Red ne va plus


The Socialist parties of Germany and Austria are heading for heavy defeats in the upcoming parliamentary elections. Their enemies have been well prepared, but inaction and internal disputes do not win votes either.

kern schulzIt should have been the highlight of the German election campaign but instead turned out to be more harmonious than aggressive. On Sunday, the leader of the Socialist party SPD, Martin Schulz, challenged Chancellor Angela Merkel in a televised debate. Although Schulz was eager to underline his differences to Merkel, the potential for conflict between two pro-European and pro-globalisation candidates is limited. Whenever he had reason to criticise Merkel’s leadership, she was clever enough to admit imperfections but defend her course. If Schulz’s aim was to make the Chancellor nervous or speechless, he failed.


It has been a disappointing campaign for German Socialists overall. The “Schulz effect” was supposed to sweep the country and win the party mass approval in regional elections. In the end, it was more weeping than sweeping. In three regional elections, the SPD lost either seats in the assemblies or the head of government, damaging Schulz’s image. Over the months, the shooting star lost appeal and approval. He is now set to lose the battle for the office of Kanzler, with his party remaining a stagnant political force unfit to challenge Merkel.

SLIM-FIT SOCIALISM

kern schulzThough this is already dramatic, Austrian Socialists have even more to lose: the head of government. Chancellor Christian Kern, leader of the Socialist SPÖ – eloquent, intelligent, and famous for his fitting suits – won his party’s enthusiasm when he took office one and a half years ago and topped the far-right FPÖ in opinion polls. This enthusiasm has mostly vanished, partly because the even younger and not lesser eloquent Sebastian Kurz from the Conservative ÖVP has proved popular among the public with his often nationalist proposals.

Part of the gloom are also unforgivable mistakes within the Socialist campaign. The party does not appear united on certain issues, a key advisor was arrested on suspicion of fraud, and Kern has found himself reacting to other parties’ proposals rather than advancing his own. On the 15th of October, comes worst, the SPÖ might end up in opposition. Not only are Conservatives rather unwilling to start yet another Grand Coalition, but Kern himself declared to go into opposition if he does not win – a message to his party members to go vote unless they want to give up the place in government.

RIEN NE VA PLUS?

Game over? Political commentators are convinced that not even a miracle can help Schulz win the elections. Without any further televised debates between him and Merkel, it will be almost impossible to catch up in the polls and oust the incumbent. Earlier this year, Jeremy Corbyn from the British Labour party nearly achieved exactly that with Prime Minister Theresa May. However, he benefitted from more time, great (if almost unbelievable) pledges and May’s spectacularly ignorant campaign which believed the elections already won.

In Austria, time gives slightly more hope. Within the next five weeks, Kern’s team will try to mobilize the own clientele as well as undecided voters, using the prospect of a potential centre-right coalition as horror scenario that ought to be avoided. Threatening “black-blue” (the colours of the two parties) is an old trick in Austrian politics, but one that has worked before.

Political scientist Adam Przeworski once wrote, “Democracy is a system in which parties lose elections”. Socialists too. If SPD and SPÖ do not win these parliamentary elections it is not the end of the world, particularly against Merkel and Kurz, two exceptionally well prepared Conservative leaders. However, the defeat should be incentive enough to rethink strategies and positions: Being reactionary to what other parties propose cannot be enough. Party officials should not carry internal discussions into the media. And, early euphoria does not guarantee victory. On the red planet, the basic premises of campaigning seem to have been forgotten. The Realpolitik will bring Socialists back down to Earth.


Versione italiana (traduzione Giulia Rupi)

IL ROSSO NE VA PLUS

I partiti socialisti di Germania ed Austria si dirigono verso sconfitte pesanti nelle imminenti elezioni parlamentari. I loro avversari si sono preparati bene, ma l’immobilismo e le dispute interne di certo non fanno guadagnare voti.

Avrebbe dovuto essere il momento saliente della campagna elettorale tedesca ma si è rivelato più armonioso che aggressivo. Domenica scorsa il capo del partito socialista SPD, MartinSchilz, ha sfidato il Cancelliere Angela Merkel in un dibattito televisivo. Nonostante Schulz smaniasse di sottolineare le sue differenze con Merkel, la possibilità di un vero conflitto fra i due candidati pro-UE e pro-globalizzazione è limitato. Ogni volta che aveva motivo di criticare il governo Merkel, lei era tanto astuta da ammettere le imperfezioni ma difendere la sua direzione. Se lo scopo di Schulz era fare innervosire o lasciare senza parole il Cancelliere, di certo non c’è riuscito.

