Moda etica – 7 consigli per scegliere abiti più sostenibili (e due app per trovarli)


Moda etica – I consigli per scegliere abiti più sostenibili (e due app per trovarli) è scritto in collaborazione con Alessandra Modica e Laura Panini

Nella prima parte di questo articolo sulla moda etica abbiamo analizzato le certificazioni, gli standard e le leggi che la regolamentano, per poi intervistare due pionieri della moda sostenibile italiana.

Il viaggio riprende in questo articolo con classifiche e app dedicate alla moda sostenibile, prima di concludersi con sette consigli per il vostro armadio.

Nuovi strumenti per una moda etica

La nostra ricerca di progetti più recenti rispetto alla guida pubblicata da Emi e alla proposta di Altromercato, di cui vi abbiamo parlato nello scorso articolo, ha prodotto due tipologie di risultati: le campagne informative e gli strumenti per orientarsi nella ricerca della moda sostenibile.

Le classifiche di sostenibilità

Alla prima categoria appartengono due importanti campagne internazionali, che hanno il merito di offrire costanti occasioni di approfondimento sulle numerose questioni etiche che ruotano intorno al mondo della moda.

La campagna Abiti puliti, sostenuta dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, è una rete globale che offre sostegno alle richieste di assistenza e solidarietà dei partner internazionali per la risoluzione di casi di violazione nei Paesi di produzione.

Scelte di moda etica

(Credits Cherie Birkner, Unsplash)

L’associazione internazionale Fashion Revolution pubblica invece annualmente il Fashion Transparency Index, che classifica i marchi in base al loro grado di sostenibilità sociale, ambientale e commerciale.

Nel 2020, inoltre, Fashion Revolution Italia ha prodotto la Revolution Map, una mappa dei produttori italiani di moda etica, in continuo aggiornamento.

Le app EcoFashion e Good on you

Chi preferisce strumenti più agili e immediati per capire il livello di sostenibilità dei principali marchi di moda può contare invece su due app, che abbiamo scelto e provato per voi tra quelle – non tantissime, in realtà – disponibili per Android e iOS.

Good on you può contare su un’interfaccia intuitiva e immediata, ma soprattutto su un potente database. Migliaia di marchi sono indicizzati in base al loro livello di sostenibilità, calcolata a partire da oltre 500 fonti di dati con più di 100 indicatori, che analizzano il livello di rispetto dei brand per le persone, il Pianeta e gli animali.

Consigli di moda etica

(Credits: Edward Howell, Unsplash)

Su una dimensione più ridotta, ma con alcune informazioni più specifiche sul nostro Paese, c’è invece EcoFashion.

Il modello è lo stesso, i dati molti meno – si tratta di un progetto in crescita – ma tra i punti di forza c’è la possibilità di localizzare i negozi che vendono marchi di moda sostenibile sul territorio italiano.

7 consigli per scegliere una moda etica

1. Decidi a cosa vuoi dare priorità. Dato che difficilmente lo stesso capo può garantire rispetto dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, del benessere animale e magari anche sostegno ai piccoli produttori, decidi quale tra questi aspetti per te è più importante prima di fare un acquisto.

2. Compra meno. Chiediti sempre se quel vestito, quella borsa, quelle scarpe ti servono davvero. Evitare un acquisto è sempre la scelta più sostenibile. Il che significa anche che è preferibile comprare un capo in meno, ma di migliore qualità.

3. Prova il vintage. Se sei amante dei mercatini, guarda se nella tua città ci sono mercatini dell’usato interessanti. Oltre a essere di moda, comprare un vestito usato è una scelta sostenibile che consente di acquistare – tendenzialmente – capi di maggiore qualità.

Moda etica e cura dei capi

(Credits Igor Ovsyannykov, Pixabay)

4. Scegli un marchio sostenibile. Prima di acquistare, ricordati di guardare il sito del brand che produce il vestito. Se non trovi riferimenti a una linea green, prodotti con tessuti bio, sostenibilità ambientale, certificazioni, diritti dei lavoratori o prodotti cruelty free, molto probabilmente il marchio non si è posto affatto il problema, nemmeno per una banale operazione di green washing.

5. Confronta i brand tra loro. Utilizzando guide, siti o app che aggregano prodotti sostenibili e rispettosi dell’ambiente – come quelli riportati in questo articolo e in quello precedente – puoi scegliere con maggiore consapevolezza.

6. Non comprare online. L’e-commerce è molto comodo, ma per tanti aspetti è nemico dell’ambiente. Se non puoi fare a meno di comprare online, valuta i materiali e la quantità di packaging, la velocità di consegna e la possibilità di restituzione (entrambi fattori negativi).

7. Lunga vita ai tuoi capi. Scegli vestiti non realizzati con materiali artificiali derivati dal petrolio. Lavali facendo attenzione a programma, temperatura e detersivo. Riparali quando è possibile. In questo modo dureranno di più, riducendo il tuo impatto ecologico e sociale.

La moda etica – Conclusioni

Con la nostra analisi, abbiamo capito che la moda etica si trova ancora all’inizio del suo percorso, che va sostenuto attraverso le scelte dei consumatori ancora prima che delle imprese e dei governi.

Solo così sarà possibile realizzare un cambiamento.

Qualche suggerimento per approfondire ulteriormente queste tematiche? Oltre a recuperare il primo articolo di Sosteniamoci, consigliamo il libro La rivoluzione comincia dal tuo armadio di Luisa Ciumi e Marina Spadafora.

Da vedere anche il documentario The true cost di Andrew Morgan.

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