Nando, 50 anni tra le note – Dalla banda musicale agli strumenti fatti in casa


Da qualche mese mi sono avvicinata alla realtà di una banda musicale. Sto parlando della Banda di Cernusco sul Naviglio, composta oggi da una trentina di musicanti e un folto gruppo di majorette. Alcuni componenti della banda fanno anche parte della formazione orchestrale dei CentOttoni, diretta dal maestro Gianmario Bonino. Durante il lockdown abbiamo approfondito la conoscenza con la banda, scoprendo molte curiosità!

Grazie a un video pubblicato sul loro canale YouTube, abbiamo scovato una pratica particolare: costruire strumenti musicali con materiale di recupero. Siccome noi di Discorsivo siamo irriducibili curiosi, abbiamo deciso di approfondire l’argomento facendo due chiacchiere con il creatore di questi strumenti fai-da-te: Fernando “Nando” Buzzi, 62 anni, di cui più di 50 a tu per tu con note e pentagrammi.

Nando della Banda di Cernusco sul Naviglio, costruisce strumenti fai da te con materiali di recupero.

Ecco gli strumenti a fiato fai da te! (Credits: Fernando Buzzi)

Intervistarlo ci ha trasmesso una grande speranza. Attraverso la sua storia abbiamo scoperto quante soddisfazioni ci si possa togliere attraverso la pazienza, lo studio e la determinazione. E che conciliare la routine e la vita privata con le nostre passioni si può fare eccome!

La storia di Nando, dalla banda musicale a oggi

Ricapitolando: Fernando Buzzi, detto Nando, fa parte della Banda musicale di Cernusco sul Naviglio da 50 anni. Classe 1958, ha iniziato a suonare da bambino.

Trasformandosi da allievo a insegnante, ha avuto la possibilità di trasmettere la passione per la musica a figli e nipoti.

Anche dopo il matrimonio, celebrato quando aveva 23 anni, Nando ha sempre trovato il modo di conciliare la famiglia, il lavoro e la musica. Non solo nella banda, ma anche in un’orchestra di liscio – e per quasi 25 anni, ogni sabato e domenica sera.

Tra i tanti ruoli assunti da Nando all’interno della banda c’è anche quello di compositore. Ha sostenuto infatti l’esame Siae per diventarlo: “La maggior parte di quello che suona la banda l’ho scritto io. Ho fatto gli arrangiamenti di brani moderni – come YMCA dei Village People o quelli di carnevale – perché per banda non si trovano”.

Grazie alla sua esperienza nella banda dei carristi durante il periodo del militare, ha imparato a suonare un ampio repertorio. Quando all’età di 27 anni è diventato vicemaestro della Banda di Cernusco sul Naviglio, ha deciso di rivisitare il ventaglio di canzoni suonate. Da qualche anno ha passato il testimone a Alberto Vitaloni, con l’incoraggiamento di portare altre innovazioni e continuare a portare avanti la tradizione bandistica.

In effetti, non nascondiamo che ciò che ci ha colpito della Banda di Cernusco è proprio l’attualità dei brani che vengono suonati: guardate questo video a tema Ghostbusters!

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In tempi più recenti Nando è stato anche maestro della Fanfara dei bersaglieri in congedo Luciano Manara di Milano, dal 2015 al 2018, alla Caserma 24 maggio. Ha ricevuto diverse onorificenze come per esempio il Gelso d’oro dalla città di Cernusco sul Naviglio, è stato anche nominato cittadino benemerito.

Costruire strumenti con materiali di recupero

Nando della banda musicale di Cernusco sul Naviglio, ha deciso di creare il primo strumento fai da te un paio di anni fa.

Sassofono – primo strumento homemade (Credits: Fernando Buzzi)

Nando ci ha spiegato che l’idea di costruire strumenti con materiali di recupero nasce un paio di anni fa. Un’idea frutto della grande passione per la musica, ovviamente, ma unita a un tutorial trovato per caso su Youtube. Così, unendo un po’ di tubi trovati in cantina, è nato un sassofono fatto in casa! “Del resto non è che ho tanto da fare: sono pensionato!”, precisa lui, ridendo.

La costruzione del primo strumento homemade risale a un paio d’anni fa, seguito dalla costruzione della tromba. Nando ha poi migliorato ulteriormente la tecnica in questo periodo di quarantena. Ed è da qui che comincia la nostra intervista

La nostra intervista a Nando Buzzi

Quanti strumenti hai costruito fino a oggi? 
Come secondo strumento homemade, Nando ha creato una tromba.

Tromba (Credits: Fernando Buzzi)

Finora cinque: ho cominciato un paio d’anni fa, quando ho trovato un tubo lungo, spesso un centimetro e mezzo, l’ho arrotolato e ci ho montato sopra il bocchino della tromba e lì ho sentito che qualcosa usciva. Per modulare il suono di questa tromba si devono usare le labbra: devi allargarle e stringerle, accompagnandole con il diaframma e il colpo di lingua. Ho visto che però le note non uscivano tutte bene: allora gli ho aggiunto una campana, aggiustandone la lunghezza e trovando il suono. Per tagliare, bisogna andare a tentativi, finchè non senti che le note sono belle intonate.

In quarantena il Nando ha costruito anche un basso tuba.

Bassotuba (Credits: Fernando Buzzi)

Sappiamo che hai costruito anche un bassotuba…

Quello l’ho fatto due settimane fa: ho preso i tubi e ho provato a fare un trombone. Ho usato quelli avanzati dai lavori di ristrutturazione di casa mia. E anche qui: taglia, prova, incastra… e diciamo che il 90% delle note le fa!

