Quidditch – Lo sport dei maghi dal Queerditch alla versione babbana


In occasione dello speciale di Discorsivo per il compleanno di Harry Potter, come non parlare dello sport dei maghi per eccellenza, cioè il Quidditch, lo sport praticato dai maghi a cavallo di manici di scopa volanti.

Il rapporto tra Harry Potter e  il Quidditch si rivela essere subito speciale: comparso sin dal primo libro come sport di squadra all’interno della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, diventa una delle discipline preferite dello stesso Potter, grazie a  un talento naturale nel manovrare e volare a bordo di queste scope (tra le quali spiccano marche come Stellafreccia, Scopalinda, Comet 260, Nimbus 2000, la formidabile Firebolt, eccetera). Nel quarto libro, Harry Potter e il calice di fuoco, sarà proprio la sua abilità come Cercatore ad aiutarlo a superare la prima prova del torneo Tremaghi contro il temibile drago Ungaro Spinato.

Harry Potter e Draco Malfoy inseguono il boccino d'oro durante la partita tra Grifondoro e Serpeverde nel secondo film, "La camera dei segreti"

(Credits: Warner Bros)

Le regole del Quidditch

I fan della serie ricorderanno bene che il Quidditch consiste in una partita tra due squadre di sette giocatori (tre cacciatori, due battitori, un portiere e un cercatore) la cui durata può essere variabile, a seconda del momento in cui il cercatore di una delle due squadre riesce a catturare il boccino d’oro – la sfera incantata più piccola e difficile da individuare essendo dotata di ali che la rendono velocissima. Un’azione che gli permette di guadagnare automaticamente 150 punti e di sancire la fine dell’incontro.

Prima della cattura del boccino, i cacciatori di ogni squadra devono cercare di segnare quante più reti possibile, battendo il portiere avversario, tirando con qualsiasi parte del loro corpo una palla rossa (la Pluffa) attraverso uno dei tre cerchi, posti a differenti altezze a ciascuna estremità del campo di gioco ovale: ogni rete vale dieci punti per la squadra.

I battitori, dotati di mazze corte di legno, devono cercare di indirizzare due sfere incantate di ferro, i bolidi, nel tentativo di disarcionare i giocatori avversari. Il tutto a bordo di manici di scopa volanti e senza l’uso della bacchetta o della magia per ostacolare il gioco degli avversari.

Il Quidditch attraverso i secoli

Questo breve ripasso è fondamentale per poter approfondire, brevemente, la storia del Quidditch, così come raccontato nell’aneddotico libro Il Quidditch attraverso i secoli. Scritto sempre dell’autrice J.K. Rowling, in questo libro vengono elencati nomi ed episodi emblematici dello sport dei maghi.

Nelle sue pagine, infatti, viene spiegato che il Quidditch trae origine dall’antica palude di Queerditch (“queer ditch” o “strano fossato” nell’inglese arcaico), ricreando in maniera più grezza e magica il gioco del rugby babbano. Nel Queerditch, quindi, i giocatori dovevano passarsi una palla, facendo meta attraverso due alberi posti a ogni estremità della palude: data la difficoltà nell’individuare e raccogliere la palla una volta sporca di fango, fu incantata per non farla cadere a terra e colorata di rosso per distinguerla meglio, dando così vita alla Pluffa.

Poco dopo, sempre intorno all’XI secolo, la leggenda racconta che i maghi scelsero, per vivacizzare le partite, di inserire due bolidi di pietra incantati al fine di disarcionare i giocatori e due battitori per ogni squadra così che difendessero i propri compagni di squadra e, contestualmente, li indirizzassero contro gli avversari. Successivamente, furono installate delle botti in cima agli alberi e così nacquero i canestri attraverso i quali la Pluffa sarebbe dovuta passare, una volta superata la “guardia” del portiere.

Dal Queerditch al Quidditch, passando per il Kwiditch

Dopo il Queerditch, fu l’avvento del Kwiditch, risalente al XIII secolo, a dominare la scena sportiva dei maghi: la caccia al Golden Snidget, un minuscolo uccellino dal colore oro e dotato di occhi rubini, che determinava 150 punti e la vittoria.

Un momento della partita di Quidditch tra Grifondoro e Serpeverde, nel film "Harry Potter e la camera dei segreti"

(Credits: Warner Bros)

Successivamente, avvenne la fusione tra il gioco del Queerditch e quello del Kwiditch: la sostituzione del materiale dei bolidi (dalla pietra al ferro) e quella dell’uccellino con il Boccino d’oro (inventato dall’incan

tametalli di Godric’s Hollow, Bowman Wright) portarono alla nascita del più moderno Quidditch.

