Rocchetto a patchwork di conga – Spool in patchwork of conga


Faulkner ha descritto una donna, che lavorava da quindici anni a patchwork, portando sempre con sé tutti i colori e le forme possibili. Davvero lei non riusciva a disporlo definitivamente. Era diventato un gioco di pazienza, in cui per lisciare la donna usava le dita morbide, anziché le forbici. Il palmo al massimo riuscirà ad “accartocciare”. I polpastrelli invece ci sembrano un po’ le “labbra”… delle dita. Il patchwork è da percepirsi “accarezzando” i propri ritagli. La fotografia di Charlene ha il bianconero. Lei è una designer; qui noi la vediamo nel suo atelier. A sinistra, appare la macchina da cucire. In primo piano, i rocchetti di filo sono fuori fuoco. Charlene porta una T-shirt, con la scritta Climate revolution. Il nostro sguardo cadrà o sulle labbra, o sull’occhio sinistro quasi “sotto la cucitura” (per l’ombreggiatura). Inoltre ci pare che Charlene porti “pazientemente” avanti il proprio lavoro. Questa fotografia non esibisce le mani. Anche le braccia così si configurerebbero nel loro “rocchetto”. Una “rivoluzione” ambientalista presuppone che l’uomo al massimo “accarezzi” la Natura (senza più manipolarla). In primo piano, noi percepiamo il “morbido polpastrello” (e complice la sfocatura) all’apice dei rocchetti. Questi persino risuonerebbero, nella loro conga. Qualcosa in cui mancherà il “taglio” delle bacchette.

Faulkner described a woman, who worked for fifteen years the patchwork, always bringing with her all the possible colours and shapes. Really she will not able to arrange that element definitively. That became a patience game, where the woman used to smooth through the soft fingers, instead of the scissors. A palm at most could “crumple”. Instead the fingertips seem to us a bit the “lips”… of the fingers. A patchwork has to be perceived “caressing” its cutting out. The photography of Charlene is in black and white. She is a designer; here we see her atelier. On the left, a sewing machine appears. On the foreground, the spools of thread are out of focus. Charlene wears a t-shirt, with the writing Climate revolution. Our gaze will fall on the lips or rather on the left eye almost “under the stitching” (by a shading). In addition, it seems to us that Charlene continues “patiently” her work. This photography does not show the hands. So also the arms would be configured in their “spool”. An environmental “revolution” presumes that man at most “caresses” the Nature (avoiding to manipulate it). In the foreground, we perceive the “soft fingertip” (and where out of focus is complicit) on the top of the spools. These even would resound, in their conga. Something where the “cut” of the drumsticks will be lacking.

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. DELEUZE, Mille piani, Castelvecchi, Roma 2006, p. 701

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

 

La modella canadese Charlene Hunter Paille viene da Montreal. Lei ha studiato fashion design. All’età di 16 anni, Charlene fu scritturata dalla Dulcedo Model Management. Oggi lei ha realizzato il suo sogno di diventare una fashion designer, aprendo la linea di lingerie dal titolo Charlie Paille.

The Canadian model Charlene Hunter Paille comes from Montreal. She studied fashion design. When she was 16 years ago, Charlene was engaged by Dulcedo Model Management. Today she has realized her dream to become a fashion designer, launching the lingerie line called Charlie Paille.

www.charliepaille.com

 

Il fotografo Damien Neva è un noto produttore di contenuti per Next Model Management. Egli scatta molto durante le fashion weeks (a New York, Parigi, Londra, Milano ecc…). Esteticamente, a Damien interessano la composizione (in fotografia) e la corretta grammatica (in editoria).

The photographer Damien Neva is a famous content producer for Next Model Management. He shoots many times during the fashion weeks (in New York, Paris, London, Milan etc…). Damien aesthetically is interested in the composition (as a photographer), and in the right grammar (as a publisher).

https://blog.nextmanagement.com/

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