Serie A, chi non muore si rivede


La quarta giornata di Serie A – incominciata di venerdì – si è conclusa con verdetti che hanno completamente rimescolato le carte e capovolto tutto quello che c’era stato nei primi tre turni di campionato. Chi si prenderà la vetta? Quali saranno le inseguitrici?
Si sa, la Serie A è una corsa a tappe e questa era uno snodo fondamentale per il proseguo.

PER NIENTE ALLEGRI  Inaspettata l’evoluzione dell’Inter e ancora più strana l’involuzione della Juventus nel Derby Italia.
I neroazzurri portano a casa una vittoria (2-1) più che mai meritata sia sul piano del gioco che sul piano dell’intensità.
Molti meriti vanno a De Boer e altrettanti demeriti ad un Massimiliano Allegri che in questa settimana (tra mercoledì e domenica) ci ha capito ben poco: scelte tecniche, cambi e impostazione tattica ai limiti del patetico per una squadra forte e compatta come la Juventus. Asamoah è insostituibile? Perché Higuain ha guardato 75′ di partita dalla panchina? Perché i cambi vengono fatti sempre negli ultimi minuti?
Detto ciò, l’Inter ha giocato una partita eccellente in cui Icardi e Perisic hanno ribaltato il vantaggio (quasi casuale) targato Lichsteiner.
Arriva dunque la seconda vittoria consecutiva per i milanesi che si reinseriscono prepotentemente nella lotta scudetto.

A SPASSO CON ARKADIUSZ  Chi se la ride di gusto sono sicuramente i napoletani, Sarri e De Laurentiis.
I partenopei al San Paolo faticano ma portano a casa una vittoria (3-1) su un Bologna sbarazzino e a tratti pungente.
Il “man of the match” del sabato sera è il polacco Arkadiusz Milik che – subentrando dalla panchina – ha deciso l’incontro – aperto da Callejon e momentaneamente pareggiato da Verdi – con una formidabile doppietta: scavetto che beffa Da Costa e botta dal limite dell’area…repertorio completo!
Si inizia a ironizzare – e in realtà di ironico c’è poco o nulla – sul fatto che il neo acquisto napoletano possa eguagliare se non superare il suo predecessore argentino.
Il Napoli e Milik, alla luce dei risultati del weekend, si sono presi la leadership della Serie A e ora saranno proprio loro che dovranno guardarsi alle spalle per difendere la vetta della classifica.

SCACCIATI I FANTASMI  La Fiorentina al Franchi sconfigge di misura la Roma e interrompe un periodo estremamente negativo.
Il croato Badelj ad una decina di minuti dal triplice fischio decide l’incontro – complice un fuorigioco attivo del connazionale Kalinic non visto da Rizzoli – con un tiro da fuori area dopo aver disputato una delle partite peggiori da quando veste la maglia viola.
I mugugni e le lamentele si trasformano in un bel sospiro di sollievo per Paulo Sousa e squadra mentre i rivali giallorossi dovranno farsi un bell’esame di coscienza viste queste prime uscite non certo felici.

LIDER MAXIMO  Chi è più trascinatore di uno che gioca in una squadra allo sbando, che inspiegabilmente parte dalla panchina per far posto ad uno infinite volte più debole di lui e che poco dopo il suo ingresso segna il gol vittoria? Carlos Bacca e pochi altri.
Vincenzo Montella ha preferito Gianluca Lapadula al colombiano autore di una partita scialba e sottotono.
La musica – e sappiamo come – è decisamente cambiata quando Carlos ha messo piede nel rettangolo verde…
Non ci stupiremmo se trovassimo l’attaccante colombiano in vetta alla classifica capocannonieri a fine campionato.

“EL LOCO” SIMONE  Non tutti i mali vengono per nuocere, la fortuna aiuta gli audaci e la grandi cose vengono dalle piccole cose. La Lazio di Simone Inzaghi è la prova incontrastabile che questi modi di dire corrispondono estremamente al vero.
Il giovane tecnico al termine della scorsa stagione (tra l’altro dopo aver ridato verve ad una squadra in netto calo) è stato sollevato dal suo incarico per far posto al  più blasonato “Loco” Bielsa.
La trattativa con l’allenatore argentino non è andata in porto a causa di diversi capricci, dunque Lotito è stato costretto – tra la delusione generale – a ripiegare di nuovo sul fratello di Pippo.
Non ci fu scelta più azzeccata: la Lazio naviga in ottime acque, ha iniziato questo campionato molto bene e le prestazioni sul campo rispecchiano a pieno i risultati ottenuti finora. L’ultimo è il 3 a 0 (targato Milinkovic Savic, Radu e Immobile) su un impotente Pescara.

DA DOVE VENIAMO? CHI SIAMO? DOVE ANDIAMO?  Riprendendo il titolo di un capolavoro artistico di Pual Gauguin, possiamo analizzare la vittoria del Sassuolo netta e convincente contro il Genoa e il pareggio del Torino contro l’Empoli.
In queste prime quattro giornate di Serie A, Sassuolo e Torino sono state un po’ troppo altalenanti e i risultati non hanno appieno soddisfatto le aspettative.
Dopo l’egregia vittoria in Europa League, gli emiliani si ripetono mentre Mihaijlovic e co. non riescono a trovare una continuità di gioco.
Chi invece sta conciliando gioco e risultati è il Chievo di Maran che con un’altra vittoria (la vittima del weekend è l’Udinese) si porta nelle zone più nobili, addirittura a soli 3 punti dalla vetta della classifica.

PUNTI SALVEZZA  Arrivano tre punti importantissimi per il Cagliari (3 a 0 sull’Atalanta) che si allontana per una giornata dai bassifondi della classifica mentre sprofondano i bergamaschi rimasti al palo. È ottima la prestazione dei sardi trascinati da uno scatenato Marco Borriello, autore di una splendida doppietta.
Ecco anche il primo punto in Serie A per il Crotone che in casa (a Pescara nel campo neutro) pareggia 1-1 con un Palermo che si è fortemente candidato ad un posto per la retrocessione.

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