Come è nata la tua passione per i fiati?

Quella per la musica è una passione molto antica: da bambino, prima ancora di entrare nella banda musicale, mi ricordo che mi mettevo a costruire le percussioni con le latte… e avevo un buon orecchio! Poi c’è stato il conservatorio. Da giovane ho preparato l’esame di teoria e solfeggio, ma all’epoca non c’era la cattedra di sassofono: c’erano solo i diplomi in clarinetto e flauto. Si diceva però che prima o poi ci sarebbe stata il corso di sassofono e ho deciso di aspettare.

È stata una lunga attesa?

Quando è arrivato avevo già 35 anni e quando mi sono diplomato ne avevo quasi 40. Però metà esami li avevo già fatti prima.

E la banda di Cernusco invece?

Con loro ho iniziato a 10 anni. Un mio amico ci suonava già. Era un paio d’anni più grande di me e il maestro gli aveva chiesto di portare qualche allievo. Nessuno ci voleva andare, ma a me piaceva: quando sentivo la banda suonare in paese fin da piccolo mi veniva la pelle d’oca, mi entrava dentro quel suono lì, bello, potente. E poi ho iniziato a prendere lezioni. All’epoca ci voleva almeno un anno per entrare in banda musicale, eh? Ho iniziato a febbraio 1970 ma già a dicembre mi avevano fatto suonare canti di Natale. In quei nove mesi ho imparato a usare lo strumento e leggere la musica. Già allora volevo suonare il sassofono, ma il maestro mi ha detto: “Guarda noi abbiamo bisogno di un flicorno contralto, inizia a suonare quello e poi si vedrà”. E infatti ho iniziato con quello. Il sassofono è arrivato intorno ai 15-16 anni.

Quindi un 5-6 anni dopo…
Nando sa suonare quasi tutti gli sturmenti a fiato, perchè oltre ad aver studiato al conservatorio ha anche studiato da solo con molta passione.

Nando e la sua passione per i sassofoni  (Credits: Fernando Buzzi)

Sì, e in mezzo c’è stata anche la tromba. Io però volevo il sassofono: sentivo che era quella la mia strada ! All’epoca c’erano i Casadei e Fausto Papetti, e quando sentivo il loro sax mi veniva la pelle d’oca anche lì – proprio come per la banda, quando ero piccolo. Poi, quando ho fatto il militare, e ho suonato anche nella banda dei carristi.

Ma quindi quanti strumenti suoni?!

Eh, praticamente quasi tutti quelli da banda! Il flauto traverso, il clarinetto, il sassofono, la tromba, il trombone a tiro, il basso tuba e anche un po’ le percussioni! In pratica mi manca l’oboe… ma solo perchè non ne ho mai avuto uno fra le mani! Ma li studiavo bene, eh? Imparavo a usarne uno ogni anno, però mi ci impegnavo! Imparavo a suonarlo bene, in modo da fare bella figura.

Cosa ne pensava la tua famiglia di questa passione?

Quando ho iniziato a suonare nella banda avevo già perso mio padre: è morto che andavo alle elementari, però ho fatto in tempo a dirgli che mi sarei unito alla banda musicale. Purtroppo è morto dopo qualche giorno. Per quanto riguarda mia madre anche lei è sempre stata favorevole. In casa eravamo tanti: io ho anche cinque sorelle, ma nessuno mi ha mai ostacollato.

È possibile imparare lo stesso a suonare anche se non si ha “orecchio”?

Di tutti gli allievi che ho sfornato in questi 35 anni, all’inizio nessuno sapeva qualcosa di musica. Con il tempo hanno imparato tutti a suonare. A volte mi sono pentito di aver promosso qualcuno in banda musicale, pensando che non fossero pronti. Ma sai una cosa? È stato stando con gli altri, nell’ambiente della banda, che sono diventati bravi anche loro.

Ci hai raccontato che nella tua vita da musicista sei sempre riuscito a conciliare bene le tue passioni con il lavoro e la famiglia. Sei riuscito a fare appassionare anche i tuoi figli?

Io ho due figli ed entrambi hanno un buon orecchio. Ho anche tentato di contagiare mio figlio con la mia passione per la musica, ma non ci sono riuscito. Mia figlia invece ha vuluto studiare canto, anche se in quel periodo il conservatorio non aveva più posti. Così, io e mia moglie abbiamo deciso di mandarla a studiare musica lirica privatamente. Poi la vita l’ha portata altrove…

E i nipoti?

Abbiamo sfornato tre nipoti musicisti! Uno si sta diplomando al conservatorio – purtroppo ha interrotto a causa della pandemia. Il nipote più grande si è diplomato al conservatorio qualche anno fa. Ha studiato tromba, ma non è facile vivere di musica, purtroppo. È comunque molto bravo e fa il maestro in una banda musicale. E poi c’è il più giovane, che suona il flauto nella banda di Cernusco. Lui è più appassionato, ma non ha intrapreso nessuno studio.

Quindi sei riuscito a vedere lo studio della musica in tre generazioni diverse. Che differenze hai notato?

Una volta i maestri erano severissimi! Quando ero un bambino e andavo a scuola di musica, ho anche pianto un paio di volte. Adesso un maestro ci pensa due volte prima di sgridare un allievo! Un’altra differenza? Una volta, nel metodo di insegnamento della musica bandistica si partiva dalla teoria: prima si imparava a leggere la musica, poi ti davano lo strumento. Adesso invece ti danno lo strumento in mano troppo presto. E magari non sei pronto.

Concludiamo con il saluto affettuoso che Nando porta a tutti i suoi allievi, preziosi compagni di viaggio!

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