Recensioni – The Iron Lady


The Iron Lady. Un film di Phyllidia Loyd, con Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Coolman, Roger Allam, Susan Brown

immagine della locandina del film the iron lady con Meryl Streep

Margaret Thatcher(Meryl Streep) è stata primo ministro britannico per tre mandati, dal 1979 al 1990: soprannominata la Lady di Ferro, al tempo presente è una vecchina che deve combattere con la solitudine e l’Alzheimer che l’ha colpita. Tra allucinazioni (Margaret vede in continuazione il marito morto) e i ricordi del passato, The Iron Lady ricostruisce la storia della donna politico più influente del secolo scorso, mostrandone le  ambizioni e i successi, ma anche i molti rimpianti.

Raccontare Margaret Thatcher è tutt’altro che semplice. Si tratta di uno dei personaggi più amati e più odiati del Novecento: una figura politica discussa, simbolo dell’emancipazione femminile e del conservatorismo più estremo allo stesso tempo. Phyllidia Loyd (la regista di Mamma Mia!) sceglie di mettere da parte la politica e di lasciare che sia il dramma umano a farla da padrone sullo schermo. Il tema del film non sono tanto le decisioni giuste o sbagliate della Thatcher,  quanto piuttosto gli affetti e le ossessioni di una signora, che di ferro in realtà sembra avere ben poco. Coloro che hanno fatto breccia nel cuore di Margaret non sono poi molti: il padre;  il marito, amato e trascurato; i figli; i collaboratori più stretti. L’ossessione della  Iron Lady è forse solo una: il totale rifiuto del compromesso. Una durezza che le costerà cara sia nella vita privata che in quella pubblica.

Non che vengano mossi appunti diretti alla politica di Margaret Thatcher. Siamo di fronte quindi più ad un Discorso del Re che ad un Ultimo Imperatore:  le polemiche sono smorzate, le ombre passano in secondo piano. Meryl Streep recita con maestria, alternando la parte della vecchietta indifesa a quella della signora nel pieno delle forze (brava e da oscar: ma per chi scrive il premio  andrebbe almeno diviso a metà con la splendida Glenn Close di Albert Nobbs), mentre Jim Broadbent è un simpatico signor Thatcher. Convincono un po’ meno gli attori che interpretano i coniugi da giovani.

Se proprio attendiamo con ansia una Lady al cinema, aspettiamo la Aung San Suu Kiy di Luc Besson.  Tuttavia The Iron Lady è sicuramente un film da vedere e consigliare: perché racconta una parte della nostra storia; perché è ben costruito e ben recitato; perché propone interessanti spunti di riflessione sulla politica, sul ruolo della donna nella società, sul trascorrere del tempo. Passato e presente si confondono nella mente della Thatcher come in quella dello spettatore: forse perché i tempi non sono davvero cambiati e la storia tende a ripetersi.

Buona Visione.

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