In generale, è stata una campagna deludente per i Socialisti tedeschi. Si pensava che ‘”Effetto Schulz” travolgesse il paese e vincesse l’approvazione di massa del partito nelle elezioni regionali. Alla fine, è stato più commovente che travolgente. Nelle tre elezioni regionali, l’SPD ha perso o i seggi nelle assemblee o il capo di governo, danneggiando l’immagine di Schulz. In questi mesi, la stella ha perso attrattiva e approvazione. Schulz è ora pronto a perdere la battaglia per l’incarico di Kanzler, con il suo partito che rimane una forza politica stagnante per sfidare Merkel.

UN SOCIALISMO ATTILLATO

Malgrado ciò sia già drammatico, i Socialisti austriaci hanno perfino di più da perdere: il capo del governo. Il Cancelliere Christin Kern, capo del partito socialista SPÖ – eloquente, intelligente e famoso per i suoi completi perfetti- ha vinto l’entusiasmo del suo partito nel momneto in cui ha preso l’incarico un anno e mezzo fa ed è arrivato in testa al partito di estrema destra 

FPÖ nei sondaggi d’opinione. Questo entusiasmo è per lo più svanito, in parte perchè il più giovane e non meno eloquente Sebastian Kurz del Partito Conservativo ÖVP si è dimostrato più popolare fra il pubblico con le sue proposte spesso nazionaliste.

A questa situazione sconfortante hanno contribuito anche degli errori imperdonabili commessi durante la campagna socialista. Il partito non appare essere unito si alcuni punti, un consigliere chiave è stato arrestato per sospetto di frode, e Kern si è ritrovato a reagire alle proposte degli altri partiti piuttosto che avanzare le proprie. Il 15 di ottobre, nel peggiore dei casi, l’ SPÖ potrebbe finire all’opposizione. Non solo i Conservativi sono piuttosto restii a iniziare già un’altra Grande Coalizione, ma Kern stesso ha dichiarato che vuole passare all’opposizione, se non vince – un messaggio ai membri del suo partito ad andare a votare a meno che non vogliano cedere il loro posto nel governo.

RIEN NE VA PLUS?

Game over? I commentatori politici sono convinti che nemmeno un miracolo può aiutare Schulz a vincere le elezioni. Senza ulteriori dibattiti televisivi fra lui e Merkel, sarà quasi impossibile un recupero nei sondaggi e spodestare la rappresentante in carica. All’inizio di quest’anno, Jeremy Corbyn del Partito Laburista ha in parte quasi realizzato esattamente questo, con il Primo Ministro Theresa May. Tuttavia, ha avuto il vantaggio di avere più tempo, grandi (quasi incredibili) promesse e la campagna straordinariamente ignorante di May, che credeva di aver già vinto le elezioni.

In Austria, il tempo dà leggermente più speranza. Nelle prossime cinque settimane, il gruppo di Kern proverà a smuovere la loro clientela così come gli elettori indecisi, usando il prospetto di una possibile coalizione del centro destra come scenario dell’orrore da evitare. La minaccia “blu e nera” (i colori dei due partiti) è un vecchio trucco della politica austriaca, però uno che ha funzionato già in passato.

Il politologo Adam Przeworski ha scritto una volta: “La democrazia è un sistema in cui i partiti perdono le elezioni. “ Anche i Socialisti. Se l’ SDP e l’ SPÖ vincono queste elezioni parlamentari non è la fine del mondo, in particolare contro Merkel e Kurz, due leaders conservatori ben preparati. Tuttavia, la sconfitta dovrebbe essere un incentivo tale da far ripensare le strategie e le posizioni: essere reazionari a quello che propongono altri partiti non può essere abbastanza. I funzionari del partito non dovrebbero portare le discussioni interne a livello mediatico. E l’euforia iniziale non garantisce la vittoria. Sul pianeta rosso, le premesse base per fare campagna elettorale sembrano essere state dimenticate. La Realpolitik riporterà i socialisti sulla Terra.

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