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Il diritto all’orgasmo femminile – Come il nostro amico Pavlov ci viene in soccorso!

di Silvia Vieri

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“È quando il mio lui si avvicina, mi guarda e con passione mi fa sentire sua!”

“Ma no! È quando sei a dieta da mesi, giorno dopo giorno, fino al momento in cui ti concedi una tavoletta intera di cioccolato e la assapori piano, morso dopo morso…”.

“Suvvia, è quando lui sta sopra lei e lui mette un semino nell’ombelico di lei e nasce il bambino”.

“No: l’orgasmo è una risposta riflessa involontaria neuromuscolare che rappresenta l’apice dell’eccitazione sessuale”.

In coro: “Sì, va beh, però così fai scendere tutta la poesia!”.

Perché abbiamo diritto all’orgasmo femminile?

Innanzitutto, conosciamo meglio l’orgasmo. E qui sento applausi di maschietti, ma ragazzi: sappiamo benissimo che voi siete massimi esperti in “orgasmologia” maschile.

È di quello femminile che vorrei parlare, quello sconosciuto, quello che per noi non è così scontato ma che si vuole e deve raggiungere.

Voglio averlo perché… dai, è uno spasso. Rilassa, fa stare bene, è piacevole.

Devo averlo perché, citando Irene Grandi: “Se cado io, cadi anche tu”. Se vengo io, vieni anche tu. Semplice. Parità dei sessi.

In parole povere, se la natura non avesse reso l’accoppiarsi piacevole per entrambe le parti, saremmo già belli che estinti.

Orgasmo femminile: perché così complicato?

Anatomicamente parlando mi trovo a dovervi dire che Babbo Natale non esiste, e neppure l’orgasmo vaginale: esiste solo quello clitorideo. Questo può avvenire per stimolazione diretta del clitoride – che è ricco di terminazioni nervose – o per stimolazione indiretta durante il rapporto sessuale. Fine dei discorsi.

Questo abbiamo e questo ci teniamo. Il lato positivo, però, è che abbiamo un periodo refrattario molto breve, se la stimolazione sessuale continua possiamo avere tutti gli orgasmi che vogliamo in fila per tre col resto di due.

È importante per noi sapere cosa e come ci piace di più, in modo da indirizzare il partner facendogli capire cosa è meglio per noi – e, di conseguenza, per lui o lei – sentendoci più presa dalla questione.

“Fatti, non pugnette!”

Una selezione di sex toy a tema Avengers

Di sex toy ce n’è per tutti i gusti. Anche quelli più nerd (Credits: GeekySexToys.com)

Sdoganiamo il tabù sulla masturbazione e adibiamo un cassetto ai sex toy. Li fanno anche coi brillantini, per chi è glamour.

Sì: noi ragazze ci masturbiamo, ci tocchiamo e molto spesso lo facciamo meglio di come lo fa la nostra controparte.

Un’inadeguata informazione sugli orgasmi femminili (dovuta a retaggi culturali e sociali avvallati dalla signora Candida) ha fatto sì che ci sia ancora molta confusione a riguardo, e così molte donne fingono.

E non fate finta di niente, tanto lo so che almeno una volta avete inscenato un teatrino alla Harry ti presento Sally, lo so. Ora vi prendete la ramanzina.

Il diritto all’orgasmo femminile inizia da noi stesse

Ma come! Stiamo parlando di diritto all'orgasmo femminile e mettiamo un'immagine di Tamburino di Bambi? Leggete e capirete perché

(Credits: Becky Garling)

Perché fingere, accipigna?! Per far contento chi? Lui? Davvero? E a noi chi ci pensa?

E a tutto il genere femminile che si trova con uomini convinti di fare la cosa giusta perché “come le faccio venire io nessuno mai” quando invece sembrano Tamburino di Bambi dal solo martellare?

O ancora, ci eleggiamo paladine della giustizia vestite alla marinara (e no, non veniamo dalla Luna, ce l’abbiamo tutte fatta alla stessa maniera) e abbiamo difficoltà a confidare tra le lenzuola i nostri segreti anche alla nostra migliore amica o alla nostra amante, alla nostra compagna?

O ancora, ci fiondiamo nelle piazze sventolando reggiseni, lottiamo per i diritti delle donne e poi, quando è il momento di agire, sussurriamo tra i denti “masturbazione” con colpo di tosse finale, così magari abbiamo distratto il nostro interlocutore da quella brutta e cattiva parola. Il piacere, se condiviso, vale doppio. Altrimenti scusa, spostati che faccio da sola.

Ecco, fermiamoci a questo punto.

Pensate a Pavlov: quando un cane compieva un’azione corretta, gli dava una ricompensa. I cani associavano la ricompensa al gesto eseguito correttamente e imparavano cosa fare per ottenerla.

Se mi tocchi così mi piace = gemito, sì, bravo e tutti termini semplici facilmente comprensibili dal partner, persino il più distratto o la più sbadata. Riflesso pavloviano innescato.

Ognuna di noi è diversa, ma dobbiamo fare fronte unito verso un obiettivo comune: il diritto all’orgasmo femminile!

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