Secondo le fonti citate nel libro sul Quidditch, pare che nel 1884 una partita disputata nella brughiera di Bodmin durò quasi sei mesi, fino a quando le due squadre non decisero di abbandonare la partita per manifesta incapacità dei loro Cercatori.

Curiosità su questo magico sport

Ne Il Quidditch attraverso i secoli sono innumerevoli gli aneddoti divertenti riguardanti squadre di Quidditch appartenenti al campionato inglese oppure alle “nazionali” durante la Coppa del Mondo. Tra le tante, spiccano:

  • I Ballycastle Bats, squadra dell’Irlanda del Nord, 27 volte vincitori del campionato inglese, con la mascotte Barny, un pipistrello della frutta, e il celebre motto “Bevete Burrobirra e volerete come Barny”;
  • I Caerphilly Catapults, squadra gallese, tristemente famosa a causa della tragica scomparsa del loro giocatore più celebre, Dai Llewellyn (detto Dinamite), che finì divorato da una Chimera mentre era in vacanza a Mykonos in Grecia. Fu un lutto nazionale nel Galles e l’evento portò all’istituzione del premio “Dinamite” per il giocatore (o la giocatrice) che si distingue per aver compiuto le azioni più rischiose e spettacolari durante il campionato;
  • I Falmouth Falcons, il cui motto è “Vinceremo, ma se non vinceremo almeno spacchiamo un po’ di teste” in virtù del loro consolidata storia di squadra rude e dal gioco duro, sfociato in almeno 14 sospensioni sancite dal Dipartimento per i Giochi e gli Sport Magici;
  • Le Holyhead Harpies, squadra di Quidditch completamente femminile, che nel 1956 disputò quella che viene riconosciuta dai maghi unanimemente come la più bella partita mai disputata, in occasione della quale il capitano della squadra sconfitta chiese in sposa il capitano delle Harpies, tale Gwendolyn Morgan, che replicò rompendogli in testa la sua scopa Tornado Cinque;
  • Le Pride of Portree, squadra costituita solo da giocatrici madri e figlie, con le seconde concentrate nel gioco e le prime impegnate a rimproverarle, distraendo così gli avversari;
  • I Wigtown Wanderers, squadra costituita originariamente dai figli di un macellaio di nome Walter Parkin, che pare incutesse timore negli avversari perché passeggiava a bordo campo brandendo in una mano la bacchetta e nell’altra una mannaia;
  • Le Wimbourne Wasps, squadra in cui ha militato Ludo Bagman (giudice del torneo Tremaghi), famosa per avere i tifosi che simulano il ronzio delle vespe per distrarre gli avversari durante le partite;
  • Non esistono solo squadre inglesi, ma anche squadre europee come Karasjok Kites (Norvegia), i Braga Broomfleet (Portogallo), Vratsa Vultures (Bulgaria), i Quiberon Quafflepunchers (Francia), ma anche americane, canadesi, africane e neozelandesi.

Volare con la Playstation 2

La copertina del videogame "Harry Potter e la coppa del mondo di quidditch", della EA Games

(Credits: Ea Games)

Il Quidditch è stato protagonista, peraltro, della mia infanzia: ho giocato a lungo al videogioco per PlayStation Harry Potter e la Coppa del Mondo di Quidditch.

Si trattava di un gioco davvero unico nel suo genere, con la possibilità di disputare partite con le nazionali di Quidditch (Scandinavia, Bulgaria, Francia, Inghilterra, Spagna, America, Giappone), con quelle di Hogwarts ed, infine, persino quelle ambientate nella palude del Queerditch.

L’obiettivo era quello di raccogliere, attraverso sfide per squadra, Casa o giocatore, tutte le figurine Cioccorane dei giocatori di Quidditch del gioco e sbloccare le mosse speciali di ogni squadra. Un giro su You Tube potrà certamente mostrare ai più curiosi la bellezza (e, aggiungo, l’epicità) di un videogioco che meriterebbe un ritorno sulle console moderne e online.

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In conclusione, aggiungo che esiste persino la forma “babbana” del Quidditich: nel 2005 due studenti statunitensi hanno realmente trasferito sui normali campi da gioco (non magici) le regole del gioco dei maghi, con tanto di manici di scopa fittizi tra le gambe e bolidi.

Tra le varie Federazioni, è presente anche quella italiana, l’Associazione Italiana Quidditch.

Un allenamento di Quidditch babbano

(Credits: Marco Frongia)

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