Expat, Natale in Italia – Ma il ritorno all’estero?


Per tutti gli expat italiani il Natale quest’anno sarà uguale a nessun altro. Molti di voi, come me, si saranno chiesti se valesse la pena tornare a casa e se fosse soprattutto possibile. Tra regolamenti che cambiano ogni giorno, tamponi, quarantene, voli e treni cancellati all’ultimo, la pianificazione di un viaggio non è per niente semplice.

Accanto a ciò si è imposta, per alcuni, anche una questione etica, ovvero se non fosse meno rischioso rimanere all’estero e rinunciare al Natale in famiglia. Una decisione che non è facile per niente, soprattutto per chi aspetta tutto l’anno le feste natalizie per poter riabbracciare la propria famiglia e i propri amici.

Ma se avete preso la decisione di tornare, quali sono le regole da seguire per poter tornare in tutta sicurezza all’estero? Per voi ho cercato le informazioni disponibili sui siti delle diverse ambasciate italiane e ho cercato di riassumerle in questo articolo.

Come ci si deve comportare al ritorno in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna o Olanda? Vediamolo insieme.

Germania: ogni regione la sua regola

Expat - Germania

(Credits: Analogicus, Pixabay)

La Germania, essendo una repubblica federale, non ha regole univoche che valgono su tutto il territorio nazionale. Similmente all’Italia, ogni regione (detta Land) può decidere di inasprire le regole generali del governo. Quindi in caso di ritorno in terra teutonica assicuratevi di conoscere anche le regole valide per il vostro Land.

In generale chi torna da un Paese considerato a rischio (la lista dei quali è consultabile a questo link) deve registrarsi online su un portale appositamente dedicato: https://einreiseanmeldung.de e osservare un periodo di quarantena di 10 giorni.

Dal quinto giorno è possibile interrompere la quarantena a fronte di un test con risultato negativo. Ci sono, ovviamente, dei casi di esenzione parziale o totale. Per questi vi rimando ai siti delle nostre ambasciate all’estero in calce all’articolo.

Regno Unito: se paghi, solo 5 giorni di quarantena

Expat - Regno Unito : Millenium Bridge a Londra

Il Millenium Bridge a Londra (Credits: David Mark, Pixabay)

Chi arriva nel Regno Unito da un Paese a rischio deve osservare un periodo di quarantena di 14 giorni e deve compilare un formulario disponibile in questo sito, indicando un indirizzo e un numero di telefono valido dove essere rintracciati.

Dal martedì scorso è possibile ridurre il periodo di isolamento a cinque giorni se si manifesta la volontà di eseguire un test diagnostico a pagamento (a domicilio, o in un centro medico privato) con risultato negativo. Questo dovrebbe evitare che il servizio sanitario nazionale del Regno Unito si debba prendere carico dei viaggiatori internazionali in arrivo, scaricando su di loro costi e gestione del test. Cari expat in UK… dovrete mettere mano al portafoglio.

Francia: autodichiarazione e coprifuoco

Expat - Francia: Parigi - la Tour Eiffel

La Tour Eiffel a Parigi (Credits: The Digital Artist, Pixabay)

Gli expat italiani in Francia sono forse i più fortunati. Da martedì scorso è in vigore un coprifuoco dalle 20 alle 6, fatta eccezione per la notte del 24 dicembre. Per gli spostamenti nelle ore notturne è necessaria presentare una autodichiarazione.

Queste sono le uniche regole da rispettare, per chi ritorna non vi è né obbligo di tampone né di quarantena.

Spagna: ricordarsi di fare il test prima di mettersi in viaggio

Expat - Spagna

(Credits: Efraimstochter, Pixabay)

Per chi proviene dallo Spazio Schengen e da una trentina circa di Paesi extraeuropei la quarantena in Spagna non è obbligatoria. Va però presentato un test alla Covid-19  con esito negativo, eseguito massimo 72 ore prima dell’ingresso nel Paese. I test rapidi non sono considerati validi. Il risultato del test va presentato in lingua spagnola, inglese, francese o tedesca o corredato da una traduzione ufficiale in caso di altra lingua.

Non vi sono eccezioni all’obbligo del test e non è prevista la possibilità di eseguirlo in porti, aeroporti, stazioni e autostazioni spagnole. All’arrivo si verrà sottoposti anche a un controllo medico – temperatura corporea, valutazione visiva dello stato del passeggero, controllo documentale. Prima dell’arrivo è necessario compilare un formulario disponibile su questo sito internet.

Fino al 6 gennaio prossimo la circolazione è libera in tutto il Paese, dopodiché varranno le regole dei distretti dove possono esserci dei lockdown localizzati.

Paesi Bassi: raccomandazioni, ma nessun obbligo

expat - Paesi Bassi

Le tipiche case alte e strette olandesi (Credits: djedj, Pixabay)

I Paesi Bassi non hanno introdotto, al momento, nessun obbligo, ma solo alcune raccomandazioni. Viene raccomandato di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario, così come un periodo di autoisolamento di dieci giorni anche senza sintomi o con esito del test negativo al ritorno dallo stesso.

Gli expat in Olanda non possono proprio lamentarsi!

Link utili

expat: pronti per ripartire?

(Credits: Free-Photos, Pixabay)

Cari expat: la regola generale, almeno quest’anno, è quella di evitare i viaggi non necessari. Soprattutto come forma di rispetto per i propri cari, magari più anziani, per il personale ospedaliero e per tutti quanti quelli che stanno combattendo in prima linea il virus.

Se non siete riusciti a rinunciare al Natale in famiglia – e so quanto è difficile per chi vive all’estero, soprattutto magari per chi è appena partito e non se la sente di stare lontano da caso – vi prego di fare estrema attenzione e di attenervi alle regole qua sopra elencate.

Vi auguro un Buon Natale ovunque voi siate. 

[NdA]: Questo articolo è stato scritto a ridosso della data di uscita, ed è aggiornato al 18 dicembre 2020. Prima di mettervi in viaggio consultate i link sopra elencati per avere le informazioni sempre aggiornate che potrebbero variare da quanto scritto.

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