hanno aggredito. Il regista riesce così a mantenere la lucidità del racconto e un buon grado di obbiettività. Il tono è, in effetti, quello del documentario di denuncia: non ci sono star, né tantomeno eroi positivi e negativi. Diaz è piuttosto un mescolarsi di personaggi e vicende differenti: voci variegate che raccontano a loro modo quei giorni concitati.

Il risultato è un film duro, non politicamente corretto, violento ma non inutilmente spettacolare. Vicari costruisce una sorta di diario per immagini del G8 post morte di Carlo Giuliani e di un’Italia preda di violenze e abusi. Diaz non è una pura finzione come A.C.A.B., né un racconto ispirato dalla storia come Romanzo di una strage: piuttosto è un punto di vista sul presente, che non può e non deve essere ignorato. Perché quello che è successo non capiti mai più: da vedere.

https://www.youtube.com/watch?v=UdYB01Gg9gM

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